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Mezzi pesanti col dispositivo antinquinamento taroccato: scoperti dalla Polizia stradale

I gas di scarico, senza il trattamento, aumentano sensibilmente il peggioramento della qualità dell'aria che respiriamo

Nei primi giorni del 2020 sono già stati 4 i mezzi pesanti pizzicati dalla Polizia Stradale col sistema antinquinamento taroccato. Gli agenti della Polstrada, che pattugliano il tratto della Statale 16 nella provincia di Rimini, hanno scoperto come gli autotrasportatori abbiano alterato le apparecchiature che controllano le emissioni nocive per risparmiare sulle spese.

In particolare il dispositivo "Ad blue", per migliorare la qualità dei gas di scarico, era stato manomesso con un apparecchio elettronico facilmente reperibile in rete che, una volta installato sul mezzo pesante, tramite un circuito elettrico collegato alla centralina dei comandi fa si che l’additivo non entri in circolo nel motore, abbattendo pertanto i costi per il suo acquisto. L’accertamento dell’illecito, particolarmente laborioso e complicato, passa attraverso l’incrocio dei dati registrati dal cronotachigrafo e l’elaborazione con il programma informatico “Police Controller” delle apparecchiature informatiche in uso alle pattuglie della Stradale in servizio sul territorio.

Purtroppo, tale “abbattimento” dei cost  non vale anche per i gas inquinanti che, appunto, non venendo ridotti senza l’utilizzo dell’additivo sono rilasciati nell’aria, provocando pertanto un incremento dell’inquinamento atmosferico. Le ditte di autotrasporti “poco sensibili” e sanzionate con la violazione amministrativa di 431 euro e il ritiro della carta di circolazione sono risultate essere di Ravenna, Cerignola, Altamura e Agropoli.

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