Migliaia di uccelli uccisi dal botulino in Valle della Canna: "Alta probabilità che si riverifichi l'estate prossima"

La direttrice del Parco del Delta del Po Maria Pia Pagliarusco: "Chiederemo un'attività di monitoraggio più precisa per capire se l'emergenza sia finita"

Dopo l’audizione in commissione ambiente in Regione in merito alla moria di anatidi verificatasi nella Valle della Canna, giovedì pomeriggio si è svolta in Municipio a Ravenna la commissione consiliare “Ambiente, sanità pubblica, qualità della vita, diritti degli animali”, presieduta dal consigliere Alvaro Ancisi per esaminare la richiesta di convocazione presentata dai consiglieri comunali Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) Alberto Ancarani (Forza Italia) e Rosanna Biondi (Lega Nord), per cercare di analizzare le cause e le manchevolezze della gestione, ma anche per capire come sia possibile superare l'emergenza e recuperare dal dissesto le zone umide protette a nord di Ravenna e consolidarne la salubrità ambientale.

"I fattori scatenanti si riassumono per noi in quei tre mesi in cui il livello dell'acqua è stato lasciato ridursi con, in parallelo, l'innalzamento delle temperature - ha spiegato Ancisi nell'introduzione - Ciò ha causato anossia e quindi botulismo, trasformando la valle in una trappola mortale. Le cause, per noi, risiedono nella mancata programmazione del livelli idrici e nel mancato controllo".

"Stiamo parladno - ha spiegato l'assessore all'ambiente del Comune Gianandrea Baroncini - di zone molto complesse a livello di equilibrio ambientale e fortemente esposte a fattori esogeni ed endogeni, zona complessa anche dal punto di vista della gestione". "La valle ha una sola porta d'entrata e una d'uscita, quindi non è possibile flussare l'acqua -ha aggiunto Gianni Gregorio, ingegnere del Servizio tutela e ambiente del Comune - Cosa è successo quest'anno? Ogni anno si cerca di mantenere il livello di acqua e periodicamente funzionari di Polizia del comune vanno a verificare il livello. Ravenna Servizi Industriali a inizio primavera ci ha comunicato che doveva interrompere il flusso di acqua alla canaletta per fare manutenzione. Avevamo due scelte: o seccare la valle a luglio fino all'autunno, e non era fattibile, o dare tutta l'acqua a disposizione finchè potevamo, e così abbiamo fatto dando 1,5 milioni di metri cubi d'acqua, più di quanto mai fatto, fino al 10 agosto quando sono iniziati i lavori. Cosa si è innescato? L'acqua dal 10 agosto non è stata più ricambiata, e con le temperature alte è evaporata. A fine agosto c'erano 4-5mila uccelli, e verso i primi di settembre sono stati segnalati sette capi morti dalle guardie: li abbiamo prelevati per fare le analisi. A fine settembre vengono segnalati uccelli con il capo ciondolante (sintomo di botulino), e pochi giorni dopo ci dicono che c'erano diversi uccelli morti. Mandiamo gli agenti e parallelamente allertiamo forestale: ci segnalano una situazione grave con tanti uccelli malandati o morti. Il giorno dopo abbiamo convocato tutti gli enti e abbiamo fatto un primo tavolo per valutare cosa fare: si poteva o aumentare l'ossigenazione, o prosciugare (ma si può fare solo nei mesi estivi), o flussare (e non si poteva). Sono stati prelevati gli uccelli morti da cacciatori volontari, parallelamente Ravenna Servizi Industriali ha interrotto momentaneamente il cantiere e in 48 ore hanno ricominciato a offrire acqua".

"Non esistono delle certezze, ma ragionevoli convinzioni: per il livello basso d'acqua che c'era e il livello d'innalzamento che c'è stato, sono convinto che la quasi totalità degli uccelli morti sia stata prelevata - spiega Gregorio, che parla di 2400-2500 uccelli morti prelevati - Il botulino nelle valli è sempre presente: l'epidemia si sviluppa tramite le mosche, che producono larve che vengono mangiate dagli uccelli. Abbiamo chiesto a Rsi di riparare una paratoia di loro proprietà per alimentare la valle: loro han fatto uno studio per valutare la possibilità, e Romagna Acque sta valutando progetti per adeguare il canale. Quando in un bacino c'è stato un evento di botulino importante, negli immediati anni successivi la probabilità che si riverifichi è piu alta: il prossimo anno tutti gli enti preposti dovrebbero valutare di effettuare un prosciugamento mirato della valle per qualche settimana. Certo, è un intervento non a rischio zero: vuol dire provocare la moria di almeno una parte dei pesci, e la moria di pesci è una delle cause principali delle epidemie di botulino. Sulle proposte dell'opposizione, personalmente io sono favorevole a realizzare una paratoia di sbarramento sul Lamone, mentre l'intervento di sbarramento l'ultima volta che è stato chiesto un finanziamento aveva un costo di 3-4 milioni di euro. Per quanto riguarda la proposta di realizzare uno stramazzo (punto di presa dal Lamone), anche questa è un'opera per la quale sono favorevole, ma non so se sia fattibile a livello di costi".

"Abbiamo messo in campo delle azioni per scongiurare la reiterazione dell'epidemia di botulino - aggiunge la direttrice del Parco del Delta del Po Maria Pia Pagliarusco - Chiederemo un'attività di monitoraggio più precisa per capire se l'emergenza sia finita. Le analisi dell'Ausl sugli uccelli morti sono del 13 settembre, noi siamo intervenuti il 2 ottobre: nè noi nè il comune ha ricevuto comunicazione prima di quella data". "E' difficile determinare la causa che ha determinato l'esplosione della tossina di botulino - spiega Mattia Lanzoni, biologo del parco - Si ipotizza che la causa derivi dalla moria di uccelli, perchè non sono state certificate morie di pesci. I casi di botulino in Italia stanno aumentando, probabilmente a causa oltre che dei cambiamenti climatici anche della riduzione di certi habitat, e quindi alla concentrazione degli anatidi in questi habitat". "Noi siamo stati avvisati di quanto stava succedendo da un'associazione, l'Asoer (Associazione Ornitologi dell'Emilia-Romagna), e abbiamo fatto il possibile", aggiunge Nicola Baccetti dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

"Ci sono responsabilità che devono essere chiarite su una mancata manutenzione della presa d'acqua del sifone di quasi 20 anni - ha concluso Daniele Camprini, ambientalista - Il 13 settembre sono state consegnate al Comune di Ravenna le analisi che certificavano i 7 animali morti. Da metà settembre a ottobre c'è stato un buco, 15 giorni che potevano essere preziosi per salvare più uccelli". Date su cui il Comune, però, non concorda. "Probabilmente è stata la più grande catastrofe mai avvenuta in Italia a causa del botulino", conclude Camprini.

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