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"Se mi lasci ti ammazzo": scatta il 'Codice rosso', fine di un incubo per una donna e due figli minori

La donna, sposata da 16 anni, ha raccontato ai vigili la disperazione nella quale era sprofondata, causa l’abuso cronico di alcool del marito

Una 32enne di origini albanesi si è presentata piangendo poche sere fa, con un bimbo in braccio, al comando della Polizia locale dell’Unione della Romagna faentina di via Baliatico a Faenza, denunciando di avere paura di rientrare a casa perché il marito, anche lui albanese, aveva minacciato di ucciderla, a seguito della decisione della donna di lasciarlo a causa dell’ubriachezza cronica dello stesso. La donna, sposata da 16 anni con un cittadino albanese e residente a Faenza da anni, ha raccontato ai vigili la disperazione nella quale era sprofondata, causa l’abuso cronico di alcool del marito che avrebbe trasformato la vita familiare in un inferno, fatto di abusi fisici e psicologici.

La Polizia locale manfreda si è attivata immediatamente e, trovando i primi riscontri oggettivi a quanto la ragazza stava denunciando, ha immediatamente attivato la nuova procedura entrata in vigore con la cosiddetta norma “codice rosso”, la legge che rafforza la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. La Polizia locale ha così immediatamente provveduto a tutelare fisicamente la ragazza, scortandola a casa per recuperare i suoi effetti personali e anche un'altra figlia minorenne, garantendo a mamma e minori una prima protezione. La mamma, insieme ai bimbi, è stata poi affidata all’associazione Sos Donna, che si occupa di fornire un servizio di prima accoglienza a donne che si trovano in uno stato di temporanea difficoltà, che hanno subito o subiscono violenza. Sos Donna ha provveduto a sistemare la 32enne e i figli in una propria struttura protetta.

Le prime risultanze investigative dei vigili faentini hanno confermato che la donna aveva già formalmente sporto una denuncia per essere stata minacciata di morte dall’uomo a un'altra forza di polizia, e che lo stesso uomo aveva avuto atteggiamenti preoccupanti anche nei confronti dei colleghi di lavoro della ragazza, che le avevano consigliato di denunciare i maltrattamenti subiti alle forze dell’ordine. Quanto raccolto dagli investigatori è stato immediatamente trasmesso, come prescritto dalla norma, alla Procura della Repubblica di Ravenna, che ha assunto la direzione delle indagini.

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