Cronaca

Misure antismog: "Escludere dal divieto i diesel Euro 4 e sostenere le fasce deboli"

Con l'ordinanza cosiddetta “antismog”, il sindaco de Pascale ha esteso ex novo, rispetto agli anni precedenti, il divieto di circolazione nel centro abitato di Ravenna ai veicoli diesel Euro 4

Con l'ordinanza cosiddetta “antismog”, in vigore tra ottobre e marzo 2018-2019, il sindaco di Ravenna de Pascale, attenendosi al Piano Aria regionale 2020 applicato alle 30 principali città dell’Emilia-Romagna, ha esteso ex novo, rispetto agli anni precedenti, il divieto di circolazione nel centro abitato di Ravenna ai veicoli diesel Euro 4, costituenti circa un quarto dell’intero parco macchine e immatricolate in genere tra il 2006 e il 2008, ritenute fino a pochi anni fa all’avanguardia contro l’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli a motore.

"Ciò produce forti disagi alle necessità quotidiane dei cittadini, soprattutto se anziani, che non hanno alternative all’uso dell’auto propria o che non hanno la disponibilità economica per sostituirla con modelli più recenti, penalizzati nell’esercizio del diritto di movimento per assolvere ad esigenze vitali, quali recarsi al lavoro o ai luoghi di cura e di assistenza, o per spostamenti dovuti a cause d’emergenza - commenta il capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Notevoli contraccolpi ricadono sull’economia cittadina, in modo particolare sul settore commerciale delle piccole e medie imprese, già gravate da una serie di altre dannose problematiche, ripercuotendosi anche sull’accoglienza turistica".

"Rinviare la misura di due anni"

"A seguito di un accordo intervenuto col ministero dell’Ambiente, a cui si sono attenute le altre regioni del bacino padano parimenti oggetto dell’inquinamento aereo più nocivo, tale restrizione dovrebbe invece decorrere tra due anni - prosegue il decano dell'opposizione - Tale arco di tempo si giustifica peraltro con l’esigenza che l’amministrazione pubblica accompagni misure estemporanee del genere, ritenute scarsamente efficaci anche dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con piani volti a giustificarli e a rendersi praticabili: ad esempio l’introduzione di incentivi per la sostituzione dei veicoli di meno recente produzione (oggi limitati a pochissimi bonus per la sola loro rottamazione) e l’effettuazione di interventi strutturali per rendere più utilizzabile, in alternativa ai mezzi privati, il trasporto pubblico, aumentare la frequenza e la velocizzazione delle corse, migliorare il comfort complessivo e del trasporto di pacchi ed effetti personali ingombranti,  realizzare collegamenti e punti di scambio che producano tempi di percorrenza ragionevoli, introdurre forme di gratuità per facilitare l’accesso al centro cittadino in determinate fasce orarie, ecc. Secondo la direttiva europea n. 50 del 2008, i sindaci sono “tenuti” ad adeguarsi solo ai “criteri” dettati dalle Regioni in materia di riduzione dell’inquinamento atmosferico, non già a disposizioni di dettaglio, com’è quella in questione, formulata con atto amministrativo. Né potrebbe essere diversamente in Italia, dove la Costituzione, a seguito della riforma del Titolo quinto introdotta con referendum popolare, ha reso autonomi i Comuni dallo Stato e dalle Regioni stesse, sottoponendoli solo al rispetto delle leggi. Tant’è che il 3 ottobre scorso i sindaci emiliani di Castenaso e Granarolo hanno modificato la propria ordinanza in materia esentando dai divieti di circolazione i veicoli diesel Euro 4. Tale deroga non varrà solamente qualora il bollettino di qualità dell’aria emesso dall’Agenzia regionale per l’ambiente per le giornate di lunedì e giovedì evidenzi nei quattro giorni precedenti e consecutivi uno sforamento continuativo del valore limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di PM10, pari al livello massimo di allerta".

Per questi motivi il consigliere ha depositato un ordine del giorno, con invito a essere sottoscritto rivolto a tutti gli altri gruppi consiliari, chiedendo di modificare in deroga l’ordinanza sindacale escludendo dai divieti di circolazione i veicoli diesel Euro 4, ma anche di prevedere che tale deroga non si applichi qualora il bollettino di qualità dell’aria emesso dall’Agenzia regionale per l’ambiente per le giornate di lunedì e giovedì evidenzi nei quattro giorni precedenti e consecutivi uno sforamento continuativo del valore limite giornaliero pari a 50 microgrammi/m3 di PM10, pari al livello massimo di allerta.

Articolo 1-Mdp: "Più investimenti dal Governo per le fasce più deboli"

Sul caso è intervenuto anche Articolo 1 - Movimento democratico progressista ravennate:  "Le misure antismog entrate in vigore dal primo ottobre sono finalizzate a salvaguardare la salute dei cittadini a partire dalle fasce più sensibili agli effetti dello smog (anziani, malati, bambini ). E’condivisibile la scelta di considerare prioritarie la salute dei cittadini, l'ambiente e la qualità delle nostre città e apprezziamo peraltro la scelta adottata dalla Regione Emilia-Romagna di conciliare la serietà delle misure con la previsione di deroghe. Chiediamo di affiancare a tali misure "stagionali" ormai ricorrenti misure strutturali che riducano progressivamente le emissioni inquinanti per la qualità della nostra aria e per contrastare i cambiamenti climatici in atto. Chiediamo investimenti per la mobilità sostenibile: dal rafforzamento di un trasporto pubblico efficiente e pulito alla realizzazione di piste ciclabili estese e sicure, alla creazione delle condizioni per passare entro il 2030 a una mobilità prevalentemente elettrica e pulita. Misure per l' efficienza energetica e per l'impiego più ampio possibile delle energie rinnovabili (fotovoltaico e solare termico in particolare) al posto delle energie fossili a partire da quelle più inquinanti. Misure per ridurre ulteriormente le emissioni inquinanti derivanti da attività produttive, produzione energetica e trattamento rifiuti chiedendo l'utilizzo delle migliori tecnologie esistenti. Per tali misure strutturali non bastano le risorse e gli atti di Regioni e Comuni, ma occorre un intervento forte e investimenti adeguati del Governo nazionale, coerenti con gli impegni presi negli accordi internazionali e in grado di produrre benessere sociale, lavoro e sviluppo sostenibile. Occorre una grande attenzione nei confronti delle classi popolari e delle fasce più deboli della popolazione. La scelta della Regione Emilia-Romagna di prevedere nel 2018 significativi incentivi a favore dei pendolari (abbonamento gratuito del bus gli abbonati al treno) e incentivi per favorire il passaggio dalle auto diesel più inquinanti a auto ecologiche a gpl, metano, elettriche e ibride è sicuramente apprezzabile e può accelerare, come è giusto, una evoluzione della mobilità verso una maggiore sostenibilità. Riteniamo però che vadano studiate e approvate rapidamente forme nuove mirate a favore delle fasce di reddito più basse anche tenendo conto dell'Isee (incentivi graduati e differenziati a seconda del reddito, forme di rateazione, ad esempio per la trasformazione a gpl o a metano delle auto esistenti, noleggi calmierati ecc.) per consentire anche a tali fasce sociali di acquistare o noleggiare autovetture moderne e pulite a condizioni economicamente sostenibili".

Spadoni (Civici): "I Comuni siano esempio di 'disobbedienza civile'"

Gianfranco Spadoni, consigliere Civici provincia di Ravenna, lancia un invito ai Comuni della provincia di Ravenna: "Un esempio di ‘disobbedienza civile’ ci è offerto dai comuni di Castenaso e di Garanarolo che, pur con l'occasione pretestuosa e interessata del referendum sulla fusione di questi due enti in programma per domenica, hanno stralciato dal provvedimento regionale i diesel Euro 4. Una lodevole e coraggiosa presa di posizione assunta fuori dal coro che interpreta il fortissimo malessere della stragrande maggioranza dei Comuni emiliano-romagnoli e, non ultimo, anche il disagio dello stesso Partito democratico. Vogliamo sperare che altri Comuni dimostrino analogo coraggio proprio per una doverosa attenzione verso gli anziani e i ceti meno abbienti i quali, a causa del protagonismo di questa
Regione, si trovano penalizzati e in serie difficoltà".

La Pigna: "Modificare l'ordinanza"

Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale de La Pigna, ha presentato una mozione per richiedere al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini di limitare il blocco della circolazione nei centri delle città superiori ai 30mila abitanti ai mezzi alimentati con motore fino a Euro 3. "Le Regioni dell’area padana quali il Piemonte, la Lombardia e il Veneto hanno limitato la circolazione dei mezzi diesel solo fino a Euro 3 escludendo gli Euro 4 proprio al fine di limitare i disagi - si legge nella mozione - I cittadini emiliano romagnoli e quindi ravennati sono maggiormente penalizzati rispetto a quelli piemontesi, lombardi e veneti. Chiediamo quindi al sindaco e alla Giunta Municipale di sollecitare il Presidente della Regione Emilia-Romagna affinché vengano esclusi dalla limitazione della circolazione i mezzi diesel Euro 4".

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