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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Mondo della scuola in sciopero: "Dopo 2 anni di pandemia vogliamo un segnale di attenzione vero"

Tanti studenti ravennati venerdì mattina sono rimasti a casa da scuola per lo sciopero indetto da quasi tutte le principali sigle sindacali

Tanti studenti ravennati venerdì mattina sono rimasti a casa da scuola per lo sciopero indetto da quasi tutte le principali sigle sindacali: Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda, Unams, And, Anief, Fisi, Cobas, Cub Sur e Sisa. Fuori la Cisl. "Dopo due drammatici anni di pandemia è diventato chiaro a tutte e a tutti quanto la scuola sia indispensabile per il nostro presente e il nostro futuro, quanto essa sia importante nella vita di ogni giorno per le studentesse e gli studenti, quanto siano indispensabili tutte le diverse professionalità che operano in essa: per questo avevamo la ragionevole speranza che il Governo fosse pronto a dare un vero e tangibile segnale di attenzione alla scuola pubblica - si legge nella nota Flc Cgil. "Noi confermiamo ‘l’adesso basta’ della scuola" fanno sapere Flc Cgil e Uil Scuola che, insieme a Snals e Gilda, hanno anche proclamato lo sciopero generale della scuola "che ha funzionato da detonatore della più ampia manifestazione di dissenso politico che attiene allo sciopero generale" del 16 dicembre.

"Siamo solidali con le lavoratrici e i lavoratori del settore - commentano da Ravenna in Comune - in attesa dello sciopero generale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori indetto per il prossimo 16 dicembre". "Dopo quasi due anni di pandemia è ormai evidente a tutti che investire nella scuola sia essenziale per il presente ed il futuro di chi ci studia e di chi ci lavora - aggiungono da Sinistra Italiana Ravenna - Tra le principali urgenze vi sono la necessità di ridurre il numero di studenti per classe e vietare le classi pollaio, servono investimenti per l'edilizia scolastica e per aumentare gli spazi per la scuola. È necessario stabilizzare i precari, aumentare l'organico della scuola attraverso nuove assunzioni ed incrementare gli stipendi ancora troppo bassi. Per l'organico Covid è stato fatto ben poco: in particolare non sono state stanziate risorse per il personale Ata, lavoratrici e lavoratori essenziali per il funzionamento della scuola non solo in questa fase di emergenza sanitaria. Sosteniamo la mobilitazione, essendo già impegnati nella “Campagna per la scuola” (più risorse alla scuola dal Recovery Found; basta classi numerose; aumento del personale; libri di testo gratuiti; scuole nei piccoli centri), affinché la scuola sia un presidio di democrazia e non uno strumento al servizio del mercato, perché il suo compito sia formare cittadini e non addestrare lavoratori".

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