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Morìa di uccelli nella Valle della Canna, denuncia in Procura: "Strage ambientale"

La morìa di uccelli avvenuta nella Valle della Canna in questi giorni, dovuta alla presenza del batterio 'Botulino', è al centro di una denuncia per "strage ambientale" presentata da Alvaro Ancisi

La morìa di uccelli avvenuta nella Valle della Canna in questi giorni, dovuta alla presenza del batterio 'Botulino', è al centro di una denuncia per "strage ambientale" presentata venerdì da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, indirizzata alla Procura della Repubblica. Detta più propriamente Valle Mandriole, questa valle rappresenta un patrimonio naturalistico inestimabile pari a circa 220 ettari, di proprietà (per parti distinte) del Comune di Ravenna e del Demanio pubblico. È gestita dall’Ente Parco del Delta del Po, nel cui territorio è situata. È sottoposta a vincolo paesaggistico secondo la legislazione nazionale, è classificata Sito di Importanza Comunitaria (Sic) e Zona di Protezione Speciale (Zps) secondo le direttive europee ed è parte della zona umida Ramsar “Punte Alberete e Valle Mandriole” secondo le convenzioni internazionali.

IL VIDEO - Strage di uccelli nella Valle della Canna: "Un disastro annunciato"

Riferendosi alla strage di centinaia e centinaia di uccelli in corso nella valle e richiamato l’esito degli esami di un loro primo campione che segnala la presenza del batterio Botulino, produttore di tossine di tipo C, possibile causa di una funesta epidemia, Ancisi chiede alla Procura di accertare se possa sussistere l’ipotesi di “Disastro ambientale” di cui al Titolo VI-bis del codice penale art. 452 quater: “Alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali”, aggravata “quando il disastro è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale…, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette”. Il consigliere afferma che questa strage può dirsi da lui annunciata, richiamando le tre interrogazioni rivolte al sindaco nelle estati tra il 2015 e il 2017 circa i danni ambientali già allora verificatisi che ne misero in evidenza le cause, suggerendo i possibili rimedi. Nella denuncia odierna è riportato, in particolare, questo passo: “La questione, cronica da anni, fu sollevata dal sottoscritto già nel 2015 e 2016, con altrettante interrogazioni al sindaco. Ma si era a fine luglio, mentre quest’anno il fenomeno è in atto, come allora, per circa un terzo della superficie, da fine maggio, in pieno periodo riproduttivo della fauna acquatica. Ne derivano dunque danni gravissimi alla riproduzione di tutte le specie nidificanti. Incombono anche pericoli sanitari, perché dalle deiezioni degli uccelli può generarsi, soprattutto in acque calde e poco profonde, il botulismo aviare, che ne causa strage per avvelenamento”.

“Quattro giorni dopo - prosegue lo scritto di Ancisi - fu sì riversata nella valle acqua dal fiume Reno, ma solo fino a raggiungere appena il livello 10 cm della scala idrometrica, mentre la temperatura media di quei giorni, pari ad oltre 30 gradi, ne significava la riduzione di 1 cm al giorno. Cosicché il 18 luglio il livello idrico era tornato a 0. La valle, asciutta per oltre la metà, si è interamente prosciugata in una quindicina di giorni. Le conseguenze furono talmente devastanti dell’ecosistema che l’11 agosto dovetti presentare una formale denuncia di disastro ambientale al Noe (Nucleo Operativo Ecologico del Carabinieri) di Bologna e al comandante della Polizia provinciale (quale polizia ambientale ed ittica), allegando un video e 12 foto, pervenutemi tramite segnalazioni dei cittadini. Le condizioni drammatiche della Valle erano così riassunte: ‘Piccoli di Cigno che annaspano immersi nel fango, Carpe e Cavalieri d’Italia in pochi centimetri d’acqua, Garzette che si aggirano tra le crepe del fondale completamente essiccato. La fauna acquatica non esiste più. I pochi pesci sopravissuti sono facilmente ghermiti, ormai agonizzanti, dalle specie  predatrici per cibarsene. Tutti gli uccelli migratori che dall'estremo sud d’Italia vanno verso Nord: Totani mori, Pettegole, Corrieri piccoli, ecc. ecc., che usavano la valle della Canna  come sito di sosta e di alimentazione per poi ripartire, oggi vi trovano il deserto’ ”. Quella prima denuncia non sortì alcun effetto, a quanto si è saputo. Oggi la dimensione della strage e la possibile causa dell’avvelenamento ad opera del batterio Botulino hanno giustificato questa seconda denuncia, trasmessa direttamente alla Procura".

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