Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Addio alla partigiana Adelina Grossi, testimone del feroce eccidio nazifascista: "Una grande perdita"

La partigiana fu testimone dell’eccidio alle case Baffè e Foletti di Massa Lombarda del 17 ottobre 1944, uno dei più feroci massacri avvenuti nella provincia di Ravenna

Ravenna in lutto per la perdita di Adelina Grossi, partigiana e testimone dell’eccidio alle case Baffè e Foletti di Massa Lombarda del 17 ottobre 1944, uno dei più feroci massacri avvenuti nella provincia di Ravenna. Nata a Massa Lombarda il 1 novembre 1927, Adelina si è spenta mercoledì mattina all'età di 93 anni.

"Adelina se n'è andata di mattina presto, in riservatezza, com'era il suo carattere - la ricorda Ivano Artioli, presidente dell'Anpi provinciale - Attiva nella Resistenza con ruolo nel "Gruppo di difesa della donna", fu testimone dell'eccidio Baffè Folletti; al quale per pura fortuna scampò. Fu educatrice di libertà civili, pubbliche, della persona nelle scuole. Intervistata da Rai 3, raccontò fatti ed emozioni della lotta partigiana, lasciandoci un vero e penetrante documento su cosa spingeva alla lotta, pur conoscendone i rischi letali. Ma Adelina Grossi non guardava all'indietro, il suo era sempre un impegno propositivo.  È una grande perdita".

"Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa di Adelina Grossi - dichiarano il sindaco Michele de Pascale e la presidente del Consiglio comunale, Livia Molducci - Fu molto attiva nel promuovere il riconoscimento delle donne che ebbero un ruolo decisivo nella lotta partigiana. Un tema che affrontò anche in occasione delle celebrazioni del 72esimo anniversario della Liberazione di Ravenna quando, il 5 dicembre del 2016 nella sala preconsiliare della residenza municipale, portò la sua testimonianza alla platea composta da numerosi studenti delle scuole superiori. Fu un momento davvero significativo a dimostrazione che la memoria, di cui tutti dobbiamo assumerci l’impegno, è l’elemento determinante perché tragici eventi non accadano più”.

“Adelina – ricorda il sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi - è stata attiva protagonista nel tener viva, con appassionata lucidità, la memoria della Resistenza e della lotta di Liberazione. Ha incarnato nel modo più autentico i valori e i principi dell’antifascismo, su cui si basa la nostra convivenza civile”. 

La testimonianza di Adelina Grossi

Adelina Grossi ai tempi dell’eccidio aveva quasi 17 anni, abitava a Massa Lombarda ed era vicina di casa della famiglia Baffè. L’eccidio è stato uno dei più feroci massacri avvenuti nella provincia di Ravenna, in cui furono uccise 23 persone appartenenti alle famiglie Baffè e Foletti insieme ad amici, ospiti occasionali, vicini e dipendenti. La strage fu un atto di rappresaglia dei nazifascisti contro i civili. Dopo la carneficina, le abitazioni dei Baffè e dei Foletti furono incendiate e fatte saltare con mine e i cadaveri delle vittime lasciati alle fiamme. “Quella strage mi ha segnato profondamente - ricordava la partigiana - È un trauma che mi porto dietro da allora e che mi ha fatto mettere in discussione tutto. A volte mi sembra di averlo vissuto pochi giorni fa”. Adelina ha vissuto a Massa Lombarda fino ai 24 anni, poi si è trasferita a Ravenna.

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