Cronaca

Si è spenta 'la Dina', la più longeva ristoratrice cervese: "Insegna agli angeli a fare la tua piadina"

Un autentico pezzo di Cervia che se ne va. Le sue mani esperte di 'azdora' hanno fatto assaggiare per decenni a turisti e non i piatti della tipica cucina marinara cervese

Un autentico pezzo di Cervia che se ne va. Si è spenta all'età di 95 anni Dina Pagan Lunardini, la più longeva ristoratrice cervese, titolare dello storico 'Ristorante dalla Dina' aperto nel 1963 di fronte al Porto canale. Una lunga vita tutta dedicata al lavoro e alla famiglia. Le sue mani esperte di 'azdora' hanno fatto assaggiare per decenni a turisti e non i piatti della tipica cucina marinara cervese.

A dare il triste annuncio sono stati i suoi familiari sulla pagina Facebook del ristorante: "Ciao nonna Dina, insegna agli angeli a fare la tua piadina", scrive la famiglia. E i messaggi di cordoglio sono tantissimi: "Il suo ristorante è e resterà sempre un luogo del cuore", scrive Anna. "Ricordo la Dina al tavolo interno, con altre signore, intenta a fare pasta sfoglia. Aveva sempre una parola per tutti", il messaggio di Roberto.

Il sindacato Ristoranti e Bar (Fipe) Confcommercio Ascom Cervia esprime grande dispiacere per la perdita di Dina: "Una figura di riferimento della marineria cervese, che con la sua cucina e il suo ristorante è stata capace di attirare l'attenzione di migliaia di persone dando lustro alla tradizione cervese legata al mare e al mondo dei pescatori. Il suo ricordo è un lascito importantissimo che siamo certi sarà portato avanti con amore e passione dalla famiglia. Dal 1963 ha condotto il suo ristorante con la dedizione e la passione che solo le donne forti e legate al territorio sono in grado di avere. Con lei se ne va un pezzo della città ma resta una certezza: la famiglia sarà in grado di portare avanti l’importante lascito della Dina. Il Borgomarina perde una colonna e una memoria storica della città". Consuelo Benzi, presidente del sindacato, aggiunge: "La scomparsa di Dina è una notizia molto triste per il mondo della tradizione cervese e della gastronomia. Sempre presente nella sua cucina, Dina ha saputo mantenere i sapori e i profumi di casa. Tutti ci ricorderemo di lei, del suo sorriso e della sua grande professionalità che dal 1963 l’hanno contraddistinta. Ci stringiamo in un forte abbraccio a tutta la famiglia".

La vita di Dina

La vita di Dina è descritta nel libro di Stefano Andrini 'I segreti della cucina dell'Emilia Romagna'. Nata a Cesenatico il 23 febbraio 1926 col nome Rita, tredicesima figlia di ‘Muschin’ Pagan, pescatore come tutti quelli che, a quei tempi, abitavano a ridotto del porto canale leonardesco. A 15 anni conosce Mario, imbarcato in un peschereccio: così, per amore, si trasferisce a Cervia, dove "diventa" Dina.

"La vita è dura - ricordava Dina nel libro - specialmente quando il mare decide di non regalare i suoi frutti, che all'epoca significava poter mangiare o meno. Gli inverni erano lunghi, freddi. I conti si facevano sempre molto complicati e quando le reti di Mario tornavano a riva piene prendevo la mia bicicletta e andavo fino alla Coccolia per racimolare qualche pollo, qualche verdura fresca e qualche soldino per alleviare i sospiri della bottega".

A 18 anni nasce Giovanni, poi dopo pochi anni Fernando. "In quel tempo la barca del mio Mario diventa troppo piccola per reggere il peso della famiglia e inizio a lavorare negli alberghi. All'epoca si lavorava duro, si faceva di tutto, stanze, pulizie, cucina, sala. Non c'erano i turni, c'era il lavoro. Duro. I padroni erano esigenti e non c'era tempo di imparare e di sbagliare. C'erano rimproveri e poca pazienza negli errori. Così imparai in breve tempo a fare di tutto, ma a me piaceva stare in cucina. Riuscire a creare da quello che c'era piatti che facevano dire ai miei clienti: "Complimenti alla cuoca". Questo compensava la fatica, i rimbrotti, la scarsissima paga e il tempo che sottraevo alla mia famiglia".

Dina insieme all'attore Maurizio Mattioli
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