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Lutto nel mondo della musica: il coronavirus si è portato via Franco Vassura

Il mondo della musica ravennate piange la scomparsa di Franco Vassura, cantante e musicista dei Melardot e titolare di un noto negozio di strumenti musicali

Ucciso dal coronavirus dopo un mese di ricovero in terapia intensiva. Il mondo della musica ravennate piange la scomparsa di Franco Vassura, cantante e musicista dei Melardot e titolare di un noto negozio di strumenti musicali. "Un grandissimo dispiacere - esordisce il Mama's Club sulla propria pagina Facebook -. Un caro amico, un musicista, un personaggio speciale ci ha lasciati. Un collaboratore che il Mama’s non potrà mai dimenticare, sul nostro piccolo palco ad accordare il pianoforte, con le sue battute e le nostre risate, Franco Vassura ci sarà sempre".

Guido Tazzari lo ricorda come "un grande amico, un musicista, un punto di riferimento. Ci mancherai moltissimo e non sarà più come prima". Antonio De Rosa, sovrintendente di Ravenna Manifestazioni, lo ricorda come un "inseparabile amico dei pianoforti della città da 45 anni almeno. Quante volte lo abbiamo visto sui palcoscenici della Rocca, del Teatro Alighieri, chino sulla cordiera ad accordare Steinway, Yamaha, Bosendorfer. Un artigiano sopraffino, con un grande orecchio musicale e la battuta, tagliente, sempre pronta. Ci mancherà moltissimo, un privilegio averlo conosciuto".

"Il dolore è lancinante", scrive il musicista Filippo Bernardi, che ricorda su Facebook un anedotto: "Uei, Zuvnòt”! (hey giovanotto). Mi ha accolto così ogni volta per quasi una trentina d’anni al varcare della soglia del suo negozio splendidamente e ordinatamente incasinato. Un luogo di trebbo dove il semplice atto di andare a comprare delle corde, delle bacchette o qualcosa di più impegnativo si trasformava sempre in un lungo momento fatto di battute, affetto e grasse risate. Negli ultimi anni mi appioppò un nuovo soprannome rigorosamente in dialetto da affiancare a quello ufficiale: “e dutor d’e country” (il dottore del country). E via così tra sberleffi, racconti e caffè sospesi a vicenda nel baretto a fianco di quel negozio, che per molti di noi riveste un ruolo assai più ampio e magico di quello ascritto dalla tabella commerciale. E Luca, suo figlio. Ragazzone forte e buono per il quale provo un affetto enorme. E lo vorrei abbracciare. Non è stato il colesterolo, non è stato un bagno fuori stagione nel lago di Braies rovesciandosi in barca “cun chi burdèl” (con quei ragazzi)... è stato sto schifo di Covid, che distrugge vite, menti e lavori. È per gente come lui o John Prine che vorrei ci fosse un aldilà. Per poterli incontrare ancora e riconoscerli. Il vuoto che Franco Vassura lascia dietro di se è molto più grande della sua stazza da gigante. Molto di più".

"I Melardot sono un gruppo che ci ha ispirato agli inizi del nostro persorso - commenta il coordinatore dei "Cantastorie di Romagna" Luigi Perini - Ci uniamo al dolore della famiglia e di tutti coloro che lo conobbero. Franco per noi, oltre che un amico, è stato un maestro, una guida, un esempio che ci ha ispirato e indirizzato nel suo mondo musicale. Indimenticabili le serate passate insieme alla Cà Bionda. Per noi Franco sei e resterai per sempre un mito!".

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