Anche Ravenna si tinge di giallo e chiede "verità per Giulio Regeni"

La campagna, si legge sul sito di Amnesty International Italia, che con la Repubblica invita enti locali, università e realtà culturali ad aderire, è stata lanciata "per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato"

Il Comune aderisce alla campagna lanciata da Amnesty International Italia e la Repubblica “Verità per Giulio Regeni”, con l’esposizione di un manifesto all’ingresso del municipio e nelle sedi comunali decentrate. L’assessore alla Cooperazione internazionale Valentina Morigi ha proposto l’adesione giovedì alla giunta “perché è giusto per Giulio Regeni e per la sua famiglia, è giusto per tutti i ragazzi egiziani che come lui sono spariti nell’indifferenza internazionale e nelle menzogne delle autorità egiziane, ed è giusto per il nostro paese, di oggi e di domani. È giusto. Semplicemente”.

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La campagna, si legge sul sito di Amnesty International Italia, che con la Repubblica invita enti locali, università e realtà culturali ad aderire, è stata lanciata “per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante ‘inchieste in corso’ o peggio, per essere collocato nel passato da una ‘versione ufficiale’ del governo del Cairo. Qualsiasi esito distante da una verità accertata e riconosciuta in modo indipendente, da raggiungere anche col prezioso contributo delle donne e degli uomini che in Egitto provano ancora a occuparsi di diritti umani, nonostante la forte repressione cui sono sottoposti, dev’essere respinto. Sarebbe importante che ‘Verità per Giulio Regeni’ diventasse la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro paese ai quali chiediamo di esporre questo striscione, o comunque un simbolo che chieda a tutti l'impegno per avere la verità sulla morte di Giulio. Lo dobbiamo alla sua famiglia, ai suoi amici e colleghi che da ogni parte del mondo chiedono solidarietà”.

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