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Cronaca Lugo

Lo abbandonarono per sballarsi con la droga e alla fine morì a 18 anni: in carcere i 4 amici per omicidio

Gli agenti della Squadra Mobile di Ravenna hanno arrestato quattro giovani con l'accusa di omicidio aggravato, detenzione e spaccio di stupefacenti

Quattro ordinanze di custodia cautelare, eseguite all'alba di mercoledì mattina.Tre giovani sono stati portati in carcere, mentre per un quarto soggetto la misura è in fase di esecuzione. C'è una svolta nelle indagini  sulla morte di Matteo Ballardini, il 18enne trovato senza vita l'12 aprile dello scorso anno a bordo di un'auto in un parcheggio di Lugo. Gli agenti della Squadra Mobile di Ravenna hanno arrestato quattro amici, i compagni di quella tragica serata, con l'accusa di omicidio volontario aggravato, detenzione e spaccio di stupefacenti: si tratta di una 22enne, due 28enni e un 24enne. L'ordine di carcerazione è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti su richiesta del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto Marilù Gattelli.

Trovato morto in auto, le indagini dei Carabinieri (fotoservizio di Massimo Argnani)

Ballardini, la cui scomparsa venne denunciata dai genitori, venne trovato morto a bordo di una "Volkswagen Polo" nei pressi di via San Giorgio, a Lugo. Dall'autopsia, effettuata dalla dottoressa Loredana Buscemi, emerse che ad uccidere il 18enne fu un'edema polmonare dovuto ad un mix letale di sostanze. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori (le indagine sono state seguite in prima battuta dai Carabinieri della Compagnia di Lugo), la vittima era uscito la sera precedente con l'amica 22enne, facendo uso di metadone e farmaci. I due vennero poi raggiunti dagli altri tre amici, proseguendo nell'assunzione di stupefacenti. Una serata, un mercoledì sera, storditi da sballo e droghe.

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Il 18enne cominciò ad accusare un malessere, ma chi era con lui non pensò mai né di portarlo al pronto soccorso, e neppure di chiamare il 118. Ma "Balla" non si riprese più. Il tutto mentre gli amici continuavano a spostarsi in auto tra vari locali, assumendo altre droghe ed alcolici. Una scena agghiacciante quella che emerse all'epoca dei fatti ed ora sostanzialmente confermata dalla conclusione delle indagini. La Polizia (indagini seguite dalla Squadra Mobile guidata da Claudio Cagnini) spiega che "la ragazza e i tre amici comuni chiamati in ausilio, senza richiedere i soccorsi, lo sequestrarono per ore, privandolo del suo telefono cellulare, che fu spento, tenendolo rinchiuso nell'autovettura, anche a chiave, mentre i quattro consumavano bevande e cocaina, spostandolo incosciente da un sedile all'altro e successivamente trasferendo il veicolo in un luogo appartato per evitare le forze di polizia, per tutta la notte".

Fiaccolata per Matteo a Lugo (foto di Massimo Argnani)

Un epilogo tragico: "Alle prime ore della mattina successiva i quattro giovani avevano fatto rientro presso le loro abitazioni mentre Matteo Ballardini veniva lasciato in quello stato agonico, a bordo del veicolo in sosta in un'area soleggiata, dove, alcune ore dopo, moriva per overdose di sostanza stupefacente". L'episodio di "gioventù bruciata" emerse in tutta la sua drammaticità già nei primi giorni successivi al rinvenimento del cadavere. La Procura, però, ha continuato a lavorare su filmati di videosorveglianza, analisi del traffico cellulare e diverse testimonianze, per riuscire alla fine a muovere l'accusa più grave: l'omicidio volontario, andando oltre quindi al reato "minimo" che si poteva ipotizzare inizialmente, vale a dire l'omissione di soccorso. Le indagini hanno permesso anche di appurare che lo spaccio della dose letale avvenne la sera stessa e, secondo le accuse, sarebbe stata proprio l'amica a fornirgli le sostanzhe che poi alla fine hanno strappato la vita di "Balla". 

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