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È morto Sergio Zavoli: addio al maestro del giornalismo televisivo

Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico

Ravenna è in lutto per la morte di Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Si è spento all’età di 96 anni il giornalista, padre di programmi storici come La notte della Repubblica, radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia. Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. Nel 2014 Zavoli a Ravenna ricevette il Guidarello alla carriera per il Giornalismo nazionale, nel 60esimo anniversario della televisione e 90esimo della radio.

Una vita in Rai, quella di Zavoli: la prima notorietà con i documentari Scartamento ridotto, Notturno a Cnosso (premio Italia 1954), Clausura (premio Italia 1957, tradotto in sei lingue). Poi nel 1962 aveva pensato e fondato la mitica trasmissione televisiva Processo alla tappa, un programma sportivo incentrato sul Giro d'Italia. Dal 1976 all’80 fu direttore del Gr1, dall’80 all’86 presidente della Rai. Seguì anche l'impegno in politica. Eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico nel 2008 e nel 2013. A proposito della sua morte, ragionava non senza ironia da vero giornalista: "Non vorrei andarmene senza essere presente al congedo. Dopo l'evento della mia nascita, vorrei non perdermi quello, conclusivo, del congedo".

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Il cordoglio

"Se ne è andato un maestro del giornalismo d'inchiesta italiano, una notizia che apprendo con grande dolore e che arriva come una doccia fredda - lo ricorda Emma Petitti, presidente dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna - Ci siamo incrociati in molte occasioni e dibattiti politici in questi anni, ed era per me sempre un estremo piacere. La considero tuttora una fortuna averlo potuto conoscere personalmente, ammirare da vicino la sua cordialità, la sua intelligenza e capacità di analisi. Ammiravo anche il suo modo di fare giornalismo, raccontando i fatti nella loro realtà e facendone un'esegesi sempre lucida e precisa. Le sue numerose inchieste hanno fatto la storia dell'informazione pubblica, per serietà e accuratezza nel narrare vite e testimonianze. Amico di Federico Fellini e del poeta Tonino Guerra, con cui si scambiava pareri e visioni sul mondo. Era e rimarrà un riminese d'adozione, per il suo forte legame con la nostra terra e la sua genialità, la sua capacità di guardare oltre i confini del presente. Un onore averlo potuto conoscere e aver potuto ricevere consigli, valutazioni, suggerimenti. È ancora presto, ma mi piacerebbe che a lui fosse dedicata una piazza o un simbolo della città di Rimini, che l'ha stimato e amato. Le mie condoglianze alla famiglia e a chi gli ha voluto bene". 

"Ciao Sergio! E' stato un onore conoscerti, lavorare con te e imparare da te - scrive Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd - conoscere un uomo come te tanto forte e tanto mite, con una intelligenza fuori dal comune e un coraggio straordinario. Grazie per quello che hai fatto per l'Italia, l'informazione libera e la buona politica". "Rigore e immaginazione, informazione e cultura, realtà e sogno. Sergio Zavoli è stato un interprete di spicco di tutto questo e la sua scomparsa ci lascerà un profondo vuoto - aggiunge la capogruppo Pd in Assemblea Legislativa regionale Marcella Zappaterra - Giornalista, autore, politico. La sua carriera è stata lunga e ha marcato l'opinione pubblica italiana. Si dice di tanti, ma di lui lo si può dire con totale consapevolezza e riconoscenza.  Romagnolo, per la nostra regione è stato il primo presidente della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati. Dal 2004, anno della sua fondazione, al 2017. In un'occasione ebbe a dire "Siamo al servizio di un’idea, perché rimanga in vita il presupposto che una comunità deve saper difendere i più deboli, che vanno soccorsi nel momento del bisogno". Lo dichiarò riferendosi alle iniziative della Fondazione, ma sono certa che questo impegno sia stato alla base di tutta la sua attività".

"L'ho conosciuto, in qualità di pubblico amministratore, grazie alla comune amicizia con Domenico Berardi e alle sue frequenti presenze sia a Russi che a Ravenna, dove lascia un segno di qualità e di impegno indelebile, a partire dal Premio Guidarello, dal sostegno a Ravenna candidata in Europa per la cultura ed alle tante iniziative che lo hanno visto protagonista e come ravennate eccellente sempre disponibile - spiega Giannantonio Mingozzi - Ci ha insegnato il grande valore dell'informazione per un contesto civile democratico e rispettoso delle idee altrui, ma inflessibile nel considerare il dovere etico indispensabile per chi assume impegni pubblici. In Parlamento era una delle voci più ascoltate e rispettate, dobbiamo ringraziarlo per avere onorato Ravenna, Russi e tutta la popolazione romagnola alla quale ha dedicato molta parte del suo lavoro, giornalistico, editoriale, televisivo e radiofonico".

“Ci lascia un grande giornalista, un maestro della televisione, uno straordinario narratore e osservatore del proprio tempo, che fu anche uomo delle Istituzioni. Una figura di straordinario spessore, umanità, intelligenza e cultura, che ha messo la propria vita a disposizione del servizio pubblico - così il presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - Zavoli era nato a Ravenna, cresciuto a Rimini, di cui era cittadino onorario, aveva radici forti e un solido legame con questa terra, di cui resterà una delle espressioni più alte. Alla nostra Regione, lo voglio ricordare, ha fatto un dono grandissimo. Dal 2004 al 2017 ha presieduto la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati: strumento di sostegno vero, sia morale che economico, per chi ha subito e sofferto reati particolarmente efferati. E anche in questo ruolo ha messo tutto sé stesso, e il suo forte senso della giustizia e della verità. Ai familiari va l’affettuoso pensiero e il commosso abbraccio dell’intera comunità regionale”.

"Lo ricordo quando da bambino talora sortiva a casa di famiglia insieme a Enzo Biagi e al marito di una cugina di mia madre, tutti e tre giornalisti della sede Rai di Bologna e tutti e tre socialisti - lo ricorda il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani - E ricordo il privilegio di essergli stato in braccio e di aver recitato piccole poesie come usava all'epoca. Un socialista autentico che ha fatto benissimo alla sua fede politica, alla sua professione e al Paese col suo impegno politico coerente, rispettoso e fermo nei principi. Un uomo che, soprattutto in una società urlata e in una politica coatta e superficiale, mancherà come pochi a quanti all'immediatezza delle pulsioni preferiscono la ponderatezza della Ragione. Fai buon viaggio Sergio".

"La scomparsa di Sergio Zavoli lascia un vuoto incolmabile nella cultura italiana - aggiunge il sindaco di Cervia Massimo Medri - Giornalista, scrittore e politico di eccellenza, che appartiene alla storia più luminosa del nostro Paese e ne ha saputo raccontare la storia con inchieste da grande maestro dell’informazione. Ma anche un uomo di alte doti intellettuali e profonde qualità umane, che ha vissuto nella sobrietà e nella rettitudine. Immensa la sua produzione bibliografica soprattutto di saggi storici, che più volte ha presentato anche a Cervia, onorandoci della sua presenza. Tutta l’Italia deve essergli grata".

"È con grande commozione che apprendo della morte di Sergio Zavoli, illustre concittadino e importante figura del giornalismo, della cultura e della politica del nostro Paese - si accoda il sindaco di Ravenna Michele de Pascale - Zavoli è stata una personalità di spicco, che ha segnato la storia dell’informazione, raccontando l’Italia con attenzione e lucidità grazie ad uno stile pacato, mai sopra le righe, da fine intellettuale quale era. Pur vivendo da anni a Roma, dove ha sviluppato gran parte della sua intensa e prolifica attività, era molto legato alla Romagna e a Ravenna dove per molti anni ha presieduto la giuria del Premio Guidarello e dove è stato presidente del comitato di promozione per Capitale della Cultura 2019. Le mie più sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari, ma anche al mondo culturale e politico che perde uno dei suoi migliori interpreti".

"Cittadino onorario di Russi dal 27 maggio 2007, di Zavoli avremmo molto da scrivere, a partire dal rapporto di intimo affetto, immensa stima e sincera gratitudine che legava la nostra città a lui - aggiunge il sindaco di Russi Valentina Palli - Ci piace ricordalo con alcune delle parole che pronunció in seno al Consiglio Comunale di Russi, all’atto del conferimento della cittadinanza onoraria: “Stiamo attraversando una specie di sindrome autodistruttiva, è diventato improvvisamente una specie di gioco, un gioco drammatico, serio, un gioco che ha delle fondamenta anche non tutte confessabili. Il gioco di cui parlo è quello del racconto di ciò che accade, come se non potesse più accadere ciò che accade. Come se non vi fosse più nulla da fare, da difendere, da esigere, come se la storia avesse preso per mano il nostro destino e decidesse di portarlo là dove vuole, lontano da noi e persino, in qualche caso, contro di noi. Ecco io credo che a questo ci dobbiamo ribellare, tutti insieme. Non c’è mai bisogno di politica come quando la politica in qualche modo ci autorizza a voltarle le spalle (...). È caduta sul nostro Paese una specie di disaffezione, di disincanto, di sentimento di resa, come se una sorta di fatalità per l’appunto guidasse il nostro agire. Noi dobbiamo riprendere in mano le nostre questioni e presentarle al Paese decidendo, essendo solleciti, chiari, chiedendo risposte e la popolazione farebbe bene a non rifugiarsi nella scontentezza, nella disaffezione, nel migliore dei casi nella nostalgia. Sarebbe bene continuare a fare domande, perché badate bene, molto spesso le risposte non vengono perché non erano state fatte le domande, io questo l’ho imparato nel mio mestiere...”. Grazie di tutto, Sergio. La nostra città si unisce al cordoglio della tua famiglia e a quello di tutti coloro che ti hanno voluto bene".

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