Si è spento il 'fotografo contadino' Ulisse Bezzi: "Un artista umile e di innata bontà"

Si è spento sabato, all'età di 95 anni, Ulisse Bezzi, il 'fotografo-contadino' di San Pietro in Vincoli le cui foto negli anni sono arrivate fino a New York

Foto Circolo fotografico ravennate Bfi

Si è spento sabato, all'età di 95 anni, Ulisse Bezzi, il 'fotografo-contadino' di San Pietro in Vincoli le cui foto negli anni sono arrivate fino a New York. A darne notizia è il Circolo fotografico ravennate Bfi: "Un altro doloroso lutto ha colpito il nostro Circolo in questo maledetto anno 2020. La scomparsa di Ulisse Bezzi, da un punto di vista umano ed artistico, è una grave perdita non solo per la famiglia e per il Circolo, ma per tutta la comunità di Ravenna e non solo". "'Ho avuto per maestri i miei occhi', con le sue fotografie, è stata una delle mostre più emozionanti della nostra 25esima edizione, nel 2016 - lo ricordano dal festival di fotografia savignanese Si Fest - L'incontro con lui è stato tenero e magico. Buon viaggio, Ulisse; anche noi avremo sempre per maestri i tuoi occhi".

"Sono vicino alla moglie Giulia e al figlio Pietro per la scomparsa del caro Ulisse - il ricordo dell'amico Gianfranco Spadoni, vicepresidente di Lista per Ravenna - Persona di rara sensibilità che ho avuto la grande fortuna di conoscere bene durante la mia infanzia perché cugino della mia insegnante elementare, la compianta Santa Miserocchi di San Pietro in Vincoli, frazione in cui viveva lo stesso Ulisse. Rara sensibilità e cultura vasta e piena di interessi conciliata ottimamente con la sua professione di agricoltore. La sua grande passione era la fotografia, non una semplice passione svolta a livello dilettantistico, ma svolta da un vero artista che sapeva dare voce, creatività ed espressione alle sue immagini stampate. Affermo questo perché sono stato in numerose occasioni il soggetto di sue foto che hanno girato in diverse mostre ottenendo anche premi e riconoscimenti. Ma i suoi interessi erano molteplici. Ricordo, ad esempio, una sera che accompagnò la mia maestra e il sottoscritto di sette-otto anni alla Darsena di Ravenna perché una grande nave era ormeggiata da alcuni giorni nel Candiano, un fatto non comune: sapeva già tantissimi particolari di quella imbarcazione, sino ad essere per me una vera guida ed un esempio di persona colta e sempre curiosa di apprendere cose nuove. Ricordo di avere sentito al telefono Ulisse quando le sue foto arrivarono sino a New York, ma ai miei rallegramenti sinceri contrapponeva la consueta semplicità ed umiltà tipici delle grandi persone. Questo artista piccolo di statura, ma grande di cultura e di innata bontà, resterà nel cuore di tanti di noi. Alla cara moglie Giulia e al figlio Pietro un abbraccio commosso".

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