E' morto Giovanni Nadiani, docente e letterato poliedrico: il cordoglio

Era poeta, scrittore, germanista, intellettuale eclettico e poliedrico, grande conoscitore e studioso del dialetto romagnolo.

E' morto Giovanni Nadiani, docente universitario di tedesco alla Scuola Superiore di Interpreti e Traduttori di Forlì. Nadiani aveva 62 anni ed è morto a Faenza dopo una lunga malattia, nella giornata di mercoledì. Era  poeta, scrittore, germanista, intellettuale eclettico e poliedrico, grande conoscitore e studioso del dialetto romagnolo. 

Da parte del Comune di Forlì arriva il cordoglio: “Fine osservatore e innovatore del dialetto romagnolo, di cui ha saputo cogliere i cambiamenti, nelle sue opere ha rappresentato la Romagna contemporanea attraverso le storie dei suoi personaggi con ironia, passione e grande delicatezza. Autore di numerosi volumi di poesia, narrativa e cabaret, oltre che di una trentina di volumi di traduzioni da lingue e dialetti europei, era anche autore di testi teatrali, musicista e divulgatore, autorevole e sempre gentile punto di riferimento per le attività della Biblioteca Comunale “A. Saffi” e per i Musei. Il mondo della cultura perde un grande protagonista, che ha saputo lasciare un segno indelebile nel panorama poetico nazionale. L'Amministrazione Comunale tutta partecipa al dolore della famiglia”.

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Lutto anche dalla sua città natale, Faenza. Scrive il sindaco Giovanni Malpezzi: “Con la scomparsa di Giovanni Nadiani, perdiamo un intellettuale eclettico che, attraverso lo studio e l'elaborazione della lingua e delle parole, ha saputo raccontare e interpretare il presente e la tradizione con una capacità e un'ironia unica.  Nadiani è stato professore amatissimo dagli studenti, traduttore, poeta, cantastorie e cultore del dialetto, autore e interprete di quel genere letterario-teatrale da lui stesso definito "dialet-cabaret", e tanto altro. Impossibile farne una sintesi completa. Mi piace però ricordare l'esperienza culturale ed editoriale "Tratti" fondata da Nadiani insieme al compianto Guido Leotta, che, anche grazie all'omonimo festival, ha rappresentato una delle pagine più stimolanti e riuscite del panorama culturale faentino per quasi trent'anni”. 
  
“La grande commozione di queste ore da parte di coloro che hanno conosciuto Giovanni Nadiani e soprattutto dei suoi studenti, è la testimonianza più forte del segno profondo che ha lasciato, e di un carattere disponibile, affabile e autoironico, mai venuto meno anche nel periodo di malattia, vissuta con grande forza d'animo e senza lasciarsi mai sopraffare.  A tutta la famiglia la vicinanza mia personale, dell'Amministrazione comunale e della città di Faenza”, conclude Malpezzi.
 

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