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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Faenza

Si è spento Mario Crementi, decano dei 'faentini lontani': "Trasmetteva l'amore per la sua città agli altri"

Nella mattinata di sabato ad Ascoli Piceno, dove viveva da lungo tempo, all’età di 89 anni è venuto a mancare Mario Crementi, componente del Comitato per l’assegnazione delle onorificenze del Faentino Lontano e loro rappresentante

Nella mattinata di sabato ad Ascoli Piceno, dove viveva da lungo tempo, all’età di 89 anni è venuto a mancare Mario Crementi, componente del Comitato per l’assegnazione delle onorificenze del Faentino Lontano e loro rappresentante. Mario Crementi, fratello di Pietro 'Pirì', è stato per lunghi anni vicino al mondo dell’associazionismo e del sindacato e a sua volta, nel 1996, era stato insignito dell’onorificenza di Faentino Lontano per la sua lunga attività proprio all’interno del Comitato e quindi per aver contribuito a diffondere il nome e la cultura di Faenza nel mondo. I funerali si svolgeranno lunedì 25 aprile alle 10, nella Basilica di Ascoli Piceno.

Mario Crementi abitava da lungo tempo ad Ascoli Piceno, dove svolgeva l’attività nel mondo del sindacato; per anni ha ricoperto l’incarico di segretario nazionale Cisl nel settore tessile. Anche nella città marchigiana Crementi ha però sempre operato nell’ambito dell’associazionismo, ricoprendo per lungo tempo l’incarico di presidente della Consulta per i problemi degli anziani e rappresentante dell’Università della Terza Età.

“Mario Crementi - dice il sindaco Massimo Isola - è stato l’animatore più intenso e appassionato del Comitato del gruppo dei faentini lontani. Credeva fermamente in questa istituzione e cercava in ogni momento di fare in modo che questa sua passione potesse essere condivisa e trasmessa agli altri. Lo ricordo nelle giornate del Premio che lo portava a Faenza; infatti, malgrado la sua vita fosse ad Ascoli, teneva moltissimo alla sua città d’origine e non voleva spezzare il legame con Faenza. Mario era un personaggio della vita faentina e se ancora oggi l’Onorificenza del Faentino Lontano è così apprezzata lo dobbiamo a persone come lui, alla sua dedizione e al suo impegno, consapevole che quel riconoscimento era il modo per evitare che tanti nostri concittadini che per diverse ragioni si allontanavano dalla città, soprattutto nel dopoguerra, rompessero il legame con Faenza. Il Premio era dunque l’occasione per tornare a Faenza, per rivedersi e rivivere il legame con la città, una funzione importantissima. Il mio pensiero per la scomparsa di Mario Crementi va alla famiglia, alla moglie, la signora Mariangela, e ai figli Paola, Alberto e Massimo”.

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