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Una vita dedicata alla cultura: si è spento Mario Salvagiani, "Uomo di una gentilezza d'altri tempi"

Lungimirante ispiratore del Ravenna Festival che creò nel 1990, fu una intera vita dedicata all’arte, alla musica e al teatro quella dell'"Avvocato", come amichevolmente tutti lo chiamavano

Il mondo della cultura ravennate è in lutto per la morte di Mario Salvagiani, storico direttore dei teatri della città. L'uomo si è spento in ospedale all'età di 89 anni. "Un uomo colto, elegante e di una gentilezza rara, d'altri tempi si direbbe - lo ricorda commossa l'assessore Ouidad Bakkali - Mancheranno i suoi occhi buoni, sinceri e che sapevano guardare oltre".

Anche l'amministrazione comunale esprime il proprio cordoglio per la morte di una figura fondamentale per la promozione e lo sviluppo della cultura a Ravenna: "Si deve all’impegno, all’entusiasmo e alla lungimiranza di Mario Salvagiani, alla direzione dei teatri comunali ravennati dal 1972 al 1995, se il teatro Alighieri è riuscito a raggiungere lo status di teatro di tradizione. E quando ha lasciato la direzione dei teatri cittadini, Mario Salvagiani lo ha fatto per curare la straordinaria impresa del Ravenna Festival, che ha contribuito a ideare e di cui è stato soprintendente, dedicandosi ad essa, per il grande amore che nutriva per la città, con competenza, impegno e passione, partendo naturalmente dal coinvolgimento del maestro Riccardo Muti. Ricordiamo con affetto e gratitudine un uomo e un professionista che ha saputo imprimere al teatro e alla cultura ravennate un impulso che ancora oggi pone Ravenna a livelli di eccellenza nazionale e internazionale. Mario Salvagiani sarà ricordato dal Comune di Ravenna anche attraverso l’impegno a coltivare sempre e nel migliore dei modi possibili i preziosi frutti che ha saputo seminare".

"Ti ricorderò sempre con tantissimo affetto e gratitudine, per avermi accolto con grande calore e disponibilità nella “famiglia” di Ravenna Manifestazioni - aggiunge il sindaco Michele de Pascale - Sei stato un riferimento prezioso e costante sia dal punto di vista umano che professionale, proiettando sempre lo sguardo verso il futuro e verso nuovi alti obiettivi. Mi impegnerò a fondo a fare tesoro dell’eredità straordinaria che ci lasci, coltivandola con dedizione affinché tu possa continuare ad essere orgoglioso della tua Ravenna".

Lungimirante ispiratore del Ravenna Festival che creò nel 1990, nel 2014 venne insignito del 'Premio Ravenna Festival'. Una intera vita dedicata all’arte, alla musica e al teatro quella dell'"Avvocato", come amichevolmente tutti lo chiamavano. Grande amico da sempre del Maestro Riccardo Muti, che nel premiarlo nel 2014 sottolineò come Salvagni rappresenti la figura esemplare di "un ravennate coltissimo il cui stile, classe e intelligenza spero si potranno riconoscere nei giovani delle prossime generazioni".

L'ex sindaco Matteucci, sempre durante il conferimento del premio di Ravenna Festival, spiegò: "Qualcuno ricorderà com’era la Ravenna alle soglie degli anni ’70: una città ancorata al suo passato e non ancora uscita dal trauma di un’industrializzazione che ne violentò la natura fin troppo silente e compiaciuta del suo secolare isolamento. In quella che era una sorta di paludosa immobilità culturale la vera rivoluzione copernicana fu la riapertura del suo Teatro, e con essa il ritorno di una vita teatrale e musicale propriamente detta, degna di una città moderna. Mario Salvagiani ne fu l’artefice, assumendone da subito la direzione e ricoprendola per molti anni, riuscendo in breve a conquistare al Teatro Alighieri un ampio e fedelissimo pubblico, superando ataviche diffidenze ed apatie croniche. Da allora nella città si è assistito ad una crescita esponenziale delle attività nell’ambito dello spettacolo dal vivo che ha sempre visto Salvagiani, uomo schivo e discreto, protagonista ma da dietro le quinte. Dobbiamo a lui un susseguirsi ininterrotto di intraprese lungimiranti ed altamente efficaci – esempio tra tutti la nascita di Ravenna Teatro prima, ricettacolo delle energie creative più fresche del territorio, e dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini poi, dando seguito a un desiderio del Maestro Muti - che hanno trovato il loro culmine nel concepimento del Ravenna Festival e della sapiente e innovativa architettura istituzionale dell’organismo che lo sorregge: la Fondazione Ravenna Manifestazioni, espressione ‘corale’ della città nelle sue massime espressioni economiche, sociali e culturali, in un mirabile equilibrio tra pubblico e privato. A Mario Salvagiani si deve l’iniziativa determinante di coinvolgere Riccardo e Cristina Muti nella creazione del Festival, creando così un sodalizio giunto armoniosamente intatto e anzi rafforzato sino ad oggi. Uomo radicato nella sua terra e raffinato intellettuale dotato di uno sguardo mobile e curioso, capace di spaziare sull’Europa e sul mondo, Mario Salvagiani ha saputo dissodare e fertilizzare un terreno che a molti sembrava duro ed arido, per poi gettarvi semi che hanno potentemente germogliato. Senza di lui non vi sarebbe Ravenna Festival".

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