Museo Classis al freddo e coi bagni fuori uso: "22 milioni di euro per cosa? E' inaccettabile"

Ha inaugurato meno di tre settimane fa, ma sul nuovo museo Classis è già piombato - letteralmente - il "gelo". A sollevare la polemica è la capogruppo della Pigna in consiglio comunale, Veronica Verlicchi

Ha inaugurato meno di tre settimane fa, ma sul nuovo museo Classis è già piombato - letteralmente - il "gelo". A sollevare la polemica è la capogruppo della Pigna in consiglio comunale, Veronica Verlicchi, presentando un question time che verrà discusso durante la seduta consiliare di giovedì. "Il museo si trova all'interno di una struttura ad alta dispersione calorica ed energetica e presenta problemi di riscaldamento e di disservizio dei servizi igienici - spiega la consigliera d'opposizione - I visitatori del museo osservano i pochi reperti esposti in un ambiente freddo e senza la possibilità di utilizzare i servizi igienici, in quanto fuori servizio. Considerato che Classis é costato oltre 22 milioni di euro, non è tollerabile che il sistema di riscaldamento non sia stato progettato in modo da garantire l’adeguato riscaldamento dell’immobile e che i bagni non siano utilizzabili dai visitatori: tale situazione non giova certo all’immagine nè del museo, nè della città di Ravenna e, pertanto, i responsabili devono essere individuati e allontanati dalla gestione del museo stesso e della Fondazione Ravennantica".

Il gruppo della Pigna, nei mesi scorsi, ha più volte sollevato perplessità in merito alla realizzazione del progetto: "Un progetto datato che nel frattempo è diventato vecchio e inadeguato e, conseguentemente, in merito anche gli elevati costi di gestione legati sopratutto al riscaldamento", insiste Verlicchi, che interroga il sindaco e la giunta comunale per sapere "quali siano le cause del guasto dei servizi igienici del museo appena aperto; quali siano le cause relative a un riscaldamento ampiamente insufficiente del che ha costretto i turisti a rimanere "imbacuccati" durante la visita; se non ritenga, in presenza di questa ulteriore incapacità gestionale e a fronte di un investimento di oltre 22 milioni di euro, di avviare una seria e approfondita valutazione complessiva per il cambio del management della Fondazione Ravennantica, prima che ulteriori danni economici e d’immagine siano recati all’ente e alla città di Ravenna".

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