Cronaca

Musica classica e Covid, il maestro Olmi: "Nei teatri per avere un contatto col pubblico. Dello streaming non se ne può più"

La stagione musicale estiva della Romagna ha preso avvio con le rassegne ideate e organizzate dalle associazioni dedicate e già ampiamente consolidate nell’offerta musicale di qualità

La stagione musicale estiva della Romagna ha preso avvio con le rassegne ideate e organizzate dalle associazioni dedicate e già ampiamente consolidate nell’offerta musicale di qualità. In Romagna, in particolare due delle associazioni storicamente più organizzate che portano la musica Classica nelle città e nei borghi, l’Emilia Romagna Festival e la Young Musicians European Orchestra, hanno organizzato rassegne interessanti per i programmi dei concerti proposti e per la scelta delle location, alcune delle quali sono la novità per la stagione musicale estiva di quest’anno. Proprio sui luoghi di svolgimento dei concerti abbiamo chiesto al direttore dell’orchestra giovanile Young Musicians European Orchestra, il Maestro Paolo Olmi, di spiegare l’importanza della sede dove svolgere il concerto nella serata di inaugurazione dell’Arena a Classe che si è tenuta mercoledì nell’area verde appositamente allestita del Museo Classis a Ravenna: “Il posto giusto rimane ancora il luogo al chiuso, almeno per l’orchestra da camera; un posto raccolto, perché è importante il contatto sonoro e visivo tra pubblico e musicisti. Purtroppo, con l’epidemia da Covid siamo rimasti privi dei nostri luoghi di spettacolo e i teatri hanno una capacità di pubblico ridotta: è stato stravolto il rapporto tra il pubblico e i musicisti”.

 Il maestro Ramin Bahrami ha definito il Covid un “virus anticultura”, quali problemi si sono aggravati ulteriormente con l’epidemia?
 “Il Covid ha aggravato una situazione difficile, perché il pubblico dei concerti non registrava numeri elevati, inoltre era un pubblico poco giovane: ossia, non c’è il rifiuto congenito della musica classica, ma abbiamo scelto di venire qui a Classe con due concerti molto popolari per rincontrare il pubblico e nella serata di inaugurazione della nuova Arena abbiamo avuto un pubblico giovane per un complessivo numero di 600 partecipanti, con un programma musicale che ha visto protagonista Bach che è uno dei compositori che fino a 30 anni fa era considerato troppo impegnativo. In quella serata a Ravenna c’erano altri eventi e concerti concomitanti. Ciò evidenzia che se c’è l’offerta culturale e l’accompagnamento musicale dei giovani la risposta è positiva”.

 Quali azioni avete intrapreso in Romagna per proseguire questo compito? 
“In Romagna abbiamo stretto rapporti di collaborazione con altre Associazioni che si occupano di musica Classica, in particolare con l’Emilia Romagna Festival e il suo Direttore artistico Massimo Mercelli, che come noi porta le grandi esecuzioni nelle chiese dei borghi dell’entroterra, nei teatri e nelle arene estive all’aperto. Il programma estivo della Young Musicians European Orchestra ha in programma anche concerti a Forlì e collaborazioni con ForlìMusica”. 

Qual è il futuro della musica Classica, quali sono i luoghi futuri per ascoltarla?
 “Bisogna ritornare ai teatri con la capacità di utenza di prima; desiderare luoghi di spettacolo più grandi può essere rischioso, perché diminuirebbe la capacità di visione del pubblico che non identifica facilmente gli orchestrali, oppure sarebbe importante allestire negli spazi grandi degli schermi a metà sala, e poi sarebbe ugualmente importante avere il testo perché la gente non è più abituata a conoscere le opere prima di ascoltarle nell’esecuzione, oppure proiettare le opere e le parole, in certi teatri si fa già. Il pubblico di oggi ha una resistenza minore e se il concerto è troppo lungo il pubblico smette di essere reattivo.” 

Abbiamo assistito a concerti in streaming durante l’inverno, è stata un’esperienza positiva?
 “Dello streaming non ne possiamo più! Il pubblico deve interagire, il direttore sente il feeling con il pubblico”. In effetti i musicisti sono stati i primi l’anno scorso, nell’epidemia acuta da Covid, a mettere in rilievo l’importanza di suonare per qualcuno, per un pubblico che ascolta e che apprezza in presenza. 

Quali altre azioni intraprenderete per l’educazione dei giovani alla musica?
 “Sono in corso rapporti per delle proposte con il Comune di Forlì e abbiamo in programma a Forlì e a Ravenna delle iniziative per  ricominciare dal principio, con un’azione mirata a fare incontrare la musica a tutti quelli che non hanno avuto la possibilità di frequentare scuole dedicate private o che abitano in luoghi che non ospitano delle manifestazioni, azioni rivolte ai bambini, ai disabili verso i quali c’è un servizio di accompagnamento gratuito. Non solo, ma per i bambini vorremmo far capire loro come funziona lo strumento e soddisfare la loro curiosità portandoli anche ad apprezzare la musica classica. Vogliamo ricominciare in modo che la caduta del Covid sia stato uno stimolo per un rinnovamento che ci voleva!

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Musica classica e Covid, il maestro Olmi: "Nei teatri per avere un contatto col pubblico. Dello streaming non se ne può più"

RavennaToday è in caricamento