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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Faenza

Nasce il primo Centro per la cultura ceramica italiana: "Una storia made in Italy lunga un secolo"

Il progetto di Confindustria Ceramica è il primo esperimento in Italia che cerca di unire punti di vista e di studio diversi legati alla ceramica: industria, artigianato, ricerca scientifica, museologia e arte

E’ nato il Centro per la Cultura Ceramica Italiana, progetto di Confindustria Ceramica, il primo esperimento in Italia che cerca di unire punti di vista e di studio diversi, legati alla ceramica: industria, artigianato, ricerca scientifica, museologia e arte. Si tratta della prima piattaforma per lo sviluppo della conoscenza del settore ceramico a livello nazionale. Per due anni il Mic, Museo internazionale delle ceramiche in Faenza (per la parte culturale: arte e musei), l’Aicc, associazione italiana Città della ceramica (per la parte artigianale), il Ccb, Centro ceramico di Bologna (per la ricerca tecnica scientifica) e Confindustria Ceramica (per il settore industriale) lavoreranno insieme con l’obiettivo di rafforzare conoscenza e competitività della qualità della ceramica made in Italy a livello internazionale e in tutte le sue applicazioni: industriali, artigianali ed artistiche.

“Abbiamo compiuto un importante lavoro di relazioni che ha consentito di recuperare un significativo fondo del Mise, il Ministero dello sviluppo economico per finanziare questo progetto – dichiara il senatore Stefano Collina, Presidente di Aicc - che per la prima volta mette insieme gli interessi della ceramica industriale con quelli della ceramica artistica attraverso un lavoro allo stesso tempo culturale e scientifico. Come associazione italiana Città della ceramica l’efficace lavoro di coinvolgimento ha portato a collaborare settori molto diversi tra loro. Nel futuro speriamo di riuscire ad allargare queste collaborazioni anche a tutte le associazioni dell’artigianato”.

La prima fase del progetto sarà di ricerca e si preoccuperà di realizzare una mappatura della produzione ceramica nazionale e creare un database, una sorta di “motore di ricerca della ceramica italiana” che sarà fruibile alle aziende e potrà essere utile anche in chiave competitiva (strategie di go-to-market) per capire quali siano le criticità e le opportunità sul mercato attuale. Il database riguarderà diverse categorie: industria (numero di aziende, geolocalizzazione, dimensioni, archivi di produzioni); città della ceramica con tutte le informazioni relative alle 37 città di antica tradizione ceramica riconosciute dal Mise; musei della ceramica e biblioteche, istituti di ricerca e innovazione e istituti scolastici di formazione; artigiani e artisti. La seconda fase sarà di innovazione. Si proporrà di incentivare e sostenere attività di studio scientifico e tecnologico per approfondire le prestazioni del materiale ceramico anche attraverso l’aggiornamento e la formazione del personale. Il fine sarà quello di migliorare la qualità e la sostenibilità del prodotto ceramico industriale (settore delle piastrelle, degli articoli sanitari e stoviglierie) per essere più competitivi sul mercato internazionale. La terza fase sarà completamente dedicata alla promozione con la realizzazione del portale della ceramica che renderà fruibili e accessibili a tutti i dati raccolti durante la fase di ricerca; la pubblicazione dell’Atlante storico geografico della ceramica italiana con mappe storiche e geografiche dei luoghi di produzione, ma anche uno studio critico sulla produzione industriale ceramica nell’ambito della storia del design italiano; una guida turistica, in italiano e inglese, delle città della produzione ceramica; un glossario dei termini in uso nel settore ceramico.

“È la prima volta che in Italia e probabilmente in Europa un intero settore collabora a un progetto comune – dichiara Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica - coinvolgendo tutte le sue componenti produttive: industria, artigianato e arte. La ceramica, in Italia, continua infatti ad essere prodotta con tutte queste tre modalità. Se da un lato l’arte e l’artigianato hanno radici in Italia antichissime e di grande prestigio, dall’altro l’industria non solo è nata proprio poggiando i piedi su tale competenza e conoscenza radicata del “fare ceramica”, ma pure l’industria ceramica italiana, e in particolare, quella delle piastrelle, vanta ormai una storia di oltre un secolo e un prestigio conosciuto da decenni in tutto il mondo come settore di eccellenza dell’industria del “made in Italy”.

“Tutto il progetto è pensato per la valorizzazione del materiale ceramico nei suoi svariati impieghi in campo industriale, artigianale ed artistico. – dichiara Eugenio Emiliani, presidente della Fondazione Mic - La creazione di un portale di libero accesso dedicato a tutti gli attori grandi e piccoli, potrà contribuire alla osmosi delle conoscenze commerciali e tecnologiche, fondamentale per lo sviluppo di questo settore che vede l'Italia come primo esportatore mondiale di prodotti di qualità. Per il Museo internazionale della ceramica di Faenza è un grande riconoscimento essere stato coinvolto in questo progetto”.

“Ci fa molto piacere essere partner di questo ambizioso progetto – dichiara Maria Chiara Bignozzi, direttore del Centro ceramico - che ci vede responsabili delle attività di innovazione e ricerca. Il nostro supporto tecnico e scientifico, svolto anche istituzionalmente sui tavoli di normazione nazionali e internazionali, servirà per continuare a promuovere quel processo di valorizzazione che porta a considerare, proprio per le loro prestazioni e design, i prodotti ceramici italiani un'eccellenza nel mondo".

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