'Nell'Unione per le differenze', Sos Donna spiega la violenza sulle donne nelle scuole

Un progetto che ha messo in campo una serie di azioni volte a generare una maggiore consapevolezza e promuovere un cambiamento e rinnovamento culturale di contrasto alla violenza alle donne

L’associazione Sos Donna di Faenza, centro contro la violenza alle donne, chiude un anno intenso e proficuo raccontando un progetto che ha messo in campo una serie di azioni volte a generare una maggiore consapevolezza e promuovere un cambiamento e rinnovamento culturale di contrasto alla violenza alle donne.

"Attraverso questo progetto abbiamo proposto una serie di azioni e attività pensate per raggiungere con strumenti diversi un pubblico eterogeneo delle comunità del territorio dell’Unione della Romagna Faentina e generare consapevolezza sul tema della violenza sulle donne, della discriminazione e della responsabilità maschile, promuovendo una cultura del rispetto e della parità di genere - spiega Raffaella Meregalli, operatrice dell'associazione - Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per noi è tutti i giorni e la parola d'ordine è prevenzione. Le attività, tutte improntate su un profondo lavoro di prevenzione, hanno avuto un ampio spettro di campi con i rispettivi linguaggi, da quello culturale (seminari, incontri informativi), teatrale (spettacoli e azioni teatrali), scolastico (percorsi educativi), interattivo (laboratori partecipati), comunicativo (murales, materiali di promozione, internet). Siamo felici di essere riusciti a garantire un approccio specialistico alla problematica grazie alla rete tra associazionismo, cooperazione ed ente pubblico; formazione permanente e collaborazioni che hanno messo a frutto esperienze già realizzate per trasformarle in modelli trasferibili in altri contesti territoriali, favorendone le sinergie".

Una nota va all'importante lavoro fatto con le donne straniere a carico di Sos Donna Faenza e dei Servizi Sociali dell'Unione della  Romagna faentina, così come spiega sempre Meregalli: "Ci siamo impegnati per aiutarle ad inserirsi nel contesto sociale e cittadino, a fare passi avanti per il rafforzamento delle risorse e competenze di ciascuna, utilizzando il gruppo come strumento utile. Da qui sono nate molte proposte e iniziative, anche proprio dalle donne stesse, che hanno realizzato un volantino utilizzando le proprie parole le proprie immagini, perfette per veicolare i messaggi del centro antiviolenza".

Il lavoro congiunto di Raffaella Meregalli e Michele Piga, collaboratore di Muoviti (Mai più UOmini VIolenTI) di Ravenna-Faenza ha permesso di affrontare il tema integrando i punti di vista del femminile e del maschile, a partire dall'esperienza dei rispettivi Centri nel contrasto al fenomeno della violenza di genere. "Il progetto ha portato nelle aule di ragazze e ragazzi partecipanti una preziosa occasione di riflessione sul fenomeno della violenza di genere - ha detto Michele Piga - Un servizio di intervento psicologico per uomini che agiscono violenza Muoviti gestito dalla Coop Sociale Libra. A partire dai casi di cronaca più drammatici e conosciuti, i conduttori dell'intervento hanno spostato il focus del dibattito sulla violenza nelle relazioni adolescenziali, realtà molto più vicina all'esperienza delle e dei destinatari. Stimolati da materiali audiovisivi realizzati in altri progetti simili, ragazze e ragazzi hanno esplorato e dibattuto le forme di violenza di genere più tipiche nella quotidianità delle nuove generazioni: strategie di controllo e manipolazione psicologica perpetrate dal partner di sesso maschile soprattutto attraverso chat ed i social network, comportamenti molto spesso letti dalla controparte come forme di premurosa attenzione e sana gelosia. Il dibattito si è quindi sviluppato anche attraverso tecniche di role playing, per analizzare il sottile confine (spesso non percepito) oltrepassato il quale il rapporto diventa violento, nella consapevolezza della difficoltà in cui molte ragazze si trovano nel denunciare i soprusi subiti, o nell'aiutare una compagna, un'amica o una parente in difficoltà".

Importante anche l'esperienza raccontata da Roberta Colombo ed Elena Casadei di Cooperativa Sociale Onlus Teatro del Drago: "Nelle scuole secondarie di primo grado per la prima volta ė stato introdotto un corso sull’Educazione ai diritti umani e sulla parità di genere grazie proprio alla collaborazione con l’associazione Sos Donna di Faenza. Le attività che si sono svolte nell’anno scolastico 2019-2020 e che si sono concluse il 6 dicembre fanno tutte parte della formazione proposta dal Consiglio d’Europa e sono state curate direttamente da noi. Le tematiche affrontante sono state diverse: dopo una introduzione generale ai diritti umani si sono concentrate sulle varie forme di violenza di genere che quotidianamente colpiscono le donne, sugli stereotipi che ancora sostengono i ruoli sociali e sulla parità di genere. La risposta dei docenti e degli allievi è stata molto positiva e per questo motivo si auspica un continuamente del progetto per il prossimo anno includendo anche una formazione specifica rivolta ai docenti, in modo da amplificare la trasmissione dei saperi in materia. L’impressione è che la scuola possa nutrirsi realmente di progetti come questo che catalizzano le attenzioni sia degli studenti che dei docenti. La gratitudine che ne emerge è sicuramente una carezza e un invito a continuare a lavorare in questa direzione senza temere di affrontare anche tematiche complesse e per loro natura “drammatiche” perché ogni argomento non rimanga un “tabù “ e non diventi oggetto di omertà e reticenza".

"Abbiamo lavorato su diversi fronti - riepiloga Raffaella Meregalli - partendo dal percorso formativo "Adolescenti: futuri uomini e donne tra stereotipi, pregiudizi e ruoli sociali” attivo nelle scuole superiori di secondo grado dell’Urf. Si è voluto infatti integrare il lavoro educativo degli scorsi anni con attività formative a sostegno l'emersione degli stereotipi di genere, veicolando contenuti sulla cultura del rispetto e della consapevolezza riguardo alle discriminazioni di genere e alla violenza contro le donne, con un approfondimento ed ampliamento. L’interesse di approfondimento della tematica è comprovato anche da specifiche richieste che provengono direttamente dalle scuole come ad esempio alcuni Istituti secondari di secondo grado del territorio dell’Urf, che negli scorsi anni non avevano aderito alla formazione".

Sono stati coinvolti direttamente i Comuni Montani di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme nella realizzazione e promozione di eventi, che ampliano il lavoro educativo su territori specifici, con attività culturali e di sensibilizzazione, riproponendo il teatro come strumento efficace per innescare processi di trasformazione culturale e sociale. Parallelamente sono state pensate anche azioni volte a migliorare le capacità di presa in carico, da parte di operatori pubblici e privati, delle donne che si trovano a rischio di emarginazione sociale, discriminazione e violenza, e in particolare le donne migranti anche di seconda generazione: gli strumenti sono percorsi di empowerment e i soggetti coinvolti quelli che hanno intrapreso un percorso di accoglienza con le operatrici e volontarie del centro antiviolenza e di sostegno da parte dei Servizi Sociali del territorio. Dalla sua nascita, l’Associazione Sos Donna ha modificato, ampliato e rinnovato l'attività a supporto delle donne che subiscono violenza, adeguandola alle nuove richieste che via via si presentavano. Ruolo importante una comunicazione mirata e la costruzione di una rete a supporto delle attività messe in campo e della problematica affrontata, in grado di concorrere alla diffusione della cultura e del rispetto di genere e della non violenza attraverso la conoscenza del fenomeno e il coinvolgimento diretto sui temi.

Le competenze dell'Associazione Sos Donna, che opera da 25 anni nel campo dell'intervento sociale e da oltre quindici anni offre percorsi formativi in ambito scolastico, in rete con altri soggetti del territorio, sui temi dell’educazione alle differenze di genere e sulla violenza di genere, sono il presupposto fondamentale a garantire l'efficacia e la continuità degli interventi programmati: è così che dopo i buoni effetti dei progetti “L’Unione fa la differenza” e “Unioni per le differenze” si prosegue e si implementano le attività già avviate con i progetti precedenti cercando di trovare la chiave per affrontare in modo incisivo il contrasto alle discriminazioni di genere e la violenza sulle donne, partendo in via prioritaria dalla prevenzione e dall’educazione alle giovani generazioni. 

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