Neve, aumenta la frutta: associazioni dei Consumatori sul piede di guerra

Con il maltempo si sono registrati aumenti di prezzo dell’ortofrutta (mele +108%, pere +133%, arance + 130%) che hanno portato le Associazioni dei Consumatori sul piede di guerra

Con il maltempo si sono registrati aumenti di prezzo dell’ortofrutta (mele +108%, pere +133%, arance + 130%) che hanno portato le Associazioni dei Consumatori sul piede di guerra. E, mentre le Organizzazioni Agricole stimano in centinaia di milioni di euro i danni per l’agricoltura, sugli scaffali dei supermercati cominciano a scarseggiare i prodotti ed i prezzi aumentano. Il mondo della cooperazione ravennate, compresi i negozi cooperativi a marchio “Qui da noi”, rappresentano una mosca bianca non rimanendo coinvolti in questo gioco al rincaro.

«Ci sembra corretto - afferma Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna, affinché ognuno possa comprendere il vero stato delle cose ed addossare le responsabilità a chi veramente le ha, fare il punto della situazione tenendo presente le effettive difficoltà che questa ondata di maltempo eccezionale ha creato e sta ancora creando al Paese. Bisogna anzitutto fare una distinzione netta fra i prodotti che effettivamente stanno subendo i danni dal maltempo, ossia le verdure coltivate ancora a pieno campo sulle quali più hanno imperversato le avversità atmosferiche in particolare nelle regioni del sud. Ci riferiamo a finocchi, carciofi, bietole, cicoria ecc. per i quali l’impossibilità della raccolta sotto la neve, ed i danni riportati dalle piante creano un notevole calo nella disponibilità di prodotto”.

“In questa situazione - continua Pausini – è fisiologico un incremento dei prezzi di vendita per la basilare legge di mercato della domanda e dell’offerta. Altro discorso invece per quanto riguarda la frutta e gli agrumi, articoli per i quali le condizioni meteo di questi giorni non influiscono certo sulla produzione. Qualche ripercussione può essersi registrata nelle difficoltà di trasporto ma non tale da incidere sui prezzi al consumo. E’ quindi evidente che rincari in questi articoli (agrumi, mele, pere, kiwi, ecc.) sono del tutto ingiustificati e quindi oggetto di speculazione».

E’ soprattutto in questi casi che la cooperazione dimostra di venire incontro alle esigenze dei produttori e dei consumatori: «Nei negozi cooperativi - conclude il responsabile -, come ad esempio i punti vendita “Qui da noi” - a Cervia e nei negozi Agrintesa -, non si registrano rincari per quanto riguarda la frutta che attualmente è conservata presso le strutture di lavorazione. Gli aumenti percentuali a tre cifre evidenziati sulla stampa in questi giorni, quindi, non coinvolgono i nostri punti vendita presso i quali si incontrano direttamente le esigenze dei produttori e dei consumatori e dai quali è bandita ogni speculazione».

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