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Cronaca

Nidi stampati in 3D per salvare il Ghiozzo Go: un pesce tipico del Ravennate ormai quasi scomparso

Le attività della sperimentazione sono state condotte dal Cestha di Marina di Ravenna e Naturedulis di Goro

Si è conclusa con successo la sperimentazione condotta a Ravenna per salvare il Ghiozzo Go, specie ittica tipica del ravennate e delle zone vallive e lagunari, ormai del tutto scomparsa. I risultati del progetto, coordinato dal Centro per l’Innovazione di Fondazione Flaminia CIFLA e finanziato nell’ambito del Flag Costa Emilia-Romagna, saranno presentati venerdì 14 ottobre alle 16 a Casa Matha, Ravenna. Obiettivo del progetto è mettere a punto un metodo di riproduzione della specie Go alternativo a quello naturale, ma comunque sostenibile.

Per ripopolare le zone interessate è stato ricreato artificialmente un ambiente per la deposizione delle uova dei Go simile a quello naturale, oggi fortemente compromesso. La particolarità della sperimentazione consiste nell’aver progettato e realizzato i nidi dove i Go depongono le uova attraverso l’uso di stampanti in 3D. Una volta schiuse le uova, le larve sono state quindi seguite fino allo svezzamento.

Le attività della sperimentazione sono state condotte dal Cestha di Marina di Ravenna, che ha seguito prevalentemente la gestione di riproduttori e nuovi nati, e Naturedulis, di Goro, che si è occupata della gestione alimentare delle larve. Accanto ai risultati della ricerca saranno illustrate anche le varie fasi dell’attività svolta.

Saranno presenti Antonio Penso, direttore di Fondazione Flaminia; Sergio Caselli, vicepresidente Flag Costa Emilia-Romagna; Simone D’Acunto, direttore Cestha Centro sperimentale per la tutela degli habitat; Leonardo Aguiari, responsabile scientifico Naturedulis. Tomaso Fortibuoni, ricercatore Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) coordinerà la presentazione.

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