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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

"No al cibo sintetico": anche Comune e Provincia aderiscono alla raccolta firme

Prosegue nel Ravennate la raccolta firme per promuovere una legge che vieti produzione, uso e commercializzazione del cibo sintetico in Italia

Con la firma di Giacomo Costantini, assessore all’Agricoltura del Comune di Ravenna e del consigliere con delega all’Agricoltura della Provincia di Ravenna, Gianni Grandu e del consigliere regionale Andrea Liverani, prosegue a spron battuto in tutto il Ravennate la raccolta firme per promuovere una legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia lanciata da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Filiera Italia.

Dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” fino al pesce senza mari, laghi e fiumi, il cibo in provetta potrebbe presto inondare il mercato europeo – denuncia Coldiretti Ravenna – poiché già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue. Contro questa minaccia finanziata da multinazionali e lobby che vorrebbero cancellare il cibo vero, dono della natura, e l’agricoltura tradizionale si stanno opponendo schierandosi al fianco di Coldiretti migliaia di cittadini-consumatori ravennati che in meno di una settimana hanno già aderito alla petizione.

“Combattere questa pericolosa deriva che mira a modificare stili alimentari naturali millenari fondati su qualità e tradizione – spiega il Direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini – è vitale, non a caso ben 7 italiani su 10, secondo un’indagine di Coldiretti/Ixè, bocciano la carne in provetta, con il 68% degli italiani che dice di non fidarsi del cibo creato in laboratorio con cellule staminali”.

“Siamo di fronte ad una pericolosa deriva degli alimenti creati in laboratorio – aggiunge Nicola Dalmonte, Presidente di Coldiretti Ravenna – a favore di interessi commerciali e speculativi che esaltano, a sproposito, il mito della maggior sostenibilità rispetto alle tradizionali attività dell’agricoltura. Vogliamo sensibilizzare le famiglie e i consumatori in merito ai rischi del passaggio a una dieta unica mondiale, dove il cibo sintetico si candida a sostituire quello naturale. Le tipicità tradizionali e i prodotti della nostra agricoltura – conclude il Presidente Dalmonte - rischiano di essere condannati all’estinzione e scomparire per sempre insieme al paesaggio rurale che siamo abituati a vedere e agli agricoltori che ne sono i custodi”.

"Per quanto riguarda la carne da laboratorio – spiega Coldiretti - la verità che non viene pubblicizzata è che: non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore, non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato".

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