Cronaca

Noa in concerto a Classis: "Per me tutto è poesia, è ciò che rende la vita bella"

Noa si è esibita in una performance di circa due ore, alternando brani dell’ultimo disco inciso “Afterallogy” con altri della sua carriera professionale che l’hanno posta nella notorietà internazionale

È stato un successo per il pubblico e per la cantautrice israeliana Noa giovedì sera all’Arena Classis a Ravenna, per il concerto della rassegna Ravenna Jazz 2021. Noa si è esibita in una performance di circa due ore, alternando brani dell’ultimo disco inciso “Afterallogy” con altri della sua carriera professionale che l’hanno posta nella notorietà internazionale. La cantante si è presentata sul palco insieme ai musicisti, con un look sportivo e inaspettato, con un completo pantaloni nero e gilét, una camicia bianca e stivaletti eleganti e dorati, i capelli vaporosi e ricci raccolti sulla nuca. Un abbigliamento adatto per un repertorio progressivamente più complesso e impegnativo, per dare agio alla voce, e che è mutato nella seconda parte del concerto con i duetti con i musicisti in una tunica bianca e scalza, nel look che la caratterizza.

Disinvolta, Noa ha letto discorsi in italiano, mostrando tutta la simpatia e creando un ottimo feeling con il pubblico che ha seguito il concerto con l’attenzione dell’apprezzamento assoluto. Con alle spalle 30 anni di attività canora internazionale, la cantautrice israeliana ha sviluppato e conservato i caratteri distintivi della sua voce in una interessante applicazione al jazz, che non è stato l’unico genere del concerto, con anche i brani israeliani, secondo sempre la sua personale interpretazione.

“Il concerto è un viaggio – ha detto sul palco leggendo il primo dei discorsi pronunciati - attraverso il vecchio e il nuovo”. Durante l’esibizione Noa non ha mancato di ricordare il suo impegno per la pace, invitando a consultare il suo sito dove è possibile aggiornarsi sulle iniziative per la pace tra Israeliani e Palestinesi: “La lingua che parlo penetra attraverso i muri”, ha detto Noa. Dialogando con il pubblico, che ha cantato assieme a lei il più famoso brano “Beautiful that way”, colonna sonora del film di Roberto Benigni “La vita è bella”, ha tenuto a raccontare l’importanza dell’interazione sia durante la pandemia, sia fra le persone: “Molto esiste solo nella reale interazione fisica fra di noi. Non lasciate che la paura governi la vostra vita e camminate nella vita con orgoglio e i miracoli accadono; amate vostro fratello come voi stessi, lavorate e credete nella pace, celebrate la vita ogni giorno e ora, perché la vita è sacra ed è bella”.

Approfondendo il concerto, Noa ha risposto ad alcune domande.

L’estate del 2021 rappresenta la ripresa dell’attività concertistica live, è felice in questo nuovo ritorno alla musica? Le è mancato non poter cantare dal vivo? Cosa spera per il futuro della musica nell’era della pandemia?
La pandemia ha dato la possibilità a molti di noi di fermarsi e pensare a cosa è veramente importante, di cosa abbiamo veramente bisogno e di cosa possiamo invece fare a meno. Gil Dor (il suo chitarrista, ndr) e io, dopo un iniziale momento di shock e confusione, siamo tornati al lavoro. Abbiamo imparato come fare concerti dal vivo in streaming. Abbiamo usato le nostre videocamere e fatto l’editing finale tutto dal nostro studio casalingo, e con l’aiuto di amici e molta creatività abbiamo fatto 14 concerti in streaming, che credo siano riusciti bene come se fossero stati fatti in uno studio televisivo professionale! È stato molto divertente, eccitante e ci ha dato grande soddisfazione. Abbiamo dedicato alcuni di questi concerti alla raccolta di fondi per ospedali e altri istituti medici (il primo per Bergamo). Abbiamo raccolto fondi per un orfanotrofio in Germania e collaborato con orchestre e cori di giovani in tutto il mondo, oltre a presentare la nostra musica in diversi contesti. Gil e io eravamo anche molto attivi nell’ambito di un enorme movimento di protesta in Israele, che ha avuto grande successo, quando siamo finalmente riusciti a liberarci di un governo che ha rovinato il nostro Paese. Ora abbiano una leadership migliore che speriamo possa aprire nuove prospettive per il presente e il futuro di Israele. Infine, Gil e io abbiano sfruttato l’interruzione per registrare un nuovo album jazz “Afterallogy” che avevamo sempre desiderato fare. Presentiamo questo album a Ravenna. Penso che dovremo tutti trovare nuovi modi di essere creativi, per raggiungere il nostro pubblico, e soprattutto spero che questo spinga i musicisti ad eccellere nella musica, nella verità e nella bellezza, e il pubblico ad apprezzare di più queste cose.

Come vive il rapporto con il pubblico durante i suoi concerti?
Intimo, profondo, sensuale, rispettoso ma, soprattutto, è puro amore e gioia.

Il jazz è la sua vera passione: perché giunge a un disco dedicato al genere dopo tanti anni di attività musicale?
Il jazz è solo una delle mie vere passioni. Ne ho molte altre. Sono una cantante e autrice di canzoni, creare nuova musica è il mio lavoro e l'ho fatto per molti anni insieme a Gil Dor. Questo album è giunto al momento giusto, dopo che io e Gil abbiamo sviluppato un nostro linguaggio comune, una forma di telepatia, dove nuotiamo come delfini nel mare blu profondo della musica, dove siamo intimi, aperti, trasparenti, senza nulla da nascondere. E' una purezza difficile da raggiungere: 30 anni sono stati il periodo di pratica giusta per arrivarci.

Com’è cambiata la sua vita artistica dopo aver inciso il brano “Beautiful that way” la cui musica è stata composta da Nicola Piovani, colonna sonora del film di Roberto Benigni “La vita è bella”?
Sono grata per l'opportunità che mi hanno dato questi due grandi artisti, Piovani e Benigni, di scrivere canzoni, cantare e produrre la colonna sonora di questo eccellente film. E' stata la colonna sonora della mia vita e sono orgogliosa di poter dire che ha contribuito positivamente alla vita di milioni di persone in tutto il mondo, col suo semplice messaggio di ottimismo, di amore in tutte le avversità, della forza e della bellezza dello spirito umano, che non può essere ingabbiato.

Nel 2021 ricorre in Italia l’anniversario dei 700 anni della morte del poeta Dante Alighieri. Nei suoi brani spesso ci sono poesie di poetesse: perché considera importante la poesia nella musica?
Per me tutto è poesia. Non soltanto nelle parole, ma in tutto. Cerco la poesia nella musica, nella natura, negli occhi e nelle mani delle persone, nei movimenti delle nuvole, delle onde, del vento negli alberi, di un ballerino o di un giocatore di calcio (si, c'è poesia anche lì). La poesia per me è ciò che rende la vita bella.

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