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'Non è un pallone per vecchi': premiato Beppe Bergomi

Giunge quest’anno alla terza edizione il premio “Non è un pallone per vecchi” che viene assegnato alla figura del mondo sportivo maggiormente in grado di valorizzare i giovani, trasmettere loro equilibrio e passione

E’ servito tutto il palazzo dei congressi per ospitare la folla che lunedì è venuta ad assistere alla terza edizione dell’evento “Non è un pallone per vecchi”, l’incontro a tema che annualmente viene organizzato dall’Associazione Ravenna FC. Davanti a più di 300 persone, tra cui prima squadra del Ravenna FC, Academy e Women, ci si è confrontati sul tema dei Talenti Perduti.

La serata ha visto la presenza di tre ospiti d’eccezione: Manuel Nocciolini, bomber giallorosso, Katia Serra ex calciatrice, ora commentatrice televisiva e dirigente sportiva, ed infine Beppe Bergomi, campione del mondo 82, bandiera dell’Inter, attualmente opinionista Sky. Il tema, di grande attualità quello della gestione del talento, un confronto con chi come “lo Zio” quel talento ha saputo coltivarlo nel modo giusto, riuscendo dopo un mondiale vinto a 18 anni a rimanere con i piedi per terra. Un talento che per Katia Serra è stato sempre uno sprone ad andare avanti nonostante gli infortuni le mettessero i bastoni tra le ruote. Un talento che non basta per arrivare se non abbinato al duro lavoro, come raccontato da Nocciolini.

Per l’occasione il premio, un pallone di mosaico progettato e realizzato dallo studio Koko, è stato assegnato a Beppe Bergomi, per “svolgere un autorevole ruolo di divulgatore, con pacatezza e responsabilità specie nei confronti dei giovani che si affacciano per la prima volta al grande calcio, ragazzi sovente vittime degli isterismi di commentatori ben meno preparati”. Sul tema dei valori si è concentrato anche Alessandro Brunelli, presidente di Ravenna FC che ha presentato una interessante iniziativa rivolta al settore giovanile, all’interno del quale verrà premiato da Macron (sponsor tecnico dei giallorossi) un ragazzo che si sarà distinto per l’avere assimilato valori quali l’impegno, il rispetto, il rendimento scolastico. La novità è che saranno proprio i piccoli atleti a valutare i propri compagni attraverso un questionario. Un altro modo di responsabilizzare questi ragazzi, perché si sa: solo con il talento il rischio è di perdersi.

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