Facoltà di Medicina, tutto pronto per la partenza: "Lezioni in aula ma anche online"

"Non bisogna però sottovalutare la scelta, perchè ci vuole una forte passione per fare questo mestiere, altrimenti non ripaga. Non basta la garanzia del posto sicuro, è un lavoro che dev'essere vissuto un po' come una missione"

E' tutto pronto per la prova di ammissione nazionale ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, che si terrà giovedì a Bologna. L’Alma Mater, che ospiterà la prova alla Fiera di Bologna, da quest’anno attiverà due nuovi corsi di laurea in Medicina nei Campus della Romagna, a Ravenna e a Forlì. Per il corso di laurea di Bologna sono disponibili in totale 374 posti, a cui si aggiungono 95 posti a Ravenna e 95 a Forlì. Gli studenti delle province di Bologna, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena che si sono iscritti per partecipare al test sono al momento circa quattromila.

Il coordinatore del corso di Laurea di Medicina per la sede di Ravenna verrà eletto entro ottobre, mentre il ruolo di coordinatore di semestre è stato affidato alla dottoressa Mirella Falconi, vicepresidente di Fondazione Flaminia e docente di Anatomia umana nel nuovo corso di laurea, che per i primi sei mesi sarà responsabile dell'organizzazione. Abbiamo fatto qualche domanda sul nuovo corso alla dottoressa Falconi.

Come saranno organizzate le lezioni, anche per quanto riguarda le normative anti-Covid?
Fortunatamente abbiamo avuto la disponibilità da parte delle amministrazioni locali attraverso Fondazione Flaminia di poter utilizzare l'aula magna del Centro Congressi, prima era previsto che venisse utilizzata l'aula magna dell'ospedale. Abbiamo trasferito le lezioni del primo semestre, che partiranno il 12 ottobre, presso il Centro Congressi, ciò fa sì che gli studenti possano svolgere tutte le lezioni in presenza. In piu l'ateneo quest'anno darà la possibilità di seguire le lezioni da casa, quindi l'aula sarà dotata di tutti i dispositivi per seguire le lezioni da remoto. L'aula è da 350 posti, ed essendo il numero massimo di iscritti 95, rispettiamo abbondantemente la capienza massima consentita del 50%. Credo che questo sia un aspetto estremamente importante, il fatto che questo nuovo corso di laurea parta già offrendo agli studenti di poter essre tutti presenti a lezione e non di doverle seguire a turni, come sarà fatto invece per forza di cose a Bologna. E' un modo importante per iniziare e farli integrare subito nella città.

Per quanto concerne i docenti?
Abbiamo già formato il gruppo di docenti per il primo anno, poi mano a mano questa "famiglia" sarà arricchita dai vari profili. Ci saranno alcuni trasferimenti da Bologna a Ravenna, come nel mio caso: essendo io ravennate e amando la mia città, per me è una bellissima opportunità. Quindi sarà fatto un concorso per coprire i "buchi" che lasceremo io e altri colleghi a Bologna.

Come procedono i lavori in ospedale per l'allestimento delle aule di laboratorio?
C'è un bellissimo progetto che sarà completato e consegnato a fine settembre. All'interno dell'ospedale sono stati realizzati laboratori per una superficie complessiva di circa 500 metri quadri. Sono stati creati 5 laboratori: uno di chimica e biochimica; uno con lettini per prove pratiche su individui e manichini; uno con tavolo settorio virtuale per simulazione su cadaveri; uno di microscopia con 16 microscopi e due mega schemi regalati da una famiglia di Bologna per ricordare un familiare mancato; uno interdisciplinare con tavoli e pc per studenti e gruppi di lavoro. Si è costruita una bellissima realtà per gli studenti.

Quest'anno sono tanti i ragazzi che hanno scelto di iscriversi al test di Medicina. Crede che l'emergenza sanitaria abbia influito nelle decisioni post-diploma?
Sicuramente abbiamo superato i numeri dell'anno scorso, ma credo che al massimo l'emergenza forse abbia spinto qualche indeciso: se guardiamo il trend degli ultimi anni notiamo che l'interesse verso medicina e lauree sanitarie è indubbiamente in grande aumento, anche per la consapevolezza di avere un'offerta professionale ampia.

O anche per la garanzia di avere un posto di lavoro sicuro...
Non bisogna però sottovalutare la scelta, perchè ci vuole una forte passione per fare questo mestiere, altrimenti non ripaga. Non basta la garanzia del posto sicuro, è un lavoro che dev'essere vissuto un po' come una missione: ci sono importanti sacrifici da fare, già solamente per completare il percorso formativo ci vogliono almeno 10 anni. Credo che la pandemia abbia dato consapevolezza a tutti del ruolo importante del personale sanitario, prima si parlava sempre di malasanità e si criticava e basta. Certo, anche i medici commettono errori, come qualunque altro lavoratore, ma non per questo vanno demonizzati.

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Per quanto riguarda il corso di laurea in Medicina al Villa Maria Cecilia di Cotignola invece? Come coesisteranno i due corsi?
Io ho una convinzione, che credo sia quella di tanti colleghi: se partirà il corso anche a Villa Maria, aumenterà la possibilità di avere collaborazioni, sviluppare progetti ed essere grandi tutti assieme. Non sarà un'organizzazione semplice, ma non vedo aspetti negativi per i ragazzi.

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