Cronaca

Nuova legge urbanistica, Lista per Ravenna: "Non avrete mai il nostro voto"

Il prossimo mese la Regione Emilia-Romagna approverà la sua nuova legge urbanistica, con l’obiettivo di porre stop al consumo di suolo che per tanti anni ha dissestato il suolo regionale

Il prossimo mese la Regione Emilia-Romagna approverà la sua nuova legge urbanistica, con l’obiettivo di porre stop al consumo di suolo che per tanti anni ha dissestato il suolo regionale. "Tra tutti i Comuni, quello di Ravenna è stato tra i più esagerati, producendo nel proprio territorio gravi danni alla difesa dell’ambiente e alla produzione agricola, ma anche precipitando lo stesso settore edilizio, colpito da overdose, in una grave crisi commerciale ed occupazionale - spiega il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - La nuova legge era partita fissando per ogni Comune una quota massima di espansione del 3%. Nel corso dei lavori, le pressioni degli interessi privati e di partito non compatibili con quelli generali hanno però introdotto deroghe di portata incontrollabile. Si ridurrà, quanto meno, la selva degli strumenti urbanistici comunali: Piano Strutturale Comunale (Psc), Regolamento Urbanistico Edilizio (Rue), Piano Operativo Comunale (Poc) e Piani Urbanistici Attuativi (Pua). Un unico Piano Urbanistico Generale (Pug) sostituirà Psc e Rue, mentre Poc e Pua si concentreranno negli “Accordi operativi”, cioè i patti tra Comune e privati, con cui costoro si fanno carico di realizzare opere ed interventi pubblici in cambio di nuove lottizzazioni. Quando scatterà la nuova legge, i Comuni non potranno più produrre alcuno degli strumenti urbanistici fissati dalla legge precedente. Per tale ragione, il Comune di Ravenna si è affrettato, scaduto il Poc vecchio, a confezionarne uno nuovo, chiamato Poc2, imponendo marce forzate agli uffici e ai gruppi politici per presentarlo in consiglio comunale questo 26 ottobre e farlo adottare il 3 novembre. Lo scopo evidente è di aggirare i vincoli, neppure tanto stringenti, che la prossima normativa imporrà allo sfrenato consumo di territorio agricolo".

"Basterebbe questo a giustificare il voto contrario di Lista per Ravenna - prosegue il consigliere d'opposizione - Nel merito, non mancano però le ragioni di fondo: Poc1 e Poc2 sono padre e figlio della stessa famiglia politica, ma in questo caso le colpe del genitore ricadono sul concepito; il Poc1 aveva previsto 120 lottizzazioni in cinque anni, soprattutto residenziali (anche creando nuovi quartieri a nord e sud del centro urbano)per un totale di 11 milioni e mezzo di metri quadrati. 23 di queste lottizzazioni avrebbero impegnato, da sole, 8 milioni di metri quadrati in nome dei cosiddetti art.18, cioè, gli interventi “contrattati” dal Comune coi portatori di interessi privati, numerosi dei quali Lista per Ravenna ha combattuto e combatte. Ci ha pensato il mercato edilizio, in crisi da invenduto, a decretarne il fallimento totale. A distanza di 7 anni, l’unica lottizzazione di un certo peso realizzata, non senza spinta, è stato il raddoppio dell’Esp, sui cui effetti non è il caso di ripetersi; ma il Poc2 è molto più vecchio che nuovo, in quanto consuma esso stesso oltre 7 milioni di territorio intonso, di cui oltre 5 e mezzo per 13 lottizzazioni del vecchio Poc, ex art.18, non ancora avviate. Due di queste, le più discutibili (su Porto Fuori e nelle Bassette sud), sono a nostro giudizio mantenute in vita artificiosamente dal Comune, mancando loro un piano attuativo validato dall’amministrazione. “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. È il cambiamento del Gattopardo praticato sistematicamente dalla “nuova” amministrazione comunale, a cui non sfugge certo la predazione del territorio. Ma mai col nostro voto".

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