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Nuova scuola di San Michele: "Il sindaco mantenga gli impegni, lo chiede la petizione"

Il Comune di Ravenna ha aggiudicato l’appalto dei lavori per la costruzione di una nuova scuola per l’infanzia di San Michele, progettata per ospitare 54 bambini da 3 a 6 anni

Il 9 novembre scorso, il Comune di Ravenna ha aggiudicato l’appalto dei lavori per la costruzione di una nuova scuola per l’infanzia di San Michele, progettata per ospitare 54 bambini da 3 a 6 anni, in due sezioni da 27, all’impresa Cear di Ravenna, per l’importo di 726,5 milioni. Giovedì sono iniziati i lavori.

"Attualmente la scuola occupa il piano terra e il primo piano dell’ala principale dello storico edificio scolastico di San Michele risalente all’anno 1900, dove opera in buone condizioni di spazio, sicurezza ed efficienza, offrendo un servizio giudicato da tutti di ottima qualità - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Il 15 ottobre 2019 il sindaco De Pascale, presentando alla popolazione locale il progetto non condiviso da una parte, assunse una serie di impegni utili a superare ogni divergenza, tra cui quello di destinare l’edificio storico “a servizi per la popolazione anziana attraverso una completa ristrutturazione da avviare una volta pronta la nuova materna”, vale a dire, prevedibilmente, prima dell’anno scolastico 2021-2022. Avvicinandosi l’inizio dei lavori senza notizia alcuna sull’assolvimento di tali impegni, 422 cittadini hanno sottoscritto una petizione promossa da Lista per Ravenna, intitolata: “Patti chiari con San Michele per la nuova scuola”, primi firmatari Michele Parini di San Michele e Nicola Carnicella, vicepresidente del Consiglio territoriale di Piangipane. Depositata il 3 ottobre scorso, sarà discussa nell’aula del Consiglio comunale venerdì 15 gennaio".

"Avviata già prima dell’estate, preoccupata che siano mantenuti gli impegni assunti in assemblea, chiede al sindaco che siano redatti e discussi al più presto, anch’essi in assemblea, gli atti connessi ai seguenti obiettivi - continua il consigliere - Valorizzare il verde pubblico e attrezzarlo a parco: la nuova scuola è prevista entro l’area di verde pubblico di via Pietro da Rimini. Si chiede che sia predisposto lo studio di fattibilità di un “progetto complessivo di valorizzazione” grazie a  cui, come scritto nel parere del servizio Edilizia, “le aree verdi non dovranno essere trattate come aree di risulta”, prevedendo “schermature verso le strade limitrofe, adeguato sistema di ombreggiamento delle aree di parcheggio e di accesso poste sul lato sud, sistemazione del verde destinato alle aree gioco dei bambini”. Estendere il servizio anche ai minori di tre anni: le previsioni demografiche non giustificano la certezza di una seconda sezione, mentre sussiste l’esigenza delle famiglie di dare continuità di frequenza nella stessa struttura ai figli più piccoli in età da nido (0-3 anni). Questa estensione non è prevista nel progetto. Se ne chiede perciò un progetto preliminare di fattibilità. Adeguare la viabilità e i parcheggi: la collocazione della nuova scuola all’estremità del paese su una strada a fondo chiuso pone problemi evidenti di circolazione stradale alla mobilità veicolare di ogni genere e a quella pedonale, sia per il periodo dei lavori che per dopo, nonché di adeguato potenziamento dei parcheggi. Non sembrando sufficiente quanto indicato nel progetto esecutivo, si chiede che ne sia discusso pubblicamente il progetto specifico preannunciato. Destinare l’edificio storico a servizi per gli anziani: poiché quest’opera non è inserita neppure nel piano comunale 2021-2023 delle opere pubbliche e manca anche una valutazione sulla sua concreta fattibilità, sia in termini di tempo che di costi, non se ne garantisce, terminato l’uso attuale, un recupero negli anni a venire, anche perché l’edificio, essendo vincolato dal Codice dei beni culturali, pone forti limiti ai lavori da farsi. Nel parere del servizio Edilizia è scritto: “L’edificio, non più sede dell’attuale scuola, dovrà essere oggetto di un’opportuna strategia urbanistica e di utilizzo che ne impedisca un rapido degrado con conseguente danno all’intera comunità”. Occorre dunque, anche per questo edificio da restaurare, almeno uno studio di fattibilità, coerente con l’obiettivo di scongiurare tale rischio".

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