Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Nuova vita agli storici 'Caselli' delle Saline di Cervia e alla 'Strambina': diventeranno ostelli e hotel di lusso

I Caselli lungo il perimetro della salina in origine erano 13, dei quali oggi ne restano 5. Servivano soprattutto per evitare furti e contrastare il contrabbando del sale e sono rimasti in funzione fino alla fine degli anni ‘50

Dopo la firma della proroga alla concessione al Comune delle saline fino al 2057, l’amministrazione comunale di Cervia è già al lavoro per la valorizzazione dell’area. In questi anni l’impossibilità di disporre del patrimonio in modo concreto e lo scorrere inesorabile del tempo hanno influito negativamente sulle condizioni degli immobili, che attualmente versano in condizioni di degrado. Il rinnovo e il prolungamento del periodo di disponibilità per i prossimi decenni offre finalmente le condizioni ottimali per mettere in atto i programmi di sviluppo sui quali da tempo l’amministrazione è al lavoro. Si tratta di progetti rigenerativi che prevedono un percorso di recupero valorizzazione e in alcuni casi anche di di riconversione d’uso degli immobili presenti all’interno dell’area saline, con l’intento di gettare le basi anche per una sostenibilità di lunga durata. Si tratta di investimenti imprenditoriali e culturali che vedranno la collaborazione pubblico-privato sul percorso di valorizzazione dell’intero comparto, sia in ambito culturale sia in ambito turistico,con una offerta nuova che andrà ad integrare l’attuale rete di servizi.

L’amministrazione sta predisponendo i bandi pubblici che daranno il via al processo di rigenerazione degli immobili con la ristrutturazione di alcuni caselli della salina e dell’immobile "stambrina” che si trova sulla via Salara Statale 1 in prossimità delle saline, sulla via che porta a Forlì. L’articolato progetto di ristrutturazione e valorizzazione inizia con il lavoro su 3 caselli: Casello Ravenna, Casello Cesena e Casello del Diavolo. La loro nuova destinazione d’uso sarà di tipo ricettivo-turistico ad alto livello. Questa operazione donerà una nuova vita agli immobili, ma andrà anche a rafforzare ed integrare l’offerta locale con innovativi servizi turistici di alta qualità che si vanno ad aggiungere alla già importante offerta della città. Al limitare della salina si trova inoltre l’immobile detto “stambrina” sito in Via Salara Statale 1, fino al 1998 un centro di prima accoglienza per stranieri divenuto poi Centro di accoglienza per lavoratori immigrati. Questo immobile diventerà un servizio ricettivo rivolto specificatamente ai giovani. Cervia aprirà quindi un ostello, tipologia di servizio non ancora presente sul territorio che andrà ad ampliare l’offerta turistica dedicata al target giovani. I bandi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del comune di Cervia nella sezione Bandi e Concorsi.

“Si tratta di un primo step di un ampio progetto che prevede la ristrutturazione di tutti gli immobili della salina che rinasceranno, uno dopo l’altro, a nuova vita - dichiara il sindaco Massimo Medri - Vogliamo far crescere ulteriormente le Saline di Cervia, già note in tutto il mondo per il brand "Sale di Cervia", dal punto di vista culturale e turistico oltre che commerciale, lavorando in sinergia con operatori e specialisti del settore. La ristrutturazione dei caselli e dell’immobile “Stambrina” costituisce il primo passo nel progetto di rivalutazione dell’area, che proseguirà nei prossimi anni con il recupero del "Ricovero delle Burchielle" e col Museo delle Acque. Passeremo poi agli altri immobili presenti nell’area e a percorsi di valorizzazione della storia e della cultura della nostra realtà, esaltando in particolare lo spessore delle nostre origini attraverso la realizzazione di un parco archeologico”.

I Caselli lungo il perimetro della salina in origine erano 13, dei quali oggi ne restano 5. Costituivano importanti punti di controllo dell’area della produzione e venivano utilizzati per il controllo di entrate ed uscite dalla salina da parte dei salinari e per impedire l’ingresso ad estranei. Servivano soprattutto per evitare furti e contrastare il contrabbando del sale. Sono rimasti in funzione fino circa alla fine degli anni ‘50.

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