Coronavirus, nuovo decreto: che cosa cambia e cosa fare per stare sicuri

Il testo integrale del provvedimento aiuta a chiarire gli ultimi dubbi su mascherine, smart working, locali pubblici e sport amatoriali

Il nuovo Dpcm del 13 ottobre firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza e pubblicato in Gazzetta Ufficiale entra in vigore e porta nuove regole Covid e nuovi modelli di comportamento per frenare l'epidemia di Coronavirus. Il testo integrale del provvedimento aiuta a chiarire gli ultimi dubbi su mascherine, smart working, locali pubblici e sport amatoriali, mentre la storia delle feste private vietate e del massimo di sei persone non conviventi in casa è stata ridimensionata a raccomandazione dopo gli annunci.

Dpcm: che cosa cambia e cosa no

Le misure che entrano in vigore da mercoledì cambiano in qualche modo le nostre abitudini di vita. Le misure più importanti riguardano le mascherine: il testo spiega che, ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid-19, è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonche' delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione di tali obblighi:

- per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
- per i bambini di età inferiore ai sei anni;
- per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con gli stessi versino nella stessa incompatibilità.

È fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi, stabilisce il testo. In più, la quarantena resta di 14 giorni per chi entra in Italia da Paesi extra Ue. Il Dpcm stabilisce che l'operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono alla prescrizione della permanenza domiciliare e informano la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera), nonché di mantenere:

- lo stato di isolamento per quattordici giorni dall'ultima esposizione;
- il divieto di contatti sociali;
- il divieto di spostamenti e viaggi;
- l'obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

Dpcm in vigore: che cosa si può fare e cosa no

Una serie di norme riguardano le attività quotidiane: è confermato lo smart woking per i dipendenti della pubblica amministrazione, che viene indicato in “almeno” il 50% (all’inizio si era ipotizzato il 70%) di coloro che possono svolgere la loro attività a distanza. Tra i divieti da segnalare ci sono:

- lo stop alle gite scolastiche
- lo stop agli sport amatoriali (ma non ai campionati giovanili)
- il divieto di essere accompagnati al pronto soccorso
- la chiusura anticipata alle 24 per bar e ristoranti

Ci sono poi, segnala Il Messaggero, altre attività che si possono svolgere ma con limitazioni:

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- allo stadio con grandi limitazioni: "15% rispetto alla capienza totale e non oltre i 1.000 spettatori per manifestazioni all’aperto e di 200 in luoghi chiusi";
- cerimonie religiose: per i banchetti di matrimoni e cresime è fissato il limite di 30 invitati rispettando il distanziamento;
- incontri in casa con amici: nel dpcm si "raccomanda di evitare feste nonché di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei";
- compleanni, lauree e tutti gli altri festeggiamenti saranno vietati nelle discoteche. Si potrà farlo al ristorante, purché seduti.

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