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Un punto di ristoro immerso nel verde della Rocca Brancaleone: apertura a Pasqua

I lavori stanno per iniziare e il punto ristoro diventerà un luogo di degustazione dei cibi locali, rigorosamente rispettoso della tradizione anche se, spiegano i gestori, non fino in fondo

Un luogo immerso nel verde dove poter assaggiare i migliori piatti della cucina tradizionale romagnola. L’associazione temporanea di imprese (Ati) - composta da Cooperativa San Vitale, Villaggio Globale e società Jem, che nel 2018 si è aggiudicata il bando del Comune per l’affidamento e la riqualificazione del punto di ristoro e dell’area verde della Rocca Brancaleone - continua, pur in un momento storico difficile,  il percorso di valorizzazione iniziato un anno fa e avvia i lavori di ampliamento del punto di ristoro.

L’obiettivo è quello di contribuire alla ripartenza delle attività, alla rinascita della stessa città nel suo complesso ed essere pronti alla riapertura, imprevisti permettendo, per le festività pasquali 2021. Nel 2020 sono successe molte cose note a tutti che hanno rallentato il percorso programmato; tuttavia proprio in questa stagione di fermo è indispensabile portare a termine la progettazione del Comune con l’ampliamento del punto ristoro che contribuirà alla  massima frequentazione sociale della Rocca Brancaleone, rendendola luogo accogliente e centro di cultura del territorio.

 “Per l’amministrazione comunale – afferma l’assessore alle attività produttive Massimo Cameliani - la riqualificazione della Rocca è un obiettivo strategico perché si tratta di un luogo dalle potenzialità enormi che devono essere indirizzate e perseguite con grande impegno e lungimiranza; l’ampliamento del punto di ristoro, per il quale il Comune ha previsto un contributo a fondo perduto, rientra nel generale piano di valorizzazione, piano che comporta un impegno economico ingente e che, una volta realizzato, consentirà a ravennati e turisti di fruire di uno spazio suggestivo, spazioso ed estremamente godibile”.

I lavori stanno per iniziare e il punto ristoro diventerà un luogo di degustazione dei cibi locali, rigorosamente rispettoso della tradizione anche se, spiegano i gestori, non fino in fondo: la cucina della tradizione è frutto di varietà, fasi storiche e molto spesso del bisogno di sopravvivere, ma è anche frutto dell'intelligenza di persone che hanno saputo trasformare e innovare. Pertanto vi sarà celebrata, anche con qualche variazione, la storia culinaria romagnola affinchè tutti si sentano subito a casa, con l’entusiasmo tipico romagnolo. Il costo complessivo previsto dei lavori si aggira intorno ai 300mila euro.

La riqualificazione è cominciata nel marzo 2019; il bando aveva la finalità di rivalutare uno spazio pubblico fortemente identitario per la città promuovendolo al massimo. Primo obiettivo dell'Ati è stato quello di valorizzare la Rocca Brancaleone come servizio pubblico, ponendola al centro del rilancio del quartiere circostante e del turismo cittadino attraverso azioni sociali. Dal primo giorno i lavoratori svantaggiati della San Vitale si sono presi cura di tutti gli spazi comuni della Rocca e del verde, ma con il primo lockdown è cominciata la fase più fertile della collaborazione. Tra febbraio e maggio la Rocca Brancaleone, in parte virtualmente e in parte in presenza, è stata il luogo di formazione di un percorso socio riabilitativo per favorire l'autonomia occupazionale attraverso una convenzione fra cooperativa sociale San Vitale e Dsm Dp Ravenna al quale, nonostante si fosse verso il termine della stagione, è seguita anche l'assunzione di uno dei ragazzi.

In una estate molto complessa per il terzo settore, Villaggio Globale ha integrato nella programmazione della Rocca il centro estivo di “Tra le Nuvole”, che è stato di servizio a centinaia di famiglie ravennati e, in un periodo in cui le palestre erano inaccessibili, ha coordinato gli spazi e i tempi della disponibilità per tutte le associazioni sportive che avevano bisogno di uno spazio all'aperto. Il risultato è stata una palestra a cielo aperto di una forza vitale unica. Dopo poco più di un anno si può definire conclusa la prima fase, quella del riavvio dell'intera area e della costruzione delle relazioni con il tessuto associativo cittadino. Fino ad ora l'utilizzo della Rocca è stato stagionale, ma l’Ati ritiene che l’obiettivo per poter definire il progetto di riattivazione sociale pienamente riuscito sarà raggiunto con l’utilizzo e la frequentazione durante l’intero arco dell’anno.

Le persone frequentano la Rocca perchè è un luogo unico dal grandissimo fascino: la cultura veneziana, il respiro europeo, la suggestione delle mura sono elementi di fortissima attrattività. Tuttavia la fruizione di un bene culturale grande come la Rocca richiede al contempo di fornire un numero importante di servizi, primo tra tutti, appunto, il ristoro.

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