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Cronaca

"La Giunta dichiara guerra ai poveri e specula sulla paura": la sinistra contro il nuovo regolamento di Polizia municipale

Manzoli: "Troveremmo una città divisa in due aree: una da ripulire e mostrare all’esterno, l’altra nelle periferie in cui nascondere i problemi sociali". Paglia: "Fusignani si atteggia a leghista"

Continua a far discutere la bozza del nuovo regolamento di Polizia municipale presentato nei giorni scorsi dal vicesidanco e assessore alla sicurezza del Comune di Ravenna Eugenio Fusignani. "Il vicesindaco non demorde: l'operazione di "ripulizia del centro", come spesso l’ha definita, continua senza alcuna marcia indietro o ripensamento - commenta il capogruppo di Ravenna in Comune Massimo Manzoli - In mancanza di una bozza e della discussione consigliare sul regolamento, è evidente come l’annuncio del vicesindaco sia un annuncio politico della giunta De Pascale. Da quanto apprendiamo, se il regolamento entrasse in funzione (e quando avremo la bozza faremo un’analisi tecnica) troveremmo una città divisa in due aree: una da ripulire e mostrare all’esterno (in cui vietare volantinaggio ed elemosina e multare prostituite), l’altra nelle periferie in cui nascondere i problemi sociali invece di provare a risolverli".

Sono tre - tra gli altri - gli elementi emersi che, secondo il consigliere d'opposizione, destano grande preoccupazione: "Innanzitutto sarebbe previsto il daspo urbano per chi chiede l’elemosina in tutte le forme, anche non aggressive. Ravenna passerebbe dalla città dell’associazionismo e della solidarietà a quella de “la povertà è un crimine”. Assurdo e grave il divieto di volantinaggio e la richiesta specifica dell’occupazione di suolo pubblico anche per pochi centimetri: non vorrei essere negli agenti della Municipale che saranno costretti ad applicare queste norme. E una menzione speciale va anche all’idea di multare da 100 a 400 euro le prostituite per come sono vestite. Invece di affrontare il problema dello sfruttamento, della tratta di ragazze costrette a stare in strada, il vicesindaco immagina di multarle per la gonna troppo corta. Siamo alla farsa. Se nessuno della Giunta correggerà questa linea, in commissione e consiglio faremo di tutto per impedire l’attuazione di questo nuovo regolamento".

Anche Giovanni Paglia, di Liberi e Uguali, si schiera contro la proposta di regolamento, lanciando un appello al sindaco De Pascale. "Se oggi sei sindaco, lo devi anche a chi come me ti ha votato al secondo turno per evitare che la destra potesse governare Ravenna - attacca Paglia - Avrei voluto risparmiarmi una giunta che dichiarasse guerra ai poveri in nome di un presunto decoro urbano, scagliandosi contro chi chiede l’elemosina per vivere o semplicemente utilizza liberamente gli spazi pubblici. Non ho mai sopportato chi specula elettoralmente sulla paura delle persone, chi alimenta un clima di intolleranza, chi pretende di far valere per tutti la propria morale. So che tu su queste cose la pensi in modo molto simile a me. Per questo mi permetto di chiederti se tu ritenga coerente con il tuo programma di mandato un vicesindaco che si atteggia a leghista senza esserlo. Ti chiedo se le sue recenti esternazioni su daspo ai questuanti, fruizione del centro storico, persino possibilità di volantinaggio siano rappresentative della giunta o iniziative di carattere personale. Credo non interessi solo a me, ma a tante e tanti che in nome di un’idea di città aperta, libera e tollerante ti abbiano votato al primo o al secondo turno".

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere: "Mi sento di tranquillizzarti - spiega De Pascale a Paglia - i valori della città di Ravenna non sono in discussione, così come non lo sono quelli dell'amministrazione comunale e di tutta la maggioranza che la guida. La nostra città investe risorse economiche e culturali per contrastare la povertà e l'emarginazione sociale, per promuovere politiche di integrazione. Ravenna combatte il razzismo in ogni sua forma e fa dell'accoglienza e della solidarietà elementi identitari della sua azione quotidiana. Il nostro dibattito non si fermerà mai fra tollerare o non tollerare una mano al lato della strada, e la nostra missione non è la carità, scelta sì nobile ma volontaria e individuale, ma l'universalità e l'esigibilità dei diritti. Aiutare una persona in stato d'indigenza è un dovere e risponde a un diritto che riconosciamo a qualunque essere umano, di vedere rispettata la sua dignità e venire corrisposto nei suoi bisogni fondamentali".

"La sfida che ha davanti la nostra città, e con lei il nostro Paese, però, oggi è più difficile e pesante del passato - aggiunge il sindaco - La crisi economica sta facendo conoscere disoccupazione, difficoltà economica, perdita di prospettive a una parte sempre più grande della popolazione che, giustamente, chiede protezione e sicurezza alle istituzioni. La destra in tutto il mondo è stata capace di saldare, quasi inscindibilmente, la domanda di protezione, sicurezza e ordine con la necessità, a loro dire ineludibile, di escludere il diverso, di chiudersi saldamente dentro le proprie mura. La ricetta, oltre che disumana, è persino fallimentare. La capacità che è mancata e che tuttora manca alla sinistra è, invece, quella di costruire un pensiero nuovo che sia in grado di tenere insieme la sicurezza, l'ordine pubblico e il rispetto delle regole con la solidarietà, l'integrazione e l'apertura e di far comprendere ai cittadini quanto questi valori siano tutt'altro che antitetici. Non è megalomania, ma anche in una città si può provare a dare un contributo in tal senso: in due anni Ravenna ha preso in gestione l'accoglienza dei profughi e riportato in comune i servizi sociali e, al contempo, ha sconfitto l'abusivismo in spiaggia e riportato legalità agli Speyer. Ha aumentato l'organico degli assistenti sociali e della Polizia municipale. Il regolamento di Polizia urbana che andrà in consiglio comunale si muoverà in questo solco e sarà ovviamente oggetto di un ampio dibattito a cui sono certo anche Ravenna in Comune saprà dare un contributo positivo".

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