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Nuovo appello dei Verdi alla Regione: "Dichiari lo stato d'emergenza climatica"

Eventi meteo sempre più estremi si stanno verificando sempre più spesso in Emilia Romagna come in altre zone d'Italia e del mondo

Eventi meteo sempre più estremi si stanno verificando sempre più spesso in Emilia Romagna come in altre zone d'Italia e del mondo. Dopo i nubifragi e le grandinate anomale del 22 giugno, la successiva ondata di calore con la temperatura al di sopra delle medie stagionali usuali e l’ozono in concentrazioni pericolose per la salute, mercoledì 10 luglio la riviera adriatica romagnola è stata colpita da nubifragi, grandinate e una tromba d’aria che a Milano Marittima ha causato, tra l’altro, la caduta di tantissimi alberi. Lunedì 15 luglio un’insolita perturbazione meteo ha nuovamente colpito il cervese.

"Il livello di allarme per questi fenomeni meteo estremi che si ripetono con inconsueta frequenza, a riprova che i cambiamenti climatici sono in atto, è ormai generale, anche a causa dei danni economici e materiali, e non solo ambientali, e dell’impatto che hanno sulla qualità della vita e la salute - commentano i Verdi Emilia-Romagna - I danni materiali riguardano sistema idrogeologico, agricoltura, turismo, abitazioni, auto parcheggiate all’aperto schiacciate da alberi e ammaccate da chicchi di grandine grossi come uova. La concentrazione globale di CO2 in atmosfera, causa prima del cambiamento climatico, ha raggiunto 415 parti per milione, il più elevato livello mai registrato. Occorre ridurre drasticamente i gas serra prodotti dalle attività umane ambientalmente insostenibili. Da anni le Accademie delle Scienze e l’Ipcc – il team di scienziati di 196 paesi che studia cause ed effetti dei cambiamenti climatici per conto dell’Onu – ammoniscono i governi che occorre muoversi per bloccare il trend di questo fenomeno riducendo drasticamente le emissioni di gas climalteranti fino ad azzerarle al 2050. Nell’ultimo rapporto pubblicato ad ottobre 2018 l’Ipcc ha sottolineato che abbiamo 11 anni di tempo per invertire la rotta dei cambiamenti climatici prima che esca dal nostro controllo. Anche autorità religiose e morali come Papa Francesco (vedi in particolare l’Enciclica Laudato Si’) e il Dalai Lama invitano ad agire con urgenza. In Emilia Romagna in un anno ogni abitante produce in media 10 tonnellate di anidride carbonica. Una quantità abnorme che va drasticamente ridotta con la conversione ecologica dei sistemi di produzione, dei trasporti, dell’edilizia, dei comportamenti individuali, affinché anche la nostra regione contribuisca positivamente a invertire il trend dei cambiamenti climatici. Servono anche efficaci misure di adattamento e per la resilienza del territorio".

Alla luce di tutto ciò, i Verdi chiedono nuovamente alla Regione Emilia-Romagna di dichiarare lo stato di emergenza climatica (come hanno già fatto, tra gli altri, Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Lussemburgo, Catalogna, Canada e Toscana) e di operare, con urgenza, con una pianificazione e investimenti coerenti a sostegno delle suddette politiche e di una svolta in chiave di sostenibilità energetico-climatica. "Rapido abbandono delle energie fossili, incremento delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, incremento del trasporto pubblico, in particolare su ferro, agricoltura biologica, edilizia a basso consumo energetico e in grado di produrre l’energia impiegata in abitazioni e uffici, risanamento idrogeologico, economia circolare e green economy - spiega Silvia Zamboni, capolista di Europa Verde nel Nord-Est - sono i settori a sostegno dei quali è urgente agire con programmazione, investimenti e scelte adeguate per dare sostanza alla dichiarazione di emergenza climatica. Le parole non bastano: occorrono azioni concrete e coerenti".

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