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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Nuovo decreto, spostamenti tra regioni vietati fino al 27 marzo

Il provvedimento contiene anche un'importante novità che riguarda le aree del Paese soggette a maggiori restrizioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto anti-Covid che proroga il blocco degli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo 2021. Il provvedimento contiene anche un'importante novità che riguarda le aree del Paese soggette a maggiori restrizioni. Nelle zone rosse non varrà più la regole della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni, valida invece per le zone gialle e arancioni. Insomma, nelle aree di colore rosso il lockdown sarà ancora più rigido. Ma per avere conferma delle nuove misure bisognerà attendere il testo del provvedimento.

Stanto a quanto riportato dalle agenzie di stampa, le novità principali del nuovo decreto sono dunque le seguenti:

- blocco degli spostamenti tra le regioni (anche in fascia gialla) prorogato fino al 27 marzo 2021;

- limitazione delle visite nelle case private in zona rossa: non varrà più la regole della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni.

Per quanto riguarda il blocco alla circolazione tra le regioni, resteranno valide le deroghe che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi. Ci si potrà dunque spostare per esigenze lavorative, motivi di salute, situazioni di necessità o per far rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Sarà comunque sempre necessario compilare l'autocertificazione. 

Bonaccini: "Serve un cambio di passo"

“Già domenica abbiamo manifestato ai Ministri Gelmini e Speranza il consenso delle Regioni alla proroga delle misure relative al blocco degli spostamenti interregionali - ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini - Ora però c’è l’esigenza di due incontri urgenti fra il Governo e le Regioni. Il primo a brevissimo termine sui contenuti che dovrà avere il prossimo Dpcm per il contenimento dell’emergenza Covid-19. Il secondo, per il quale comunque i tempi stanno stringendo, dovrà riguardare il lavoro di squadra che Governo e Regioni dovranno portare avanti per un efficace utilizzo delle risorse che saranno previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Domenica abbiamo inviato al Governo le nostre prime proposte (pubblicate sul sito della Conferenza delle Regioni) che abbiamo approvato all’unanimità, al di là delle identità politiche e territoriali. Un fatto certamente non scontato e anche per questo aspetto mi auguro che il documento sia attentamente valutato da parte del Governo, Devo dire che già domenica ho notato la massima attenzione e sensibilità da parte dei due ministri. Ed è già un bel segnale”.

“Credo che tutte le istituzioni – ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni - avvertano l’urgenza di un cambio di passo per quel che riguarda il piano vaccini, anche in considerazione dell’alta potenzialità delle Regioni di imprimere un’ulteriore accelerazione della campagna vaccinale che oggi ha un’arma in più grazie all’accordo che abbiamo sottoscritto con i medici di medicina generale. Per questo motivo abbiamo chiesto al Governo un’attenta valutazione della possibilità di utilizzare la filiera farmaceutica e gli stabilimenti produttivi esistenti nel nostro Paese”. Quanto al prossimo Dpcm, Bonaccini ha sottolineato che “è giunto il momento di una rapida e comune riflessione sia su indici, criteri e parametri, così come occorre una rivisitazione delle categorie e delle attività rispetto alle stesse condizioni restrittive. Va razionalizzata anche la comunicazione delle decisioni assunte facendo in modo che ogni determinazione sia annunciata con congruo anticipo per non disorientare i cittadini, per non alimentare un clima di incertezza e per permettere le conseguenti scelte organizzative alle categorie interessate. Ma soprattutto occorre poi che la politica per i ristori realizzi i propri interventi in modo contestuale rispetto ad ogni decisione restrittiva ed è importante che dispieghi i suoi effetti indipendentemente dalla natura dell’ordinanza, sia essa ministeriale o sia essa regionale”. Traguardi per il raggiungimento dei quali Bonaccini ha assicurato “la massima collaborazione delle istituzioni nonché delle strutture regionali, a cominciare dal Gruppo di Lavoro ‘Emergenza Covid-19’ della Conferenza delle Regioni”.

La Lega: "Regione in fascia gialla dov’è possibile"

“A fronte delle decisioni del Consiglio dei Ministri di prorogare le restrizioni per spostamenti, pubblici esercizi, attività commerciali e di mantenere la suddivisione in aree gialle, arancioni e rosse, considerando la grave situazione economica e sociale in atto, ci appelliamo al presidente della Regione Stefano Bonaccini invitandolo a sollecitare il passaggio in fascia gialla dell’Emilia-Romagna, in caso dati certi e provati lo consentano, limitando, per necessità di rischio oggettivo, la fascia arancione a zone territorialmente limitate. Condividiamo, infatti, le dichiarazioni rilasciate da Bonaccini sulla necessità di cambiare schema e rivedere i parametri e le misure restrittive rispetto al concreto andamento della situazione sanitaria, adeguandoli sulla base di territori limitati”. Così in una nota il segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone, e il commissario della Lega Emilia, Andrea Ostellari, insieme al capogruppo della Lega in Regione Matteo Rancan.

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