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Nuovo dpcm, Bonaccini: "Divieto di asporto dopo le 18? Nessun vantaggio, sarebbe dannoso"

"Come Regioni abbiamo ribadito la nostra forte preoccupazione riguardo l’ipotesi di un divieto di asporto per i bar dopo le ore 18, che non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria"

"Positivo il lavoro che il Governo ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18". Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, ha sintetizzato l’esito del confronto di giovedì con i Ministri Boccia e Speranza e il Commissario Arcuri.

“Il lavoro congiunto Governo-Regioni per contrastare la terza ondata della pandemia da Covid-19 prosegue in modo costruttivo - spiega il presidente dell'Emilia-Romagna - Abbiamo avuto un'interlocuzione sui contenuti del prossimo Dpcm, che peraltro ci erano già stati anticipati lunedì scorso. Serve continuare così, in un’ottica di forte collaborazione istituzionale, mantenendo la guardia alta. Non appena riceveremo l’ultimo testo del decreto, invieremo poi puntuali osservazioni tecniche", ha spiegato Bonaccini, aggiungendo che "come Regioni abbiamo ribadito la nostra forte preoccupazione riguardo l’ipotesi di un divieto di asporto per i bar dopo le ore 18, che non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria e, al contrario, rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori, in particolare ai danni di categorie già fortemente colpite dalle restrizioni in queste settimane". Positivo “l'impegno del Ministro dell’Economia per uno scostamento di bilancio che consentirebbe ristori alle categorie economiche che saranno colpite dalle necessarie misure restrittive. Lo consideriamo necessario e ci aspettiamo un’applicazione certa e rapida". 

Infine, conclude Bonaccini, "abbiamo fatto il punto sull’aggiornamento del Piano Vaccini, condividendo insieme al commissario Arcuri un'impostazione che prevede, al termine della copertura destinata al personale sanitario e agli operatori e agli assistiti delle Residenze Sanitarie per Anziani, l’avvio di un'ulteriore fase di vaccinazione che interesserà la popolazione ultra ottantenne, per poi avviare la più generale campagna vaccinale destinata a tutti i cittadini, a partire dalle categorie più a rischio”.

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