Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Mille anni di storia di Ravenna racchiusi in una 'fabbrica della memoria': ecco "Classis"

Un giorno atteso da decenni quello dell'apertura del nuovo Museo della città e del territorio "Classis", realizzato nell'immensa struttura creata attraverso un ambizioso lavoro di recupero dell'ex zuccherificio di Classe

Foto Massimo Argnani

Struttura e sequenza espositiva

Il nuovo Museo di Classe è il Museo della città di Ravenna e del suo territorio. Classe è all’origine dell’importanza storica di Ravenna. Il museo intende raccontare attraverso alcuni snodi storici particolarmente significativi le vicende che caratterizzano la storia di Ravenna e del suo territorio. L’allestimento sarà fortemente innovativo nelle sue soluzioni espositive, ma non sarà un museo virtuale. Sarà invece un Museo nel quale, attraverso l’esposizione di monumenti e di alcuni materiali particolarmente significativi, si svilupperà un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà la nascita e l’evoluzione della città di Ravenna e della vicina città portuale di Classe, dall’Antichità fino ai giorni nostri. Si tratta di una storia avvincente che vede protagonista una delle più importanti città del Mediterraneo. E’ prevista una scansione lineare del tempo e delle diverse epoche che interessarono la città e il suo territorio: le origini etrusco-umbre, l’antichità romana, la fase gota, l’età bizantina, l’alto Medioevo. Accanto a questa Linea del tempo sono previsti alcuni approfondimenti che riguardano la crescita e lo sviluppo della città, la sua stratificazione, la flotta e la navigazione, la sua variegata etnicità, la produzione artistica, le consuetudini funerarie e le modalità della preghiera. Questo racconto, trattandosi di un museo, verrà fatto ricorrendo alla documentazione archeologica con un uso mirato dei reperti intesi come perno della narrazione: alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore ed importanza ad avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che potrà essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi. Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi e validi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Una particolare attenzione verrà dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altro ancora.

E’ poi importante sottolineare che fin dagli esordi verrà messa in atto una strategia di comunicazione indirizzata a collegare il Museo con i singoli siti del futuro Parco Archeologico di Classe, come l’area portuale e il complesso di San Severo. Il Museo sarà il vero cuore del Parco, un elemento pulsante, vivo, sempre attivo sui fronti della ricerca e della comunicazione. Qui confluiranno i reperti provenienti dai vari scavi, e qui il racconto di Ravenna e Classe verrà aggiornato ogni qual volta avrà luogo un nuovo ritrovamento rilevante (questo grazie ad una struttura espositiva particolarmente flessibile). Una piccola sezione dell’esposizione verrà infine dedicata all’edificio del Museo: un importante monumento dell’archeologia industriale, la cui importanza nel passato è ben viva nella memoria dei ravennati. Anche questo monumento verrà spiegato e raccontato. Perché, in definitiva, l’ex Zuccherificio è nella nostra concezione (e per sua stessa conformazione), una vera cattedrale. Come lo è la Basilica di Sant’Apollinare. E forse non è un caso che da lontano questi due edifici emergano sull’orizzonte piatto delle architetture più comuni e usuali. Una cattedrale/fabbrica della memoria, attraverso la quale si intende restituire alla comunità locale la sua storia; e nello stesso tempo ci si prefigge di raccontare ai molti visitatori che ogni anno arrivano a Ravenna un segmento affascinate e importante della sua storia. Il nuovo Museo di Classe, inteso come Museo della città e del territorio non si vuole assolutamente contrapporre ai Musei esistenti, ma al contrario si propone come struttura nella quale il visitatore troverà puntuali rimandi e continue sollecitazioni che lo spingeranno a recarsi negli altri musei della città e del territorio per tutti quegli ampliamenti che riterrà opportuni o necessari.

Il Museo costituirà quindi un volano per altri siti e musei del territorio, un vero e proprio portale concepito anche per suggerire ai visitatori ulteriori itinerari di approfondimento. E’ una impostazione che non solo ci evita una banale e superata contrapposizione tra musei, ma ci mette al contrario nelle condizioni di perseguire una costante collaborazione con tutti gli altri Musei della città e del territorio, piccoli o grandi che siano. E in primo luogo ci sarà una sintonia alta e forte con i Musei che dipendono dal Polo Museale Regionale (Museo Nazionale di Ravenna e Museo del Palazzo di Teodorico) con i quali siamo riusciti a mettere in atto una proficua collaborazione già in questa fase allestitiva (esiste un accordo che definisce ed elenca tutti i materiali da esporre, anche quelli che attualmente si trovano in questi Musei); sia soprattutto per il futuro con la ferma intenzione di lavorare insieme per una valorizzazione più piena e più integrata del nostro patrimonio culturale.

Una parte consistente dell’esposizione sarà dedicata alla sequenza cronologica della città e del suo territorio (la linea del tempo) e una parte ad alcuni approfondimenti tematici.

LA LINEA DEL TEMPO

Le origini: storia e leggenda. Ravenna tra Etruschi e Umbri - Ravenna fu sicuramente interessata, oltre che da un popolamento umbro,ampiamente diffuso nel suo territorio, anche da una presenza etrusca quando gli Etruschi dell’interno di Bologna e Marzabotto, cacciati dai Galli, si riversarono sulla costa adriatica (Spina, Adria, Ravenna e Rimini) per dedicarsi ad azioni di pirateria che in antico era sinonimo di commerci. 

Età romana: Una palude, una flotta, una città - Nei primi secoli della dominazione romana Ravenna era una piccola città di non particolare importanza. Le cose iniziano a cambiare al tempo di Augusto, quando il primo imperatore stabilì che la principale flotta militare per il controllo del Mediterraneo orientale avesse sede proprio a Ravenna. Da questo momento Ravenna diventerà uno dei più importanti porti del Mediterraneo.

Età tarda e imperiale: Centro del potere e crocevia dei commerci - Ravenna diventa una delle più importanti città dell’impero all’inizio del V secolo quando l’imperatore Onorio decide che sarà la capitale dell’Impero d’Occidente e stabilisce qui la sua residenza. La superficie della città aumenta in maniera notevole, si costruiscono nuove mura e molti monumenti grandiosi. Nasce anche il nuovo centro di Classe, che accoglie un grande porto commerciale, e questa grande area urbana diventa una conurbazione composta da Ravenna, Cesarea e Classe.   

Ravenna e Teodorico (493-526) – Alla fine del V secolo Teoderico invade l’Italia alla testa dei Goti e dà vita ad un nuovo regno, la cui capitale è ancora una volta Ravenna. Il regno goto a Ravenna è un’epoca all’insegna della tolleranza e della coesistenza tra genti diverse: romani (cioè italiani), goti, africani, armeni, palestinesi, e molti altri. Ravenna è un luogo cosmopolita, dove si parlano molte lingue e si praticano religioni differenti. 

Ravenna e la conquista bizantina (540) - Nel 535 l’imperatore Giustiniano sferra l’attacco contro l’Italia, per conquistarla. Inizia così la guerra tra bizantini e goti, e molto presto - nel 540 - Ravenna cade in mano ai bizantini. La guerra si risolverà nel 553 con la vittoria dell’esercito imperiale, e Ravenna verrà poi scelta come città principale della provincia d’Italia, annessa all’impero bizantino. Per la terza volta nella sua storia Ravenna è capitale, e ora si costruiscono alcuni dei suoi più importanti monumenti: San Vitale, Sant’Apollinare in Classe e San Severo.

APPROFONDIMENTI TEMATICI

Ravenna e il mare - Il rapporto della città con il mare è un tratto essenziale della sua storia. Crocevia di commerci fin dalle sue origini Ravenna è un importante snodo di traffici e di relazioni che si consolidano in epoca antica con tutta l’area del mediterraneo. In età tardo antica diviene uno dei maggiori porti commerciali del Mediterraneo.  

Pregare a Ravenna - Una sezione  espositiva interamente dedicata ai modelli architettonici ecclesiastici per i quali Ravenna è cosi importante dal punto di vista monumentale e nel campo delle relazione con tutto l’arco adriatico e con l’Oriente. 

Abitare a Ravenna - Lo studio delle tipologie abitative è uno dei maggiori campi di interesse della storia di Ravenna in ragione anche dei notevoli ritrovamenti archeologici avvenuti in città. Lo scopo è quello di mostrare i caratteri abitativi presenti nel territorio, dalla unificatrice fase romana fino allo sviluppo di una peculiare fisionomia, soprattutto nella fase tarda dell’impero e poi in epoca bizantina, per la quale Ravenna diventerà anche un polo di irradiazione di modelli e tecniche.

San Severo: dalla villa al monastero - Attraverso immagini, planimetrie e elaborazioni grafiche, verrà illustrata l’intera e articolata evoluzione nel tempo dalle fasi insediative del sito archeologico, dalla villa romana fino al complesso monastico di san Severo, importantissimo presidio monastico fino all’epoca degli Ottoni e oltre.

La Fabbrica  - Una piccola sezione dell’esposizione verrà infine dedicata all’edificio del Museo: un importante monumento dell’archeologia industriale, la cui importanza nel passato è ben viva nella memoria dei Ravennati.

Ma il Museo non sarà un semplice “contenitore di materiali”: sarà anche un attivo centro di ricerca, perché alla luce di accordi già in atto, accanto alle sale espositive, ci saranno anche ampi laboratori per lo studio e per il restauro dove docenti e studenti dell’Università potranno svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. E quindi sarà un Museo dove, in linea con le strutture museali più avanzate di tutta Europa, si svolgerà un’attività di ricerca e di formazione di altissimo profilo.

Cosa troveremo nel museo?

Al Museo saranno esposti oltre 600 reperti: di seguito segnaliamo i principali.

Kylix attica a figure nere, ceramica, epoca preromana: si tratta di un raffinato prodotto della ceramografia greca che circola precocemente in Adriatico e nel territorio di Ravenna controllato da Etruschi e Umbri.

Mosaico con raffigurazione di pugili, marmi differenti, metà I sec. a. C: grande mosaico con riquadro centrale di forma circolare, circondato da cornici di vario tipo: con decorazione a treccia, a greca, a dentelli. Nel riquadro, i resti di una scena che vede protagonisti due pugili, entrambi nudi. Uno – il vincitore – è in piedi, con accanto un vaso rovesciato.  L’altro pugile è a terra, sconfitto. La scena potrebbe rappresentare un episodio mitico legato al viaggio degli Argonauti: la sfida per l’acqua tra Amico (re dei Bebrici) e Polluce, il dioscuro. Il mosaico faceva parte di una delle fasi più antiche della grande residenza aristocratica (domus) ritrovata in via d’Azeglio, a Ravenna, dove oggi è possibile visitare la Domus dei Tappeti di Pietra.

Statua di donna, marmo, I secolo d. C: statua di donna priva della testa. Vestita di tunica (chitone) e mantello (hymation), la figura poggia sul piede sinistro, che calza un sandalo. Forse la statua faceva parte di un gruppo di sculture che decoravano un edificio pubblico, possibilmente a Ravenna.  Nel V secolo l’opera fu riutilizzata come materiale edilizio per la costruzione del porto di Classe.

Bulla in oro con  decorazione a sbalzo a grappoli d’uva, I secolo d. C

Testa della dea Fortuna, marmo, II secolo d.C: testa della dea Fortuna (Tyche); è incoronata da una cinta di mura, dettaglio che la identifica come protettrice di una città. La scultura è stata trovata a Classe, e forse la statua a cui apparteneva faceva parte della decorazione di un tempio di Ravenna.

Stele funeraria di un classiario, marmo, prima metà del I secolo d.C: militare della flotta navale di Classe imbarcato nella liburna Aurata

Sarcofago di Vibio Proto, pietra calcarea, III secolo d. C: sarcofago di Vibio Proto, liberto (cioè uno schiavo poi liberato dal suo padrone). Conosciamo bene il dedicante, Vibius Seneca: ad Efeso è stata trovata una iscrizione onoraria del 246 che lo riguarda.  A quel tempo Vibio Seneca era impegnato nella campagna persiana dell’imperatore Filippo l’Arabo, con la carica di comandante (“dux vexillationis”). Il sarcofago di Classe dimostra che successivamente lo stesso Vibio Seneca fu promosso a prefetto della flotta ravennate. E’ un sarcofago di ottima fattura, con coperchio a doppio spiovente e ricoperto di squame. Sui lati, due edicole a timpano; al centro, l’iscrizione, dentro una cornice (tabula ansata). La decorazione è stata lasciata incompiuta.

Fibule ad arco, argento, con tracce di doratura, prima metà del V secolo d. C: i due oggetti si compongono di un elemento semicircolare (testa) e di uno allungato (staffa), saldati tra loro. Le due spille, trovate nel 1980 in una necropoli a Castel Bolognese, fermavano il mantello di una defunta sulle spalle.

Mosaico dal cosiddetto Palazzo di Teoderico, marmo bianco d’Istria, nero d’Italia, cotto, palombino, rosa di Verona. Inizio del VI secolo d. C: il pannello è interamente decorato con motivi geometrici: losanghe, squame, trecce, graticci. Il mosaico, realizzato probabilmente al tempo di Teoderico, costituiva il pavimento di una piccola stanza del palazzo imperiale, nell’ala Sud.

Tesoro di Classe, argento, con tracce di doratura, inizio del VII secolo d. C: il tesoro comprende 7 cucchiai e una coppa (patera), probabilmente prodotti a Ravenna. Gli oggetti facevano parte di differenti servizi da tavola, forse proprietà di una famiglia ravennate di alto rango e furono nascosti a Classe, tra l’VIII e il IX secolo, dentro una fossa scavata accanto ad una strada, nella zona portuale.

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