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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Ecco il nuovo pronto soccorso, più posti letto entro il 2024: "Cambiamento radicale, sarà un luogo flessibile"

Il pronto soccorso dell'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna cambia volto. O meglio, lo 'allarga'. I lavori avranno inizio entro il mese di marzo e si protrarranno fino a luglio 2024, prevedendo 4 macrofasi di intervento

Il pronto soccorso dell'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna cambia volto. O meglio, lo 'allarga'. E' stato presentato lunedì il nuovo progetto di ampliamento e adeguamento della struttura sanitaria, progettata agli inizi degli anni 2000 e che aveva a riferimento un numero di accessi significativamente inferiore. I lavori avranno inizio entro il mese di marzo e si protrarranno fino a luglio 2024, prevedendo 4 macrofasi di intervento - la principale si concluderà in settembre 2023 con il completamento dell’ampliamento che permetterà a sua volta l’esecuzione dei lavori anche all’interno dell’attuale pronto soccorso.

"Vi è stato negli anni, infatti, un incremento percentuale degli accessi pari a circa il 20% rispetto all’inizio degli anni 2000 (oltre 20.000 accessi all'anno in più), fino ad arrivare a quelli attuali che sono circa 100.000 all’anno - spiega Francesca Bravi, direttore del presidio ospedaliero di Ravenna - Inoltre, le caratteristiche dei pazienti che vi accedono sono mutate nel corso degli ultimi decenni: agli inizi degli anni 2000 gli accessi erano caratterizzati prevalentemente da eventi acuti, traumatologici, mentre oggi siamo di fronte a un progressivo invecchiamento della popolazione che si caratterizza per la cronicità, fragilità sociosanitaria e polipatologia, che comporta tempi di processazione del caso più lunghi, oltre che una maggiore complessità assistenziale e che oggi rende il pronto soccorso meno responsivo in termini strutturali e organizzativi. A tale situazione si è aggiunto l’effetto dirompente della pandemia: durante l’emergenza sanitaria, infatti, l’assetto della Medicina d’Emergenza-Urgenza si è molto modificato, avendo dovuto gestire malati critici infettivi, continuare a garantire cure a persone non infette ed evitare, per quanto possibile, contaminazioni".

La presentazione del nuovo pronto soccorso (foto M.Argnani)

Da allora si è proceduto tramite interventi tesi ad aumentare la capacità recettiva e la sicurezza dei percorsi del pronto soccorso, tramite la riorganizzazione degli spazi interni - alcuni ambulatori e studi sono stati prontamente ristrutturati al fine di rendere più razionali i percorsi e migliorare, per quanto possibile, il comfort dei pazienti in attesa (costruzione di un pre-triage all'ingresso del pronto soccorso e una separazione dell'area di triage al fine di dividere i percorsi di accesso dei pazienti a basso e a medio/alto rischio; implementazione di due ambulatori aggiuntivi nell'area a basso rischio e allestimento di un ambulatorio per le evoluzioni a codice giallo; realizzazione di un doppio accesso all’ambiente Obi, osservazione breve intensiva, alternativamente da parte di entrambe le aree a basso e medio/alto rischio al fine di fornire flessibilità in base alle esigenze del momento); tramite importanti lavori di ristrutturazione presso l’ex Rianimazione e l’ex Obi (prossimi al pronto soccorso), che hanno ampliato di circa 800 metri quadri lo spazio a disposizione dei pazienti in attesa di ricovero da pronto soccorso, con un aumento di 24 posti letto di Admission and Discharge Room e la possibilità di utilizzare un box di isolamento con pressione negativa.

L’attivazione di questi spazi ha migliorato i tempi di boarding e separato i percorsi in ospedale, riducendo sia i tempi di ricovero, sia il numero di pazienti presenti all’interno degli spazi del pronto soccorso, specie in open space. Gli interventi attuati nel breve termine hanno rappresentato tuttavia soluzioni compensative che non sono pienamente sufficienti per fornire risposte adeguate alle gravi criticità esposte. Dal punto di vista strutturale, occorre infatti sottolineare che l'analisi approfondita tecnico-funzionale dei flussi e degli accessi, insieme alle specificità di cui tener conto per affrontare le emergenze epidemiche o pandemiche (che ci si aspetta essere ricorrenti ogni 5-10 anni, da indicazioni del Ministero della Salute) hanno evidenziato la necessità di ampliare il numero delle postazioni dell'area a media complessità e dei posti letto di Obi, nonché le aree di attesa. Risulta inoltre cogente prevedere una conformazione strutturale tale per cui sia possibile articolare i percorsi, le aree di attesa e di visita in spazi separati e/o impiantisticamente separabili e di dimensioni congrue alle necessità, nell'ottica di dare risposte adeguate ai pazienti con diversi livelli.

L'Ausl: "Un cambiamento radicale"

"L'idea è quella di avere un'area il più flessibile possibile da dedicare alla cura di pazienti non programmati e che hanno necessità totalmente diverse tra di loro e in contemporanea - aggiunge Andrea Strada, direttore unità operativa Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Ravenna - Un pronto soccorso 'transformer', che possa trasformarsi a seconda delle esigenze dei periodi e a seconda del flusso. L'opportunità di questo progetto è giocare in un campo più largo la partita che adesso stiamo giocando in un campetto: il pronto soccorso è diventato un vero e proprio reparto, 20 anni fa erano semplicemente due laboratorietti. Questo è un cambiamento radicale, il pronto soccorso ci è esploso tra le mani perchè la domanda di salute non programmata negli ultimi 20 anni è esplosa".

"Quello per il pronto soccorso per la città è un investimento tra le priorità assolute - spiega il sindaco Michele de Pascale - Oltre al quanto si aspetta in attesa al pronto soccorso, è importante il come si aspetta: in questo senso è decisivo umanizzare gli spazi d'attesa. Altro tema è quello dell'attrattività dei luoghi di lavoro: essendo carente, il personale medico-sanitario può decidere dove andare a lavorare, quindi avere condizioni di lavoro di qualità è fondamentale. Ma dobbiamo anche rendere le cra senza più autonome per sgravare il pronto soccorso e quindi l'ospedale".

Non da sottovalutare il tema dell'investimento sul personale, necessario per far funzionare le nuove strutture: "Il personale è già aumentato, ma inevitabilmente dovrà aumentare ancora - conferma Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna - Probabilmente, a livello di disponibilità sul mercato di personale, le misure che il Governo che ha preso ci daranno risultati tra 5 anni: e prima? Bisogna assumere delle decisioni relativamente a quei medici che ancora non sono specializzati. Ma il problema riguarda anche il personale infermieristico: a livello nazionale servirebbero dai 220mila ai 300mila nuovi infermieri, e qui il paradosso è che abbiamo un eccesso di offerta formativa che non viene saturata. Una volta trovato il personale, poi, ovviamente c'è il problema di pagarlo, e il nostro è un sistema sottofinanziato. Per ora ci abbiamo messo delle toppe, è inutile girarci attorno: adesso auspichiamo di portare a casa un risultato che dia una risposta se non definitiva almeno a lungo termine".

Il nuovo pronto soccorso: come sarà

Il nuovo pronto soccorso quindi presenterà tre principali flussi: uno dedicato al percorso Covid (o comunque percorso infettivi) o da utilizzare quale polmone per i periodi dei picchi a cui è storicamente e periodicamente soggetto il pronto soccorso di Ravenna (stagionalità, influenza etc..), uno alla media e all’alta intensità e uno alla bassa intensità e fast-track ortopedico. Infine, si è ritenuto necessario prevedere di ricavare anche una zona dedicata alla diagnostica per la sola attività del pronto soccorso, essendo oggi presente solo una piccola sala di radiologia.

Il progetto prevede un ampliamento di circa 800 metri quadri, da realizzarsi, data la conformazione dell'edificio, attraverso una nuova costruzione in cui collocare l'area della media complessità (ove sono stai ricavati anche due box isolati) nonché di un’area da dedicare esclusivamente a pazienti Covid, ricavandovi ulteriori due box isolati (entrambe tali aree erano necessitanti in modo rilevante di maggiori postazioni e dunque maggior superficie rispetto all'attuale situazione), per complessivi 32 posti, contro i 14 posti oggi disponibili; la riconversione dell'attuale camera calda di circa 500 metri quadri da dedicare alle aree di attesa e triage separate per percorsi ad alto rischio infettivo e percorsi "puliti" e l’area ambulatoriale a bassa intensità, ove è previsto anche l’ambulatorio da dedicare anche all’integrazione territoriale; la modifica essenzialmente impiantistica dell'area di circa 400 metri quadri ove attualmente sono collocati i codici gialli - al fine di prevedervi l'area Obi che passa da 8 posti letto a 12 posti letto secondo le indicazioni regionali, mantenendo un box isolato - e infine prevede la conseguente rivisitazione del layout delle restanti aree del pronto soccorso per complessivi 1400 metri quadri, che saranno dedicate all’area dell’alta intensità (l’area codici rossi può ospitare fino a 4 pazienti), alla Radiologia di emergenza (radiologia tradizionale, tac e sala ecografica), al Fast Track ortopedico che sarà dotato di un ambulatorio chirurgico e alla zona riservata al personale e ai locali di supporto oltre che quelli, più riservati, per pazienti soggetti a violenza, piuttosto che per pazienti agonici); infine sarà realizzata una nuova camera calda di circa 240 metri quadri.

Il nuovo pronto soccorso dell'ospedale: come sarà

Il progetto prevede anche un intervento al piano seminterrato, dove si prevede di collocare lo spazio per le barelle oltre che i locali tecnici e dove è in previsione il progetto di dedicare una zona allo spogliatoio del personale; tale piano seminterrato sarà collegato mediante un ascensore che nello sviluppo futuro rappresenterà anche il collegamento con i piani soprastanti. Il progetto complessivo infatti contempla anche la possibilità di prevedere una sopraelevazione della vecchia camera calda per tre livelli, prevedendo un ampliamento del blocco operatorio con due sale, una da dedicare all’infetto e una di tipo ibrido e un ampliamento della terapia intensiva per ulteriori 8 posti letto.

Il nuovo assetto vede dunque le seguenti dotazioni: area di accoglienza dedicata con monitor; area bassa intensità posizionata in adiacenza all’ingresso e sperata dunque dal resto dell’attività, dotata di tre ambulatori, di cui uno dedicato alla pediatria, area attesa barellati dedicata oltre che ambulatorio per piccola chirurgia; aumento significativo dei posti dedicata alla media complessità (da 14 si passa a 32); area infetti dedicata; alta flessibilità funzionale e impiantistica che permette un uso progressivo delle aree anche in prospettiva di eventi infettivi; area diagnostica dedicata che oltre a ridurre i tempi di attesa evita i flussi dei percorsi verso la radiologia; aumento area codici rossi (da 3 a 4); area di lavoro del personale dedicata e riservata.

Vasi (Pri): "Bene l'ampliamento, ora potenziare le case della salute"

"La presentazione odierna del progetto di ampliamento del pronto soccorso è un fondamentale passo in avanti per la sanità del nostro territorio, per noi repubblicani è il realizzarsi di un ‘ importante richiesta che ci ha visto attori protagonisti negli ultimi due anni - commenta il consigliere comunale del Pri, Andrea Vasi - Questa opera, insieme al potenziamento della sanità nei territori in conseguenza all’ampliamento delle case della salute, sarà il primo strumento serio in grado di decongestionare l’attività ospedaliera e far si che il nosocomio Ravennate torni ad essere un punto di riferimento per tutto il territorio provinciale. L’ampliamento vedrà  800 metri quadrati, si passerà a 32 posti letto, 1.400 mq totali, destinati integralmente all’attività di pronto soccorso, il quale sarà anche completamente riorganizzato".

"La strategica mossa, messa in campo da Ausl Romagna, rivede un progetto ben preciso che nel lungo periodo dovrà non essere scisso dal potenziamento del personale e del sempre crescente livello qualitativo dei macchinari a disposizione dei sanitari. Sarà importante per noi repubblicani, come ribadito nei banchi del Consiglio Comunale, lavorare per una radiodiagnostica di primo e secondo livello nelle case della salute con unità  infermieristiche e medici messi nelle possibilità di lavorare nel prevenire il più possibile gli accessi nel pronto soccorso. Infine - conclude Vasi - ribadiamo la necessaria svolta in campo organizzativo per i medici di base che dovranno confluire in nuclei di cure primarie , coordinamento per il quale dovremmo ancora lavorare ma che rimane il futuro della medicina nei territori". 
Andrea Vasi

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