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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Si alza il sipario sul nuovo pronto soccorso: "Più posti letto e gestione migliore, ecco come sarà"

Non si andrà ad agire solo sull'ampliamento fisico del pronto soccorso, spiega la neo direttrice sanitaria dell'ospedale di Ravenna Francesca Bravi, ma anche sui percorsi interni dei pazienti per riuscire a gestirli meglio

Un nuovo pronto soccorso, completamente riorganizzato e ristrutturato, per mettere in pratica il piano di miglioramento dell'accesso in emergenza-urgenza. Ma anche un ampliamento del blocco operatorio e della terapia intensiva, oltre alla costruzione della nuova sede dei servizi amministrativi di Ausl Romagna. Quello in programma per il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna - che negli scorsi mesi di emergenza Covid ha sofferto gravi carenze - è un grande progetto che segue alcuni principi chiave, tra i quali quello di garantire il controllo dei tempi di permanenza e la sicurezza, sviluppare le reti, governare i flussi e i percorsi e bilanciare domanda e capacità produttiva. Per farlo si andrà ad agire sull'accesso, sul triage, sulla gestione dell'attesa, sui percorsi interni, sui processi diagnostici e di supporto, sull'osservazione breve intensiva, sulla dimissione e boarding, sul sistema informativo e monitoraggio e sull'ottimizzazione strutturale e funzionale. Un maxi progetto da cinque milioni di euro che dovrebbe vedere la luce nei prossimi 4 anni (2 per il primo stralcio).

Non si andrà ad agire solo sull'ampliamento fisico del pronto soccorso, spiega la neo direttrice sanitaria dell'ospedale di Ravenna Francesca Bravi, ma anche sui percorsi interni dei pazienti per riuscire a gestirli meglio. Per quanto riguarda l'accesso, per migliorare le condizioni del pronto soccorso dell'ospedale si lavorerà sul prevenire gli accessi evitabili (tramite percorsi condivisi tra ospedale e territorio, percorsi di affidamento diretto, informatizzazione dei pazienti verso la rete dei servizi sociali/sociosanitari) e sul governare l'iperafflusso. L'emergenza Covid, in particolare, ha reso necessario ripensare i percorsi d'accesso dei pazienti in pronto soccorso: se prima della pandemia c'era infatti un unico percorso, ora dopo una pre-accettazione i pazienti dovranno essere direzionati nel 'percorso infetti' o nel 'percorso utenti'.

Nuovo pronto soccorso a Ravenna: ecco come sarà

"Ci siamo presi degli impegni nei confronti di tutta la città per uscire da una fase transitoria, consolidare e dare impulso ai progetti di sviluppo dell’ospedale di Ravenna, e oggi cominciamo a gettare le basi - spiega il direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori, affrontando il primo punto all’ordine del giorno sulla nomina del direttore del presidio ospedaliero di Ravenna - Un grande ringraziamento iniziale a Paolo Tarlazzi che in questi anni ha svolto il difficile ruolo di direzione dell’ospedale, cui è stato attribuito un incarico di struttura
semplice di unità operativa “coordinamento attività ospedaliera Lugo-Faenza", e un altrettanto grande benvenuto alla neo direttrice di presidio, Francesca Bravi, che in questi anni ha maturato una grande esperienza proprio nei settori nevralgici dell’attività ospedaliera: accreditamento, qualità, ricerca valutativa dei servizi e innovazione. L’ospedale non è un condominio dove ciascuno pensa al proprio appartamento. E il ruolo della Direzione medica deve fare da collante fra le professioni, individuare le modifiche che devono essere realizzate, trovare le forme organizzative più funzionali nell’interesse della salute dei cittadini”.

Qualità, presa in carico dei pazienti tempestiva e governo dei percorsi sono i principi alla base del progetto di ampliamento del pronto soccorso. Cinque codici colore che distingueranno il flusso dei pazienti, secondo il grado di complessità. Bassa complessità, con un team dedicato ai codici minori e percorsi separati per i pazienti infetti fin dall’accettazione. Il futuro pronto soccorsi vedrà, oltre alle nuove modalità funzionali, l’ampliamento degli spazi, con più posti letto, tre sale aggiuntive per i codici rossi, una sala tac etc.

Lo sdoppiamento di Medicina

Il direttore Sanitario di Ausl Romagna Mattia Altini illustra l’avvenuta separazione in due Unità Operative dell’attuale reparto di Medicina: "Uno spacchettamento che risponde a due importanti vocazioni distintive; una rivolta a una forte integrazione con il territorio, punto di riferimento per la medicina generale e le cure primarie diretta da Marco Domenicali; l’altra , diretta da Maria Giulia Sama, indirizzata a offrire una rapida risposta e presa in carico dei pazienti provenienti dal pronto soccorso, pazienti post chirurgici e provenienti dalla Unità operativa anestesia e rianimazione.

"La presentazione di questo importante progetto è la testimonianza che siamo nella fase di piena corrispondenza fra ciò che viene detto e ciò che viene fatto - commenta il sindaco Michele de Pascale - Quando sono presenti deficit strutturali, come nel caso del pronto soccorso, servono investimenti e questa è la riprova di questo impegno assunto dalla Direzione Generale. La pandemia ha cambiato i parametri di prima, tutto l’ambito socio sanitario è stato ripensato. Nel progetto presentato non sarà solo il pronto soccorso che verrà ampliato e troverà una nuova soluzione logistica. Si partirà da questo intervento, il più urgente, per procedere a step con l’ampliamento del blocco operatorio, per dare risposte più adeguate agli interventi di bassa e alta complessità e l’ampliamento della terapia intensiva, che consentirà di potenziare tutta la rete delle cure intensive".

Necessità e soluzioni

Tra le varie necessità emerse, oltre all'adeguamento alle nuove esigenze post-pandemiche, c'è anche quella di avere una maggiore efficienza nel periodo estivo (durante il quale si verifica il picco di accessi, essendo Ravenna una città turistica), ma anche - in un'ottica post Covid - l'evitare contaminazioni con pazienti infetti e in generale aumentare la capienza e la qualità del pronto soccorso, del blocco operatorio e della terapia intensiva. Per rispondere a queste necessità si è deciso di adottare diverse soluzioni: in primis la riorganizzazione e l'ampliamento del pronto soccorso, ma anche del blocco operatorio e della terapia intensiva. Oltre a questo, saranno aumentati i posti letto isolati nella terapia intensiva, verrà creato un percorso dedicato ai pazienti infetti (evitando così di congestionare il pronto soccorso) e verranno creati collegamenti diretti e separati per pazienti infetti tra pronto soccorso, blocco operatorio e rianimazione.

Le fasi

In primo luogo, a partire dallo stato attuale dell'ospedale verrà spostata la camera calda, per poi individuare le aree di ampliamento. Inizierà quindi il vero e proprio ampliamento del pronto soccorso, seguito da quello del blocco operatorio, del piano tecnico e della terapia intensiva, allargando così l'intero ospedale con nuove strutture.

Il nuovo ospedale diviso per piani: ecco come sarà

Il piano terra sarà sempre destinato al pronto soccorso, che comprenderà le aree di camera calda, due triage, shock room, 4 ambulatori di bassa intensità, 26 posti letto, 24 posti letto in poltrona, una sala tac, 3 ambulatori fast track ortopedico, 12 posti letto obi (osservazione breve intensiva), un ambulatorio chirurgico fast track ortopedico, una sala radiologica e 6 posti letto isolati.

Il primo piano ospiterà il blocco operatorio, con 8 sale operatorie standard (più altre eventuali 3), una sala operatoria riservata ai pazienti infetti e una sala operatoria ibrida. Il secondo piano sarà invece riservato al piano tecnico.

Il terzo piano ospiterà infine la rianimazione, con 14 posti letto di medicina d'urgenza, 8 posti letto di medicina d'urgenza area critica, 14 posti letto di terapia intensiva e 6 posti letto di terapia intensiva isolati. 

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