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Nuovo regolamento per le case famiglia: ma l'opposizione fa barricate

La Provincia lunedì ha incontrato le categorie imprenditoriali per presentare loro il nuovo regolamento comunale delle case famiglia, riformulato sullo schema di quello in uso nel Comune di Ravenna

La Provincia lunedì ha incontrato le categorie imprenditoriali per presentare loro il nuovo regolamento comunale delle case famiglia, riformulato sullo schema di quello in uso nel Comune di Ravenna. "Su questo le perplessità sono assolutamente doverose, sia per ragioni di metodo (la Provincia dipende dai Comuni, non viceversa, visto che la eleggono loro), sia soprattutto per il contenuto, in buona parte inaccettabile alla prima lettura del testo, filtrato legittimamente per vie traverse all’opposizione", commenta il capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi.

Gli aspetti su cui l’opposizione farà barricate quando il regolamento arriverà in consiglio, se necessario anche presentando una fila di emendamenti, sono diversi: "Per funzionare bene, senza aumentarne i costi e quindi le rette a carico delle famiglie spesso già insopportabili, le case famiglia non devono essere aggravate da nuovi e non dovuti obblighi di natura sanitaria o addirittura ospedaliera, in realtà numerosi, che devono invece essere assolti dal servizio pubblico - spiega il consigliere d'opposizione - Altrettanto per le ore obbligatorie di formazione professionale continua degli operatori che si intende prescrivere in aggiunta ai requisiti professionali, che giustamente vanno richiesti loro (e finalmente controllati) all’atto dell’assunzione. Le case famiglia devono offrire un’alta qualità di vita domestica, a dimensione appunto familiare, e possono anche proporre agli ospiti occasioni di vita sociale e comunitaria all’esterno dell’abitazione, purché i relativi costi e la responsabilità spettino al Servizio sociale del Comune. Vanno sfrondati i nuovi adempimenti burocratici illogici, ma dispendiosi di tempo lavorativo, ed evitate le norme che non si capisce come possano essere applicate se non a discrezione di chi ne pretenderà il rispetto; come pure le “indicazioni” che, non avendo contenuto normativo, sono proprie di un trattato di sociologia, non di un regolamento. Se le “case famiglia si inseriscono nella rete integrata dei servizi residenziali”, com’è scritto anche nel “vecchio” regolamento, occorre, in coerenza, che il servizio sociale del Comune intervenga a sostenere economicamente le famiglie che, con troppa fatica, ne devono pagare le rette. Infine, i controlli sul rispetto delle regole, grande colpevole lacuna del Comune di Ravenna nei primi tre anni di esercizio del suo attuale regolamento. Il “nuovo” lascia le cose come stanno, quasi che tutto sia andato per il meglio. Ce ne occuperemo noi con emendamenti mirati a far sì che dalle case famiglia (alcune, rispetto a tante) spariscano i coni d’ombra e non se ne producano. E se la ragione non prevarrà, man mano che nei Comuni della provincia, a partire dalle elezioni di quest’anno, il Pd sarà mandato all’opposizione, il “nuovo” regolamento che si volesse far passare di forza potrà essere immediatamente revocato e sostituito utilizzando gli emendamenti bocciati".

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