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Nutrie al Teodorico, il Comune: "Presenza inammissibile. Parte il piano di contenimento"

Il Comune applica il Piano di controllo della nutria in Emilia-Romagna che prevede "l’eradicazione della specie dal territorio regionale, attraverso prelievi e abbattimenti"

In seguito a una prima segnalazione fatta da un lettore di RavennaToday e al question time presentato dalla capogruppo della lista civica La Pigna Veronica Verlicchi, arriva la risposta del Comune in merito alla situazione creatasi al parco di Teodorico dove è stata notata la presenza di un gruppo di nutrie (di cui due esemplari adulti e almeno sei cuccioli).

"La specie è molto adattabile e si è insediata anche in alcune aree urbane e del forese. In particolare, all’interno dello stagno del Parco Teodorico è più volte comparsa negli ultimi tempi e, anche in anni precedenti, sono già state intraprese azioni di contenimento degli esemplari. Infatti, oltre che per effetto delle norme suddette, in ambito urbano la presenza di questa specie deve essere contrastata - dichiarano gli esperti del Comune di Ravenna - Il Parco è un centro di aggregazione sociale, uno spazio ludico per l’infanzia e l’invecchiamento attivo, un luogo di incontro e di attività sportiva e punto di riferimento per la comunità. Negli anni è diventato uno spazio molto vivo e frequentato da moltissime persone, famiglie e bambini. Si è cercato di curare tutta la biodiversità. La presenza della nutria in un contesto di questo genere non è ammissibile. Pertanto, i pochi esemplari presenti al Parco Teodorico vanno contenuti con i metodi previsti dal Piano di controllo regionale, per prevenire un aumento indiscriminato della popolazione locale, dovuto sia alla proliferazione degli esemplari presenti, che all’immigrazione costante di esemplari dalle aree esterne all’ambito cittadino".

Roditore tipico di ambienti acquatici, originario del Sud America e importato in Italia a scopi commerciali sin dal 1929, la nutria nel nostro Paese ha raggiunto consistenze molto elevate, dovute sia all’assenza di predatori sia ai mutamenti climatici che, a causa degli inverni sempre meno rigidi, permettono una maggiore sopravvivenza durante la stagione fredda. La nutria presenta un incremento annuo molto consistente a causa dell'elevato tasso riproduttivo (14 piccoli per femmina). Anche a causa dei problemi agli ecosistemi naturali e agli argini causati nel passato già da anni la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha approvato il “Piano di controllo della nutria in Emilia-Romagna”, il quale prevede l’eradicazione della specie dal territorio regionale, attraverso prelievi e abbattimenti. "Si evidenzia - conclude l'Amministrazione comunale - come su tutto il territorio europeo, nazionale, regionale, in attuazione delle norme suddette, gli Enti sono tenuti a lavorare per l’eradicazione di questa specie alloctona invasiva, pericolosa per gli ecosistemi naturali e per la pubblica incolumità, per la quale non è prevista la reimmissione in natura degli esemplari catturati".

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