Nuvole 2018, conclusa a Casola Valsenio l'edizione record del raduno di speleologi

Il comune di Casola Valsenio ha accolto migliaia di speleologi, che si sono riuniti per condividere le loro conoscenze, la loro esperienza e le innovazioni internazionali

Si è conclusa domenica la 25esima edizione del raduno internazionale di speleologia organizzato a Casola Valsenio dall’Associazione Speleopolis, riunito quest’anno sotto il nome di Nuvole. Bilancio più che positivo per l’edizione di quest’anno, che ha registrato numeri record – con circa 2500 speleologi registrati e 1200 casolani. Il presidente del comitato organizzativo Stefano Olivucci si è detto “estremamente soddisfatto per l’edizione di quest’anno, tornata a Casola Valsenio, suo luogo di nascita, come è avvenuto ciclicamente fin dal 1993”, iniziando a parlare fin da subito con i rappresentanti del comune di Urzulei (Nuoro) in Sardegna, candidato come sede dell’edizione 2019. “Terminare il raduno con questa chiacchierata amichevole è anche un modo per garantire la continuità del raduno, che ogni anno si sposta in una diversa città italiana, mantenendo intatte le proprie caratteristiche ma sposandole alle peculiarità dei luoghi”.

Come nuvole gli speleologi si sono riuniti a Speleopolis, e come nuvole torneranno a riunirsi per la prossima edizione, come auspicato nel titolo scelto per l’edizione di quest’anno – dedicata anche al compianto Giovanni Badino, grande speleologo, già presidente della Società Speleologica Italiana, membro di La Venta, docente di fisica sperimentale a Torino e esploratore di fama mondiale, venuto a mancare l'anno scorso, il cui ricordo ha divertito e commosso una sala gremita nella serata di venerdì. Il sabato conclusivo si è svolto con un programma fitto di eventi e di incontri, a cominciare dallo Speciale Cuba tenuto ai Vecchi Magazzini, in cui sono stati presentati i progetti di collaborazione tra speleologi cubani e italiani – risalenti addirittura al 1999. Le radici della loro collaborazione affondano fin nel cuore del ‘900 – nonsotante tra le grandi difficoltà di comunicazione tra i due Paesi. L’incontro di sabato ha invitato a riallacciare i vecchi rapporti.

Altra testimonianza di esplorazioni e ricerche scientifiche è stato lo Speciale Nuova Guinea, incentrato sulle bellezze dell’esplorazione di quest’isola gigantesca, percorsa da una mastodontica catena di montagne che arrivano a 5.000 metri, tagliata a metà da due stati, difficilissima da esplorare. Tra le varie presentazioni, Jean-Paul Sounier ha riassunto 40 anni di spedizioni speleologiche francesi (1978-2018), aggiungendo il proprio bagaglio personale di ben 13 spedizioni nel territorio. Grande successo anche per l'incontro sui chirotteri, dove gli speleologi hanno incontrato i ricercatori del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri, con l'obbiettivo di rafforzare la collaborazione a difesa dei pipistrelli.

Nel pomeriggio c’è stato invece il convegno Sentinelle del Clima, in cui Luca Calzolari, direttore di Montagne360, ha parlato delle montagne e delle grotte considerandole sotto il punto di vista di avanguardie del cambiamento climatico. Hanno partecipato al dibattito Federico Grazzini, previsore meteo di Arpae Emilia-Romagna, e Renato Colucci, glaciologo e speleologo, che ha sottolineato come negli ultimi tempi il ghiaccio all’interno delle grotte abbia iniziato “a fondere allo stesso ritmo di quello esterno” – segno preoccupate dell’innaturale cambiamento climatico.

In seguito, lo stesso Calzolari ha moderato il convegno Geografi del Vuoto III, in cui si è riflettuto sui limiti della curiosità scientifica degli speleologi, una curiosità che deve essere consapevole, recintata dal rispetto dell’ambiente ipogeo, un ambiente fragile, delicato, i cui effetti arrivano fin sulla superficie terrestre – basti pensare al caso dell’approvvigionamento idrico. Sono intervenuti tra gli altri Carlo Alberto Pinelli, fondatore di Mountain Winderness, che ha insistito sul rispetto ambientale, e Leonardo Colavita, del team di esploratori La Venta.

L’incontro conclusivo di Nuvole2018 è stato invece dedicato all’ECRA, la European Cave Rescue Association, il soccorso speleologico europeo che quest’anno ha deciso di svolgere la propria assemblea a Casola Valsenio – per incontrare il maggior numero possibile di speleologi provenienti da ogni nazione. L’incontro della sera è stato incentrato sul soccorso speleo subacqueo, in particolare su quello della grotta Tham Lang in Thailandia, cui ha partecipato anche Chris Jewell – uno degli speleologi inglesi che ha contribuito al salvataggio dei bambini.

Frequentatissime anche le escursioni nel corso delle giornate, con 16 uscite nelle grotte dei dintorni e 4 escursioni nei sentieri del Parco della Vena del Gesso Romagnola, che hanno visto partecipare 204 speleologi in grotta e 70 in escursione. Per la prima volta in 25 anni è stato registrato un lieve incidente, risolto senza difficoltà dal Presidio del Soccorso Alpino Speleologico.

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