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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca Cervia / Via Aldo Ascione, 4

La 'storica' famiglia mantiene per altri 9 anni la concessione della Casa delle Aie

L’immobile è destinato esclusivamente alla ristorazione tipica romagnola. Il concessionario è quindi obbligato a gestire il locale nel rispetto delle caratteristiche romagnole popolari

Si è conclusa la procedura di assegnazione della Casa delle Aie e l’Amministrazione comunale di Cervia ha aggiudicato in via definitiva alla ditta Battistini la concessione dell’immobile di proprietà comunale, sito in via Aldo Ascione 4. Si tratta di una conferma per la famiglia Battistini che già deteneva a concessione del locale. La ditta concessionaria ha offerto il canone pari a 280.280 euro, oltre all’IVA 22%, per un totale di 341.941,60 euro all’anno. La durata della concessione è di 9 anni.

L’assegnazione è avvenuta attraverso procedura negoziata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, partendo da una base d’asta di 280mila euro. Lo scorso 30 settembre l’Amministrazione Comunale aveva avviato l’indagine di mercato informale per l'acquisizione di manifestazioni di interesse con l’obiettivo di individuare gli operatori economici da invitare alla successiva procedura negoziata. Alla scadenza dell’avviso, il 18 ottobre, aveva presentato manifestazione di interesse la sola ditta Battistini, che è quindi stata invitata a partecipare alla gara. Alla gara hanno fatto seguito, da parte del Servizio Contratti, tutte le verifiche ed i controlli prescritti dalla normativa vigente.

Dalla concessione dell’immobile sono esclusi il Teatrino e i locali denominati: “Ufficio Soci”, “Sala Consiglio” e “Sala Lettura”, già concessi all’Associazione culturale Casa delle Aie. Inoltre l’immobile è destinato esclusivamente alla "ristorazione tipica romagnola e popolare all’interno di un tipico locale tradizionale romagnolo popolare". Ciò implica che il concessionario è obbligato a gestire il locale nel rispetto delle caratteristiche romagnole popolari. In particolare, spiegano dal Comune, "devono essere salvaguardate le peculiarità romagnole popolari nell’aspetto del locale e nelle modalità di gestione (arredi e allestimenti, uso del dialetto romagnolo, divise del personale di sala); nell’atmosfera, che deve essere caratterizzata da convivialità, cordialità, cortesia, amicizia, calore, colore, canti e folclore della Romagna tradizionale; nella cucina tipica romagnola “popolare”; con l’obbligo inoltre di applicare prezzi “accessibili”, mediamente inferiori a quelli applicati dai locali della medesima specie presenti sul territorio".  

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