L'oil&gas trema con gli emendamenti al 'Milleproroghe': "Colpo mortale all'intero comparto"

A parlare, molto preoccupato, è l'assessore Roberto Fagnani, che commenta gli ementamenti al decreto 'Milleproroghe' che rischiano di infliggere un altro duro colpo al settore dell'oil&gas

"Sono ore cruciali alla Camera per il settore dell’oil and gas, che a Ravenna rappresenta una fetta fondamentale del sistema industriale e produttivo. Ci auguriamo che gli emendamenti presentati, che avrebbero un impatto devastante sugli investimenti nel comparto, vengano fermati perché significherebbe altrimenti scoraggiare le aziende e mettere a repentaglio il futuro di migliaia di lavoratori e famiglie".

A parlare, molto preoccupato, è l'assessore Roberto Fagnani, che commenta gli ementamenti del Movimento 5 stelle al decreto 'Milleproroghe' - giudicati ammissibili dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera - che rischiano di infliggere un altro duro colpo al settore dell'oil&gas. In sintesi, si tratterebbe di spostare in avanti il Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), che impiegherebbe non più 18 mesi, ma ben 24 per essere realizzato (con data di decorrenza da dicembre 2018, quindi fino alla fine del 2020). Questo significa che lo "stop alle trivelle" sarebbe esteso a 24 mesi; inoltre i pentastellati propongono che "nelle aree non compatibili in base ai criteri del piano, entro 60 giorni il Mise avvia i procedimenti per il rigetto delle istanze relative ai procedimenti sospesi” , oltre ad avviare quelli di “revoca anche limitatamente ad aree parziali”, precisando però che nelle aree “non compatibili è comunque ammessa l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”. In un altro emendamento, infine, si aggiunge che nelle “more dell’adozione del Pitesai” le proroghe di stop alle trivelle “sono concesse per una durata massima di cinque anni”.

"E’ cronaca recente il licenziamento di numerosi lavoratori da parte di due multinazionali del settore, Weatherford e Schlumberger, così come il rilascio di oltre duemila chilometri quadrati di concessioni da parte delle società operanti nell’oil&gas per effetto degli aumenti dei canoni - continua Fagnani - E’ evidente che una ulteriore incertezza sul piano delle aree (il Pitesai) significherebbe infliggere un colpo mortale all’intero comparto. Non si può affrontare un tema così importante come quello della transizione energetica con un emendamento notturno a un provvedimento qualsiasi. E soprattutto non si può affrontare la transizione energetica senza l’ausilio del gas naturale italiano, risorsa di cui il nostro territorio è ancora particolarmente ricco. Sediamoci, discutiamo e coinvolgiamo i territori e le categorie interessate: ma siamo contrari ai blitz e chiedo a tutti i parlamentari, ai membri del governo e a chi può fare qualcosa di difendere questo comparto".

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"E’ assurdo come ancora oggi si tenda a ostacolare un settore fiore all’occhiello della nostra industria e che a Ravenna rappresenta una grande fetta dell’economia - aggiunge Mauro Bertolino, coordinatore Emilia Romagna di Alleanza di centro per i territori - Premesso che il gas è indispensabile per il processo di transizione energetica, non si comprende perché non si tende a favorire l’utilizzo del gas presente nel nostro paese incoraggiando le aziende a investire piuttosto che a chiudere, come già successo per aziende ravennati leader da sempre nel settore. Ancor più assurdo è che certe proposte che mettono a repentaglio l’economia di intere città e di migliaia di lavoratori arrivino da un gruppo politico che ormai, dati alla mano dopo le ultime elezioni regionali, in Emilia Romagna di lavoratori ne rappresenta veramente pochi. Auspichiamo che presto si apra un serio tavolo di trattativa tra le rappresentanze di categoria e il governo per ridare dignità al gas italiano ai lavoratori del settore e tutelare la nostra economia".

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