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Offshore: "Lavoro, sviluppo, ambiente e contrasto ai cambiamenti climatici in un progetto unitario"

Sinistra per Ravenna e Articolo Uno Ravenna intervengono sul prolungamento dello stop alle estrazioni in Adriatico

"Da anni sosteniamo che i temi del lavoro, della qualità dello sviluppo a Ravenna e in Italia, dell'ambiente e del contrasto ai cambiamenti climatici, non solo in atto ma in fase di evidente accelerazione, sono troppo importanti per essere affrontati separatamente a seconda delle circostanze, dei singoli eventi o della preoccupazione del momento. L'unico modo corretto e utile per affrontare tali temi è definire un progetto unitario che tenda a salvaguardare il lavoro di oggi avviando al contempo una progressiva e non più rinviabile transizione ecologica della nostra economia e della nostra società capace di conciliare sempre meglio sviluppo e ambiente e capace di creare nuovo lavoro e innovazione per il prossimo futuro". Sinistra per Ravenna e Articolo Uno Ravenna intervengono sul prolungamento dello stop alle estrazioni in Adriatico.

"Anche le valutazioni sulla recente decisione di prorogare al 2021 la moratoria sulle nuove estrazioni di gas metano in Adriatico debbono partire da questa esigenza imprescindibile - proseguono - Anche noi condividiamo le preoccupazioni di lavoratori e organizzazioni sindacali e crediamo che sia opportuno che il Governo in tempi rapidi definisca le aree in cui sia ancora possibile prevedere nuovi punti di estrazione di gas naturale in Adriatico, ovviamente con la massima attenzione agli aspetti ambientali (compresa la valutazione rispetto a subsidenza ed erosione) e i relativi quantitativi nell'ambito di un piano energetico nazionale fortemente innovativo e finalizzato alla graduale riconversione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili e pulite. Tali scelte dovranno necessariamente tenere conto degli obiettivi di decarbonizzazione e di riduzione del 50% dell'emissione dei gas serra previsti dalla Unione Europea e dall'Italia nel 2030, obiettivi imprescindibili a fronte del riscaldamento climatico (gli ultimi dati misurati a Faenza parlano di un aumento delle temperature di 4° C negli ultimi 40 anni, l'ultimo decennio concluso nel 2019 è stato il più caldo di sempre) e dei fenomeni estremi che tali cambiamenti comportano anche nel nostro territorio. Per questo ribadiamo i punti fondamentali di una strategia unitaria, coerente e innovativa che abbiamo già proposto già a ottobre del 2019: per le estrazioni di gas metano, in attesa delle determinazioni definitive da parte del Governo nazionale sulle aree per le nuove estrazioni, pare ragionevole consentire, comunque oltre le 6 miglia e a seguito delle necessarie valutazioni di impatto ambientale, interventi di manutenzione e di riqualificazione dei pozzi esistenti, con soluzioni migliorative dal punto di vista ambientale e della sicurezza, volte a coltivare al meglio i giacimenti esistenti. A fronte di questo quadro possono essere concordate tra il Comune e l’Eni le modalità per anticipare la chiusura del Pozzo Angela Angelina di fronte a Lido Adriano-Lido di Dante, obiettivamente insostenibile dal punto di vista dell’erosione e della subsidenza. Nel contempo, e in termini progressivi, da parte del gruppo Eni (ma ad esempio anche da parte dell’Enel e di altri grandi gruppi pubblici e privati insediati nelle nostre aree industriali) va presentato a Ravenna un pacchetto concreto di investimenti pluriennali finalizzati a creare nuovo lavoro, a migliorare la sostenibilità ambientale degli impianti industriali, a promuovere nuovi prodotti ecologici (es, bioplastiche o il decollo finalmente dei progetti sulle gomme speciali innovative e ecocompatibili) e nuove fonti energetiche rinnovabili e pulite promuovendo parchi fotovoltaici, eolici a mare, dal moto ondoso, biometano, sperimentazioni sul sequestro e il riutilizzo produttivo della CO2 ecc. Solo una strategia di questo tipo può essere forte e autorevole rispetto al Governo nazionale, può rappresentare un contributo autonomo importante per la nuova Giunta Regionale impegnata a definire in tempi brevi i nuovi Patti per il lavoro e per il clima e può collocarci all'avanguardia nel processo di innovazione e di riconversione capace di tenere insieme le esigenze del lavoro di oggi con le prospettive di sviluppo sostenibile e di lavoro di domani".

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