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Oli vegetali esausti da trasformare in biocarburante: a Ravenna attese 102 tonnellate per il 2020

Erano quasi 95 tonnellate i quantitativi di olio conferiti dai ravennati nel 2019, raccolti per il 65% tramite i contenitori stradali

Il Gruppo Hera ed Eni nei giorni scorsi hanno rimodulato e potenziato, l’accordo per trasformare l’olio vegetale esausto in olio vegetale idrotrattato (HVO), un biocomponente per il gasolio. Grazie a questo accordo, gli oli vegetali esausti di uso domestico - recuperati da Hera attraverso le raccolte stradali e le stazioni ecologiche presenti sul territorio - vengono inviati, previa lavorazione, alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, dove vengono convertiti nel biocarburante HVO, uno dei componenti per la produzione di Enidiesel+. Questo carburante “torna” poi come risorsa e diventa la fonte di alimentazione di diversi mezzi che Hera utilizza per la raccolta dei rifiuti urbani.

E poiché gli esiti dei primi due anni di partnership si sono dimostrati più soddisfacenti del previsto, a dimostrazione del fatto che l’economia circolare garantisce vantaggi competitivi strutturali, con il rinnovo dell’accordo le due realtà hanno deciso di fare un passo in più, a beneficio della sostenibilità e in nome di un uso sempre più efficiente delle risorse.

934: tante sono le tonnellate di oli vegetali esausti raccolti nel 2019 sul territorio emiliano-romagnolo servito da Hera, contro le circa 800 del 2018 e una proiezione per il 2020 che supera le 1.100 tonnellate (+18% vs 2019).

La Raccolta nel Comune di Ravenna

Nel Comune di Ravenna, ad oggi, sono stati collocati oltre 60 contenitori stradali, che si aggiungono a quelli presenti presso le stazioni ecologiche del territorio. Grazie a questo potenziamento, i quantitativi di olio conferiti dai ravennati sono passati dalle quasi 95 tonnellate del 2019 alle 102 attese per la fine del 2020. Di queste, la stragrande maggioranza (il 65%, per la precisione) è stata raccolta proprio tramite i contenitori stradali.

Ma se non bastasse, dall’inizio di gennaio la multiutility sfida ancora di più i cittadini di Ravenna mettendo in palio, con l’iniziativa ‘A macchia d’olio’ la somma di 2.500 euro per l’area territoriale che avrà differenziato il maggior quantitativo di oli esausti pro-capite. L’importo è incrementabile di 1000 euro ogni 20 tonnellate di olio in più rispetto a quanto raccolto nell’intero comune nei 12 mesi precedenti.

Una raccolta eccellente che ha ancora bisogno di crescere

Secondo i dati prodotti dal Conoe (il consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e grassi esausti sia di origine vegetale che di origine animale), ogni anno in Italia si producono circa 260mila tonnellate di oli vegetali esausti, la maggior parte delle quali, 166mila tonnellate, in ambito domestico. Di questi ultimi, solo un quarto viene correttamente conferito. Tutto il resto viene disperso nell’ambiente oppure gettato negli scarichi.

Quella di gettare in modo improprio gli oli vegetali esausti è dunque una pratica comune, ma estremamente dannosa: per le tubature private, che si incrostano e intasano; per i sistemi fognari e depurativi, che a causa dei grassi presenti nei reflui non riescono a operare in modo efficiente e richiedono maggiore manutenzione, con aggravio dei costi a carico degli utenti di quel servizio; dannosa per l’ambiente, perché gli oli esausti sono estremamente nocivi sia per la flora sia per gli ecosistemi acquatici. Dannosa, infine, anche per l’uomo, perché gli oli possono inquinare le falde acquifere che alimentano gli acquedotti cittadini.

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