Cronaca Faenza

Oltre 200 chilometri in monopattino: passa anche da Faenza la "Mono maratona" sugli Appennini

Una sfida all'insegna della ripartenza sostenibile che toccherà le città di Imola, Firenze e Faenza, raddoppiando la 100 km del Passatore

Si chiama “MonoMarathon 2021” la sfida in solitaria di 223 chilometri, lungo un percorso ad anello in gran parte appenninico, a bordo di un monopattino sportivo, di quelli a spinta, senza ausilio elettrico. Da Sassoleone (Bo) a Firenze, con ritorno a Faenza prima di passare per Imola, Castel San Pietro Terme e fare ritorno nel paese collinare. L'impresa sarà compiuta da Massimo Bacchi, un artigiano sostenuto da Confartigianato Emilia-Romagna. Una sfida che vuole simboleggiare la forza degli artigiani e l’impegno per questa ripartenza “green” e, non meno importante, sostenere l'approvazione della legge sull'Artigianato artistico, il cui primo firmatario è il senatore faentino Stefano Collina.

Massimo Bacchi, 57 anni, artigiano di Sassoleone, opera principalmente nel settore degli impianti elettrici, ma è noto anche per le sue numerose attività artistiche. Lungo il percorso Bacchi si fermerà in alcune imprese artigiane per raccontare il loro lavoro e un immancabile selfie. La partenza è prevista di prima mattina venerdì 2 luglio da Sassoleone per arrivare nel pomeriggio a Firenze, dove Bacchi sarà ricevuto da rappresentanti di Confartigianato Firenze. Il 3 si prende la via del ritorno lungo il percorso storico della 100 km del Passatore fino a Faenza. Una notte di riposo e poi via di nuovo verso Sassoleone, passando per Imola e Castel San Pietro Terme.

“Poco più di trent’anni fa - racconta Massimo Bacchi - cominciava la mia avventura di artigiano a Imola in un piccolo ufficio, assieme a Confartigianato. La definisco un’avventura perché credo che ogni lavoro e ogni cosa che facciamo con passione alla fine la si possa definire tale. Se ce la farò potrò dimostrare che anche le sfide più difficili si possono realizzare. Oggi abbiamo davanti la grande prospettiva di cambiare davvero il nostro Paese. Così il viaggio di un artigiano che suda e spinge un mezzo super green, mi sembra possa diventare un racconto sulla ripartenza, una ripartenza che dal nostro mondo dell’artigianato, spesso bistrattato e quasi messo a terra dalla pandemia, può allargarsi e coinvolgere tutta l’Italia”.

“Ci sono molte azioni che Confartigianato fa per sostenere il proprio mondo, questa è fortemente identitaria, ecologica, sostenibile e di alto valore culturale - afferma Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia Romagna -. Ecologica e sostenibile perché parliamo di una ‘macchina’ spinta unicamente dalla forza dell’uomo; culturale perché toccherà paesi e città che parlano il linguaggio dell’artigianato. In particolare Firenze, che è simbolo identitario della nostra tradizione, colei che nei secoli ha espresso le più alte punte artistiche dell’artigianato”.

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