Cronaca Riolo Terme

Oltre 250 persone alle conferenze sulla Vena del Gesso romagnola

Tra i temi trattati la frequentazione dell'uomo, il clima, le specie botaniche e gli animali

Si è concluso giovedì il ciclo di conferenze “La Vena del Gesso romagnola tra Scienza e Cultura” che ha raccolto un totale di oltre 250 partecipanti durante i suoi appuntamenti. Organizzato dal Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, la Federazione Speleologica regionale dell’Emilia-Romagna in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali Malmerendi e patrocinato dall’ Unione Romagna Faentina e comune di Faenza, il ciclodi conferenze ha coinvolto tanti appassionati.

Molte le tematiche trattate; dalla frequentazione antropica al clima, dalle specie botaniche a quelle faunistiche partendo dalle epoche più remote fino al momento attuale attraverso gli studi condotti negli anni. Eccellenti i relatori di grande spessore culturale che si ringraziano vivamente per la disponibilità come: Massimo Sericola della Soprintendenza e Archeologia Ravenna, Stefano Piastra UNIBO, Jo De Waele, Veronica Chiarini UNIBO, Paolo Bonasoni CNR, Stefano Lugli UNIMORE, Marco Sami Museo di Scienze Naturali Malmerendi, Fausto Bonafede WWF Bologna, Lorenzo Rook, Saverio Bartolini Lucenti UNIFI, Massimo Bertozzi Naturalista. 

Tutela, conservazione dell’ambiente e ricerca costituiscono gli obbiettivi principali del Parco ed è proprio grazie alla ricerca costante, alla fitta rete di relazioni con le Università, Soprintendenze e alla collaborazione con la Federazione Speleologica regionale dell’Emilia Romagna che si è riusciti ad arricchire le conoscenze del territorio della Vena del Gesso Romagnola. Numerosi i progetti di studi in corso.

"La bellezza della Vena del Gesso Romagnola è tangibile, anche attraverso i progetti realizzati - dichiarano gli organzzatori - Occorre conoscerla, viverla,  senza dimenticare che si tratta di un’area protetta unica  in cui uomo e natura devono sapientemente coesistere. L’obbiettivo è donare conoscenza e consapevolezza in merito all’eccezionale valore ambientale della Vena del Gesso per amarla e rispettarla".

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