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Oltre 70 casi di Covid in casa di riposo: "A fine novembre i tamponi rapidi erano tutti negativi"

La cooperativa: "Successivamente, riscontrando alcune sintomatologie potenzialmente riconducibili al Covid, il 4 dicembre abbiamo richiesto un ulteriore intervento dell’Ausl per monitorare la situazione"

"Stiamo seguendo la situazione della Cra Santa Teresa di Faenza con la massima attenzione, come in ogni circostanza. Siamo vicini ai familiari e a tutti i cari dei nostri ospiti con cui ci terremo sempre in contatto per aggiornarli sugli sviluppi della vicenda". A parlare sono i rappresentanti della cooperativa 'Il Cammino' che gestisce la struttura per anziani manfreda, dove nei giorni scorsi è scoppiato un grosso focolaio di Coronavirus con oltre 70 contagi.

"Il 25 novembre presso nella cra sono stati svolti i tamponi antigenici previsti dagli screening di routine da parte dell’Ausl, risultati tutti negativi - spiegano dalla cooperativa - Successivamente, riscontrando alcune sintomatologie potenzialmente riconducibili al Covid, il 4 dicembre abbiamo richiesto un ulteriore intervento dell’Ausl per monitorare la situazione. Nel frattempo abbiamo provveduto autonomamente a sottoporre nuovamente a tampone antigenico ospiti e residenti, rilevando alcune positività prontamente isolate. Il 7 dicembre, a seguito alla nostra attivazione, l’Ausl ha svolto i tamponi molecolari. I primi esiti sono arrivati nella giornata successiva, nel corso della quale abbiamo provveduto a sostituire tutto il personale risultato contagiato, con risorse estranee alla struttura provenienti da altri contesti della nostra cooperativa. Abbiamo inoltre predisposto un piano di isolamento dell’utenza che è stato discusso con il Distretto sanitario di Faenza e con il Dipartimento di Sanità pubblica. Sono stati destinati spazi distinti della struttura a ospiti positivi e negativi con percorsi separati. Larga misura degli ospiti e degli operatori si presenta asintomatica o paucisintomatica e pertanto non si sono resi necessari ricoveri ospedalieri, ma esclusivamente il monitoraggio da parte della task force dell’Ausl".  

"Durante la prima ondata il nostro territorio si è caratterizzato per un numero di contagi molto limitato nella popolazione - continuano - La situazione si presenta molto diversa in questa seconda fase e Faenza risulta particolarmente interessata dalla pandemia. Questo naturalmente richiede un’intensificazione delle attività di monitoraggio, da svolgersi con intervalli più brevi utilizzando tamponi molecolari. Dovrebbero essere potenziati i percorsi dedicati ad attività di prevenzione destinate agli operatori delle strutture residenziali e ospedaliere. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con l’Ausl e il Dipartimento di Sanità Pubblica per gestire al meglio questo momento e per uscirne quanto prima".

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