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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Faenza

Omicidio di Ilenia Fabbri, al via il processo: la figlia chiede 2 milioni. Chiesta la perizia psichiatrica per il sicario

A otto mesi esatti da quel tragico 6 febbraio, è partito il processo in Corte d'Assise per l'omicidio della 46enne Ilenia Fabbri

A otto mesi esatti da quel tragico 6 febbraio, è partito il processo in Corte d'Assise per l'omicidio della 46enne Ilenia Fabbri, uccisa proprio il 6 febbraio scorso nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, per il quale sono imputati con l'accusa di concorso in omicidio pluriaggravato l'ex marito Claudio Nanni, 54enne inquadrato quale mandante del delitto, e il sicario reo confesso Pierluigi Barbieri, alias 'lo Zingaro', 53enne originario di Cervia ma domiciliato nel Reggiano. L'accusa ha chiesto per Nanni e Barbieri le aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti, e solo per Nanni anche l'avere agiro nei confronti dell'ex coniuge.

Secondo le indagini della Polizia coordinate dal Pm Angela Scorza, il movente del delitto è economico: Nanni avrebbe cioè voluto sottrarre alla ex moglie, da cui si stava separando, la sua quota di patrimonio coniugale. Ilenia aveva inoltre chiesto all'ex marito 100mila euro per gli anni trascorsi a lavorare per lui in officina. Il 26 febbraio scorso i due si sarebbero dovuti rivedere in Tribunale, ma lei è stata uccisa pochi giorni prima dell'udienza. Martedì sera, in vista della prima udienza del processo, le amiche di Ilenia hanno sfilato per Faenza illuminate dalle fiaccole, per ricordare l'amica e più in generale tutte le donne vittime di femminicidio.

Al via il processo per l'omicidio di Ilenia Fabbri (foto M.Argnani)

Le parti civili e la richiesta della figlia Arianna

Arianna Nanni arriva in Tribunale a Ravenna accompagnata dal suo avvocato Veronica Valeriani e dalla sua nuova compagna. Indossa una maglia con la scritta ‘Mental prison’: una prigione mentale come quella in cui deve essersi ritrovata una 21enne alla quale all’improvviso è stata strappata brutalmente la madre e che, contemporaneamente, in qualche modo ha perso anche il padre. Arianna dà una rapida occhiata al padre dietro al vetro degli imputati, poi gela con lo sguardo più volte Barbieri, l'uomo che ha ammesso di avere ucciso sua madre. La ragazza, così come quello che era diventato il nuovo compagno di Ilenia Stefano Tabanelli, due delle persone che forse amavano di più la vittima si trovano a pochi metri di distanza da quelli che per l'accusa sono il mandante e l'esecutore materiale di quel brutale omicidio. Nanni e Barbieri a loro volta sono a distanza tra loro, separati da un vetro. Presenti in aula anche diverse amiche di Ilenia, che indossano una maglia con la fotografia della loro amica scomparsa.

Arianna si è costituita parte civile e l'avvocato della ragazza ha presentato richiesta di sequestro conservativo di tutti i beni mobili e immobili sia di Nanni che di Barbieri - per la quale la Corte (presieduta dal giudice Michele Leoni, a latere la collega togata Antonella Guidomei) si è riservata di decidere nella prossima udienza - e un'ulteriore richiesta di risarcimento per la giovane di due milioni di euro. Come parti civile si costituiscono anche Tabanelli, compagno di Ilenia, il padre della donna Luciano Fabbri e la zia della stessa Donatella Graziani, difesi dall'avvocato Massimiliano Starni. Ammesse come parti civili anche il Comune di Faenza "perchè questo delitto ha gettato un'ombra sulla città", spiega il legale Elena Bianconcini, le associazioni Udi Unione Donne in Italia (avvocato Sonia Lama), Gens Nova per la tutela di donne e minori (avvocato Elena Fabbri) e Sos Donna (avvocato Barbara Liverani), associazione antiviolenza attiva a Faenza alla quale Ilenia si era rivolta anni fa, quando aveva sporto denuncia per violenza contro Nanni, che era stato poi condannato.

La perizia psichiatrica

L'avvocato di Barbieri, Marco Gramiacci, tenta la carta della richiesta di giudizio abbreviato (richiesta che già era stata rigettata dal gup Schiaretti, in quanto per una recente legge l'abbreviato non è più applicabile ai reati puniti con l'ergastolo, come questo) condizionato a una perizia psichiatrica su Barbieri. E la richiesta di perizia arriva anche dal legale di Nanni, Francesco Furnari, che spiega come Barbieri sia rimasto vittima anni fa di un incidente stradale che "potrebbe aver prodotto conseguenze psichiatriche", oltre "ad aver fatto uso negli anni di sostanze stupefacenti che potrebbero aver compromesso la salute mentale e la credibilità di Barbieri". Richiesta alla quale si oppongono la Procura - rappresentata dai pubblici ministeri Daniele Barberini e Angela Scorza - e le parti civili, per le quali non vi sarebbe alcuna evidenza per chiedere una perizia.

La Corte si è riservata di decidere sull'ammissione o meno della richiesta alla prossima udienza, così come sulla domanda di sequestro conservativo dei beni di Nanni e Barbieri. Sono state ammesse tutte le prove richieste dal Pm e tutti i testimoni presentati dalla difesa di Barbieri, mentre sono stati esclusi 7 testimoni della lista di Nanni ed è stata subito dichiarata inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato. In totale i testimoni ammessi sono poco meno di 40. Nella prossima udienza, prevista per il 21 ottobre, si partirà con quelli dell'accusa, tra i quali il dirigente della squadra mobile Claudio Cagnini (presente in aula mercoledì) e altri agenti di Polizia, mentre il 29 ottobre verrà sentita anche Arianna Nanni. La giovane, tramite il suo legale, ha chiesto di poter salutare il padre senza rivolgergli parola - richiesta che aveva già presentato più volte, ma che era stata sempre respinta in quanto sussisterebbe il rischio di condizionamento di Nanni nei confronti della figlia. E anche mercoledì la richiesta è stata respinta, come chiesto anche dal Pm.

La ricostruzione dell'omicidio

Questa la vicenda. Per uccidere Ilenia, Nanni avrebbe ingaggiato l'amico Barbieri promettendogli 20mila euro e un'auto, chiedendogli di uccidere l'ex moglie simulando un furto finito male. Nanni invece ha detto di aver pagato l'amico 2000 euro solo per spaventare la moglie e farla desistere dal portare avanti la causa patrimoniale. Ma la versione dell'ex marito non ha mai convinto gli inquirenti. Barbieri ha spiegato anche che secondo il piano avrebbe dovuto uccidere Ilenia, trasportare il cadavere con un trolley, gettarlo in una buca (già scavata e mostrata in un video) non molto lontana da via Corbara e rendere il corpo irriconoscibile con dell'acido.

Quando Ilenia era da sola nell'abitazione, da quella porta da cui è entrato l'omicida era impossibile entrare, anche con la chiave, perché la donna era solita chiudere i "ganci" di sicurezza e la porta tagliafuoco ogni sera. Chi fosse stato quindi in possesso delle chiavi del garage, per entrare avrebbe avuto comunque bisogno di qualcuno che dall'interno togliesse i ganci di sicurezza della porta. Secondo gli investigatori, infatti, la presenza di Arianna, la figlia della coppia, la mattina dell'omicidio serviva a rimuovere quei chiavistelli prima di uscire dalla porta del seminterrato. Ma Nanni non sapeva che la notte dell'omicidio la fidanzata dellla figlia Arianna avrebbe dormito nell'abitazione dell'ex moglie: ciò spiegherebbe la forte agitazione dalla quale è stato assalito quando lui e la figlia, mentre andavano verso Lecco per acquistare un'auto nuova - e mentre Ilenia veniva uccisa - hanno ricevuto la chiamata della fidanzata di lei rimasta in casa e accortasi di quanto stava succedendo. E non a torto: "Se l'assassino si fosse accorto della presenza in casa di una terza persona, una ragazzina indifesa di vent'anni, non avrebbe lasciato vivere la scomodissima testimone", scrive il Gip del Tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti nell'ordinanza di custodia cautelare.

La Procura ha richiesto il giudizio immediato basandosi sulle contestazioni dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Schiaretti, che il 3 marzo scorso aveva fatto finire in carcere i due uomini, sulla base degli elementi raccolti arricchiti da particolari sulle modalità del delitto raccontati da Barbieri in due confessioni davanti prima davanti al Gip e alla polizia e successivamente al magistrato.

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