Cronaca

Omicidio 'al veleno', la madre del 19enne faentino esce dalla Rianimazione

Il ragazzo, nel frattempo, continua a essere custodito nell'infermeria del carcere, dopo la convalida del fermo davanti al Gip

Immagine di repertorio

Ha lasciato la Rianimazione ed è stata trasferita nel reparto ordinario dell'ospedale Maggiore di Bologna la madre 56enne, vittima assieme al compagno - deceduto - dell'avvelenamento avvenuto a cena, per il quale ora è in carcere il figlio 19enne di lei, un faentino accusato di omicidio volontario e tentato omicidio. La donna, che non è più in pericolo di vita, ora potrà essere sentita dalla pm che istruisce il caso, Rossella Poggioli, per dare la sua versione dei fatti in merito alla ricostruzione di quello che si è consumato giovedì sera nella casa di famiglia a Ceretolo, frazione di Casalecchio.

Il ragazzo, nel frattempo, continua a essere custodito nell'infermeria del carcere, dopo la convalida del fermo davanti al Gip. Il 19enne, come riporta BolognaToday, continua a negare di avere agito contro i suoi genitori, anche se ammette di avere acquistato la sostanza (un conservante, il nitrito di sodio), ma solo allo scopo di volerla utilizzare verso se stesso. Continua intanto l'opera di accertamento dei carabinieri del Radiomobile di Borgo Panigale, coordinati dal tenente Riccardo Angeletti. La donna aveva già fornito un quadro sommario quando era stata soccorsa dai Carabinieri subito dopo i fatti, riferendo del gesto del giovane.

Il 19enne - che di recente aveva iniziato un percorso con uno psichiatra - avrebbe comprato il veleno usato per uccidere la madre e il compagno su internet, probabilmente nitrato di sodio, per poi inserirlo nel piatto preparato per loro: penne al salmone. La donna però è riuscita a salvarsi, probabilmente perché si è accorta dello strano sapore della pasta, troppo salato.

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